mercoledì 31 dicembre 2008

Tartelettes all'Uva Portafortuna 2009

Chiudo questo anno bisestile con un buon auspicio - l'Uva Portafortuna - che spero porti a tutti noi un 2009 positivo, e tranquillo.

Per c.ca 6 Tartelettes :
200 gr c.ca di pasta sablée - c.ca 40 acini d'uva - 150 cl di panna - 5 c. di zucchero semolato - 3 c.  di zucchero a velo - acqua - poco burro

Per la ricetta della pasta sablé vi rimando alla Tarte aux Pommes Deliziosa, postata qualche tempo fa ; se vi avanza della pasta (dovrebbe uscirne c.ca il doppio), si possono tranquillamente fare altre tartelettes, oppure dei biscotti da glassare, vengono deliziosi.

Preriscladare il forno a 180°. Stendere la pasta, e ritagliarne 6 cerchi, coi quali rivestire gli stampini imburrati (nel caso di quelli usa e getta della Cuki, nessun bisogno di burro).
Infornare per c.ca 6/8 minuti, avendo cura di porre un peso - per esempio dei fagioli secchi - sulla base, perche' non gonfi.
Far bollire lo zucchero semolato con un bicchiere d'acqua, e tuffarvi gli acini d'uva. Lasciare sobbollire dolcemente per c.ca 3 minuti, poi scolare con una ramaiola, e lasciare sgocciolare su una gratella.
Montare la panna con 2 c. di zucchero a velo, e dividerla equamente sulle tartelettes.
Guarnire con gli acini d'uva, e spolverare col restante zucchero a velo.

Questa ricetta viene dal numero Speciale Cucina della rivista fracese Avantages, che ho avuto il buonsenso di comprare all'aeroporto sulla via del ritorno, e che e' ricca di altre perle che, ne sono certa, presentero' qui molto presto.

Auguro a tutti complicita' e condivisione, ascolto e solidarieta'. E salute :)

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lunedì 22 dicembre 2008

Keep Walking - Bruno Catalano alla Galerie Modus di Place des Vosges

E' difficile, in una citta' come Parigi, scegliere qual'e' la cosa piu' bella, il luogo dove piu' intensamente vibrano certe corde.

Parigi e' una sorgente di emozione e di bellezza, di dolore, di sorrisi estatici, di trivialita', piu' di qualunque altro luogo io abbia mai visitato.
Come scegliere tra le piazze e piazzette di Parigi la mia preferita ? Impossibile, anche se la mia inclinazione e' piu' per il luoghi raccolti come Place Furstemberg,

piuttosto che per gli spazi a perdita d'occhio di Place de la Concorde.

Tra questi due estremi, tuttavia, credo di poter dire che Place des Vosges sia la mia preferita.

Ho avuto l'impulso di partire perche', un paio di mesi fa, l'ho rivista in TV nello scorcio di un film, trasmesso in omaggio a Guillaume Depardieu, ed il semplice intravedere i mattoni rossi degli edifici che la contornano mi ha fatto dire, ad alta voce da sola nel mio salotto : "Place des Voooooooooooooooosges ..." con tono nostalgico e lamentoso.
L'indomani avevo il biglietto aereo.

Le gallerie d'arte contemporanea sotto i suoi portici espongono sempre pezzi sorprendenti, ed e' cosi' che la sera stessa del mio arrivo ho scoperto lo scultore Bruno Catalano, e la sua serie 'Keep walking', presentata alla Galerie Modus, al 23 di Place des Vosges.
Ho sostato a lungo. Riflettuto.
E' molto semplice : quest' anno difficile mi ha piu' che mai dato la consapevolezza del mio perdere pezzi, pezzi preziosi senza i quali non pensavo di poter piu' andare avanti.
Eppure, I "Keep walking".
Non so come, non so grazie a cosa, sempre col bagaglio al seguito, con le caviglie sempre piu' doloranti, sempre da sola.
Si continua a camminare, in equilibrio ma diminuiti.
Che dono prezioso, saper sintetizzare tutti questi dubbi, l'angoscia, l'inevitabile, in una scultura che trovo davvero, profondamente, contemporanea.

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Sablés Salati con Erba Cipollina e Pecorino Romano

La vigilia di Natale e' il momento in cui ritrovo la mia famiglia al completo, genitori, sorella e nipote, e l'usanza non e' quella del cenone, ma piuttosto quella del cocktail con stuzzichini vari, i tradizionali salmone e foie gras, e champagne.

Si aprono i regali, cane e gatti impazzano in mezzo a nastri e carte da regalo, e detto fra noi e' il momento che preferisco di tutta questa kermesse natalizia da "gran ripieno".
L'ispirazione per questo salatino prezioso mi e' venuta da Mirliton e dal suo sablé al basilico. Ho fatto alcune modifiche, e comunque la ricetta si presta ad ulteriori variazioni, con diverse erbe aromatiche, formaggi, oppure olive.

160 gr farina - 60 gr di burro - 1 uovo - 40 gr di pecorino romano grattugiato - una ventina di fili di erba cipollina tagliuzzati - sale, pepe.

Impastare in punta di dita la farina con il burro freddo a pezzetti, aggiungere poi l'erba cipollina tagliuzzata, il pecorino romano, l'uovo, e spolverare di sale e pepe.
Lavorare velocemente il tutto, formare una palla ed avvolgerla nella pellicola per alimenti, e lasciar riposare in frigo almeno un'oretta, meglio due.
In seguito, stendere col mattarello tra due fogli di carta da forno, arrivando allo spessore desiderato, e ritagliare i salatini con le formine per biscotti.
Cuocere per c.ca 10 minuti in forno pre-riscaldato a 180°.
Profumo di erba cipollina ovunque, e risultato delizioso !

P.S. Alla seconda esperienza li ho spennellati d'uovo, e sono risultati piacevolmente lucidi e coloriti, ed ho realizzato una variante basilico/parmigiano, che e' piaciuta molto.

... con questa ricetta partecipo alla raccolta Biscotti Salati organizzata da Laura, The happy housewife :)


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domenica 30 novembre 2008

Dolcetti al Triplo Cioccolato

Attenzione, maneggiare con cautela, solo per autentici addicted del cioccolato extra-fondente.

Questi dolcetti sono nati da uno spunto trovato qui da Nightfairy. Mi sono detta che doveva essere possibile trasformare questa delizia di biscotti, con qualche modifica, in un dolcetto un po' meno concentrato, piu' simile ad un muffin di lusso :)
Vi racconto come ho fatto.

Dosi per 16 dolcetti :
3 uova - 120 gr zucchero - 100 gr cioccolato fondente al 70% - 120 gr burro - 1 cc estratto di vaniglia - 125 gr yogurt naturale - 200 gr farina 00 - 100 gr cacao amaro in polvere - 1 bustina di lievito per dolci - qualche cucchiaiata di latte - 80 gr gocce di cioccolato - pizzico di sale - granelle di amaretti per decorare

Sciogliere nel microonde, a media potenza per un paio di minuti, il cioccolato 70% spezzettato insieme al burro. Mescolare, e mettere da parte a raffreddare.
Nel frattempo sbattere con la frusta elettrica le uova e lo zucchero, con un pizzico di sale, almeno per 5 minuti.
Aggiungere poi il cioccolato fuso col burro, e montare ancora, con pazienza.
Aggiungere lo yogurt e l'estratto di vaniglia. Montare montare montare.
Setacciare gradualmente nel composto il misto di cacao, farina e lievito, mescolando accuratamente. Se dovesse risultare troppo compatto, diluire con qualche cucchiaio di latte.
Completare infine con le gocce di cioccolato, mescolando a mano con una spatola per amalgamarle bene all'impasto.
Mettere la scodella dell'impasto in frigo per una mezz'oretta (coi biscotti di Nightfairy questo trucco aveva dato il fantastico risultato di non far affossare l'impasto in cottura, e di mantenere l'interno straodinariamente morbido, per cui ho adottato lo stesso accorgimento per questi dolcetti).
Preriscaldare il forno a 180°, e cominciare a distribuire cucchiaiate di impasto nelle formine, riempiendole fino a 3/4. Ci vuole un po' di pazienza perche l'impasto non e' molto fluido, ma ne vale la pena. Decorare con granella di amaretti (o di nocciole).
Infornare per c.ca 12 minuti, e far raffreddare su una gratella.


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Salatini Misti Improvvisati

Un rotolo di pasta sfoglia pronta, versione "rustica", leggermente integrale.
Stampini per biscotti.
Preriscaldare il forno a 180°.
Spennellare la meta' delle formine ottenute di uovo leggermente sbattuto con poco sale ed una spolveratina di pepe bianco.
Farcire a piacere (prosciutto crudo, pecorino romano, salsa di cipolle, chutney di mango).
Sovrapporre un'altra formina, premere leggermente sui bordi per aiutare l'uovo sbattuto a saldare il tutto.
Spennellare d'uovo sbattuto la superficie, e spolverare di semi di sesamo, oppure di sale affumicato (io l'ho messo su quelli farciti alla salsa di cipolle) o sale nero.
Dieci minuti di forno, e sono pronti per l'aperitivo.

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martedì 18 novembre 2008

Flan al Cavolfiore & Broccoli con Scamorza Affumicata

A parte la cottura di mezz'ora, la trovo una ricetta veloce e d'effetto, anche per una cenetta improvvisata.


Ingredienti per 6 piccoli flan :
4 uova - 250ml di panna - 200 gr di cavolfiore - 200 gr. di broccoli - 100 gr. scamorza affumicata - sale - pepe - noce moscata - poco burro - zucca a scagliette e prezzemolo per decorare

Preriscaldare il forno a 200°.
Sbollentare cavolfiore e broccoli per c.ca 5 minuti in acqua salata (oppure cuocerli al vapore per una decina di minuti).
Tagliare a dadini la scamorza.
Frullare il cavolfiore scolato e raffreddato insieme alla scamorza, e dividere i broccoli in piccole cimette.
In una ciotola sbattere le uova con sale e pepe bianco, aggiungere la panna, un'abbondante grattata di noce moscata, e amalgamare.
Unire il cavolfiore frullato con la scamorza, e le cimette di broccoli, mescolare delicatamente.
Aggiustare di sale e pepe (io ho abbondato col pepe), e versare il composto negli stampini imburrati.
Infornare a bagnomaria per c.ca 30 minuti.
Ho servito decorando con scagliette di zucca cruda, prezzemolo, ed un'altra macinata di pepe bianco.


Ho rivisitato una ricetta di Cucinare Bene di novembre, aggiungendo il cavolfiore e la scamorza al loro flan, che mi sembrava carino ma insipido :)
Sono quasi convinta che venga bene anche col latte di soja al posto della panna
...

Modifica del 27/11/08 :



Con questi piccoli Flan partecipo alla raccolta di Antonella, che ha gia' riunito un numero impressionante di ricette che utilizzano il cavolo, qualsiasi cavolo, tutti i possibili cavoli :)

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giovedì 13 novembre 2008

Tristezza, per favore vai via

FrancescaV, Alex di Cuoche dell'Altro Mondo, Fiordisale, hanno scoperto a loro spese quando sia sgradevole trovare le proprie foto ed i propri testi riportati da siti che se ne sono semplicemente appropriati, senza chiedere, senza citare le fonti, senza rispetto per immagini private (Adrenalina e le foto del suo bimbo).
Andando piu' a fondo, hanno trovato molti altri foodbloggers conosciuti vittime di questa serie di plagi, unico fine dei furbastri far su qualche euro in piu' con gli AdSense di Google, o addirittura vendere foto su eBay.
Come scrivevo in un commento al post di Alex, sono su internet dal 1997, e della rete mi e' sempre piaciuta la liberta'.
Per questo non partecipero' mai a nessun aggregatore, non rientra nello spirito col quale ho iniziato a scrivere e fotografare quel che cucino, non mi interessa avere tanti contatti, mi interessa avere contatti interessanti, e scrivere quel che mi pare (a questo proposito, attenti anche a questi qui, il regresso e' continuo ed inarrestabile ... ed eventualmente firmate qui se volete, io l'ho fatto, per quel che vale).
Detto questo, detesto i furbi, a qualsiasi livello, ed apprezzo enormemente i food-artisti e le food-artiste, talentuosi-simpatici-creativi, che leggo oramai da quasi un anno.
Per tutto questo da oggi anche il mio piccolo blogghettino e' pubblicato sotto una licenza Creative Commons, e le mie foto di discutibile qualita' saranno ora vincolate su Flickr, mentre prima svolazzavano libere e felici.
Tristezza, per favore vai via ... ancora una volta i furbastri rovinano l'ambiente, ma su di loro cada l'anatema di Artemisia :)

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domenica 9 novembre 2008

Gnocchetti di Semolino in Crema di Zucca

Ancora una volta e' La Cucina Italiana ad ispirarmi - numero di Novembre, pg. 58 -, ed ancora una volta faccio delle consistenti modifiche, in una direzione vegetariana, anche se vegetariana non sono, almeno non ufficialmente (il che costituisce una buona scusa quando cedo e mangio carne bianca o prosciutto, o crostacei, o foie gras ...).

Per sei persone (e per un paio di vassoietti di "ritagli" da congelare !)

270 gr zucca decorticata - 2 piccole cipolle - 10 foglie di cavolo nero - 50 gr di porcini secchi - 1 uovo - 500 ml di latte (io soja) - 500 ml di brodo vegetale - 200 gr semolino - burro - olio evo - sale & pepe - parmigiano grattugiato

Mettere i porcini secchi in una ciotola, coprirli di acqua tiepida, e lasciarli rinvenire per una mezzoretta.
Pulire ed asciugare le foglie di cavolo nero, tagliarle a striscioline eliminando la costa centrale.
Decorticare la zucca e tagliarla a dadini, e tritare 1 e 1/2 cipolle.
Preparare i 500ml di brodo vegetale.
In una padella soffriggere 1/2 cipolla in poco olio, e fare saltare per qualche minuto le striscioline di foglia di cavolo nero (se rimangono coriacee, aggiungere un po' d'acqua e coperchiare qualche minuto per farle ammorbidire). Togliere dal fuoco, e sminuzzare finemente al coltello (o mezzaluna). Salare - io ho usato del sale affumicato danese - e pepare.
Far saltare i porcini scolati in poco olio (conservare l'acqua !) per qualche minuto, salare e pepare, togliere dal fuoco e sminuzzare.
Far bollire 500 ml di latte insieme a 300ml di acqua (in parte usare quella in cui si sono fatti rinvenire i porcini), versare a pioggia il semolino e lavorare con la frusta per qualche minuto (la ricetta dice 10min, direi che 6min mi sono stati sufficienti).
Togliere dal fuoco, salare, ed aggiungere l'uovo, ed il cavolo nero ed i porcini sminuzzati.
Mescolare bene, e distribuire l'impasto - livellandolo - su di una placca rivestita di cartaforno.
Lasciare raffreddare, e nel frattempo soffriggere in poco olio il resto della cipolla, e far saltare qualche minuto i dadini di zucca. Aggiungere i 500ml di brodo vegetale, e coperchiare, lasciando cuocere a fuoco basso per c.ca 15 minuti.
Accendere il grill del forno, e cominciare a tagliare con un tagliabiscotti di diam. 4 cm dei dischetti di semolino - col principio dei gnocchi alla romana - mettendoli poi su di una placca rivestita di cartaforno, e spolverandoli di parmigiano. Lasciar grigliare per 5/6 minuti.
Nel frattempo, frullare la zucca in crema.
Distribuire un mestolo di crema di zucca in ogni piatto, e deporvi 4 gnocchetti per ogni porzione.
Ho tagliato a tocchetti irregolari i ritagli di semolino rimasti, li ho spolverati generosamente di parmigiano, e li ho passati nel forno a 180° per 10/15 minuti.
In seguito li ho congelati, e la mia intenzione e' di utilizzarli al posto dei crostini nelle zuppe.

La Cucina Italiana utilizzava spinaci e salsiccia, invece di cavolo nero e porcini. A voi la scelta.

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mercoledì 5 novembre 2008

Power to the People

Che risultato sorprendente.

Avevo messo una croce sopra gli Stati Uniti dopo la seconda elezione di George Bush, ma ora sono assolutamente sorpresa, e' dunque un paese la cui gente ancora puo' sorprendere.
... con le modalita' incontestabili di questa vittoria - che non e' certamente dovuta solo all'elettorato di colore -, con la partecipazione massiccia ed educata - quelle file ordinate di gente che attendeva pazientemente il suo turno per votare sono commoventi, qui siamo troppo blasé per vedere ancora cose del genere -, e con questa speranza, questa voglia di "something to look forward" che da loro ancora esiste, malgrado tutto ...

Era il 1971 quando Lennon pubblicava "Power to the People".

Yay ! Right on.

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domenica 2 novembre 2008

Tarte aux Pommes Deliziosa (o la Tentazione Francese)

D'accordo, non e' un titolo molto umile, ma vi assicuro che e' la verita'.

Ho trovato la ricetta sul blog di Mirliton, e quel che mi ha tentata fin da subito e' la presenza tra gli ingredienti del latte condensato, che mi rimanda all'infanzia come una madeleine.
Stamattina i raggi di sole filtrano attraverso la magnolia, dopo una settimana piovosa e preoccupante sotto talmente tanti punti di vista, che non so da che parte cominciare.
Forse la piu' importante e' che il mio posto di lavoro pare a rischio.
La cosa stupefacente e' che non mi sento angosciata, ma mi pare di decodificare piuttosto una sorta di fremito da aspettativa, come quando si legge un libro e si vuole conoscere il seguito.
Il capitolo successivo e' alla prossima pagina, ma spero siano finite le scene pulp, o mi sentiro' sempre piu' inadeguata a quest'epoca, con la sensazione di preferire di far parte della sceneggiatura di un episodio di "Mad Men" , perche' per quanto sia stato ipocrita il contesto degli anni '50, diavolo, almeno non erano totalmente volgari come questi anni qua.
Con uno dei tipici colpi di testa della mia natura astrale perlomeno triplice, sono saltata proprio in questo momento difficile sull'occasione di un low cost per Parigi, assolutamente imperdibile, e partiro' per una tre giorni pre-festiva il 14 dicembre, alla faccia del prossimo capitolo ancora sconosciuto.
Qualcuno vuole partire con me, e rendere omaggio a
Pierre Hermé, o a Ladurée, alla Grande Epicerie accanto al Bon Marché, ai Tang Freres, o a qualche altra magnificenza non necessariamente gastronomica ? :)
Attendo iscrizioni e/o consigli.

Nel frattempo, ecco gli ingredienti che vi consegneranno il biglietto di sola andata per la delizia.
Per una torta diametro 25cm, oppure per 8 tartellette :

Pasta Sablée - 250gr farina - 125 gr burro temperatura ambiente - 125 gr zucchero semolato - 1 pizzico di sale - 1 uovo - 1 cc di vanillina (non l'ho messa)
Crema - 1 scatoletta di latte condensato da 397gr - 3 uova (ne ho messe 2) - 1 c. di rhum.
4 mele Golden (io ho usato 8 piccole mele Annurca)
Poca gelatina di mele cotogne

In una scodella lavorare in punta di dita - per non scaldare troppo - la farina setacciata col burro tagliato a cubetti. Trasferire sul tagliere facendo una fontana, in cui mettere zucchero, pizzico di sale e uovo (se volete mettere la vanillina, e' questo il momento). Lavorare il minimo indispensabile, senza impastare, ed appena gli ingredienti si uniscono formare una palla, avvolgerla nella pellicola e metterla in frigo per un'oretta.

Nell'attesa sbucciare le mele, tagliarle in 4 spicchi ed affettarle sottilmente. Metterle in una ciotola irrorandole di succo di limone, perche' non si ossidino.
Preriscladare il forno a 210° (io a 200°), e stendere l'impasto in una tortiera imburrata e infarinata, o nelle formine per tartellette, e rimettere in frigo.
Preparare la crema mescolando tutti gli ingredienti, versarla sulla pasta precedentemente bucherellata con i rebbi di una forchetta, e disporvi le fettine di mela a corona.
Cuocere c.ca 25 min. (io ho calato a 180°, e protetto la torta dai 20min. in avanti con un foglio di carta forno bagnata e strizzata, perche' le mele stavano diventando troppo colorite) fino a doratura.
Infine sciogliere la gelatina di cotogne per qualche secondo al microonde, e spennellare la torta quando si sara' raffreddata.

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sabato 1 novembre 2008

Progressi

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domenica 26 ottobre 2008

Moelleux alla Crema di Zucca & Amaretti


Le zucche si dovrebbero mangiare in una stagione fresca, che invita a stare in casa.
Anche le castagne del resto.
La castagna e la zucca chiamano freddo, cosa diavolo c'entra questo caldo innaturale, umidiccio e debilitante ?? Vade retro !
Persisto a cucinare zucche, ma pretendo in cambio un sano abbassamento della temperatura, diciamo che una massima di 8/9 gradi comincerebbe a soddisfarmi.
Nel frattempo, Paco fa passi da gigante nel suo ambientarsi nella nuova casa, tutto nuovo per lui, cani, umani, odori, punti di riferimento ...chiedere una cosa del genere alla mia eta', deve pensare, e' chiedere troppo.
Ma e' un gatto intelligente, e saggio - con una punta di follia che emerge nelle crisi artigliesche sul tappeto e sui pezzotti che gli capitano a tiro - e pare comprendere che non c'era altra soluzione al cambio di vita che sta vivendo, e che capitare con una come me non e' poi tanto male (... se si potesse fare qualcosa per quel Lagotto puzzone, pero' ...).
Poi ha rivelato un lato decisamente conviviale, sedendo a tavola curioso ed educato durante una cena venerdi' scorso :)

Nico ha comunque mantenuto le sue posizioni, dopotutto ha da tempo un posto fisso nel mio cuore - anche se rimane geloso - ed ha fieramente diviso il centro dell'attenzione col nostro nuovo inquilino.

Dunque, ho improvvisato mescolando vari spunti come al solito, ma credo che il merito dell'idea zucca-amaretti vada ad una ricetta letta sul numero di Ottobre della Cucina Italiana.

Moelleux (e/o Muffin) alla Crema di Zucca & Amaretto
dosi per 12 Muffin + 2 Mini Cake

350 gr polpa di zucca (peso cotto) - 2 uova - 80 gr zucchero di canna - 80 gr amaretti secchi - 1/2 cc di cannella - 1/2 cc di zenzero in polvere - 2 c di rhum - 125 gr yogurt di soja - 60 gr fra olio di oliva ed olio di semi di mais - 200 gr farina - 2 cc lievito - 1 arancia - granella di nocciole, noci e gocce di cioccolato per guarnire.

Preriscaldare il forno a 200°, e pulire la zucca, privandola dei semi e tagliandola a pezzi di medie dimensioni. Rivestire la placca del forno di un doppio strato di cartaforno, disporvi la zucca a pezzetti, spolverare di zucchero di canna e buccia d'arancia grattugiata, ed irrorare col succo di 1/2 arancia. Infornare per c.ca 15 minuti.
Sfornare, e mettere da parte a raffreddare, e lasciare il forno in funzione calando a 180°.
Sbattere le uova con lo zucchero e l'olio, e nel mixer frullare a parte gli amaretti, la polpa di zucca intiepidita e sbucciata, il rhum, zenzero e cannella, il succo della rimanente mezza arancia, e lo yogurt.
Unire i due composti, ed aggiungere gradualmente la farina setacciata con il lievito.
Distribuire nei pirottini e/o stampini da cake, e decorare con gherigli di noci, ed un mix di granella di nocciole e gocce di cioccolato.
Nel mio forno sono stati sufficienti 25/30 minuti a 180°.
Esperimento da perfezionare, al solito, ma comunque interessante.

N.B. Aggiornamento del 2 novembre : ho rinominato questa ricetta "Moelleux" invece di cake perche', dopo averlo rifatto, trovo che la consistenza sia piu' morbida ed umida di un cake, e meriti quindi un nome appropriato.

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domenica 19 ottobre 2008

Insalata di Spinaci & Taboulé di Cavolfiore

E' stata una settimana difficile.
La pressione sul lavoro, che cresce in maniera direttamente proporzionale alle difficolta' di questo momento economico (e storico), sta diventando difficile da sopportare al quotidiano.
Perdo la memoria per tutto cio' che non e' lavoro, arrivata a casa ho un tale bisogno di silenzio che non riesco piu' ad ascoltare musica, e leggo pochissimo.
Bref, terreno ideale per un super-raffreddore, che nella miglior tradizione ha dato i primi segni di se' domenica scorsa, rendendo ancor piu' complicata la settimana.
Sabato, infine, ho incontrato Paco.
Paco e' un "senior" cat di 12 anni, grigio e massiccio, che ha perso la sua padrona ed e' rimasto solo. La sua eta' ne rende difficile l'adozione, e cosi' ho pensato di provare a portarlo a casa con me e Nico, il mio cane Lagotto.

Sono passate poco piu' di 24 ore e Paco e' sempre li' con l'occhio sbarrato, senza dormire neppure un secondo, ancorato al mio letto, e soffia come un varano di Comòdo ogni volta che vede il cane (che resta gioiosamente indifferente a questi suoni inquietanti). A parte questa sorta di sindrome di Macondo che lo tiene sveglio, mangia appena, ma soprattutto non ha toccato la sua cassettina, cosa che mi preoccupa parecchio.
Vediamo questa seconda notte, ma comincio a pensare che forse e' vero che le buone azioni non restano mai impunite ...

In questo contesto di difese immunitarie sotto attacco, le due insalate che seguono sono un toccasana, sia prese singolarmente che mescolate.

Per l'Insalata di Spinaci :
Spinaci freschi con la foglia ancora piccola - 12 pomodorini - 1/2 mela Steiman - 6 prugne secche - 1 cipollotto fresco - menta essicata - parmigiano a scaglie - 2 limoni - sale e pepe - olio di sesamo

Lavare ed asciugare gli spinaci, e tagliarli a striscioline. Tagliare a meta' i pomodorini, ed in quattro le prugne secche. Affettare il cipollotto, e sbucciare la 1/2 mela e tagliarla a fettine sottili, che andranno subito cosparse del succo di 1/2 limone, per tentare di evitare che si ossidino.
Unire tutti gli ingredienti, ed aggiungere due generosi pizzichi di menta essicata, e due cucchiai di olio di sesamo. Salare e pepare, ed infine spremere il succo di un limone.
Mescolare con cura con le mani, e servire in subito.

Per il Taboulé di Cavolfiore, l'ispirazione viene da questa ricetta di Cavoletto, che ho modificato come segue:
1/2 cavolfiore - 1 manciata di pinoli - 1 manciata di semi di zucca - 1 manciata di uvette - 1 limone - menta fresca - erba cipollina - 1 c. colatura di alici - olio di oliva - pepe

In una padella antiaderente tostare pinoli e semi di zucca, e poi metterli da parte a raffreddare.
Lavare ed asciugare il cavolfiore, ridurlo a cimette private della parte dura, e frullarlo a crudo nel robot da cucina. Ne uscira' un composto granuloso del tutto simile al couscous.
Aggiungere pinoli e semi di zucca, l'uvetta, il succo di un limone, tagliuzzare erba cipollina e tritare menta in quantita' variabile a seconda del gusto, e distribuire il cucchiaio di colatura di alici (facoltativo, potete eventualmente frullare due filetti di alici con un po' di olio di oliva e limone). Terminare con l'olio di oliva.
Mescolare bene, e tenere al fresco fino al momento di servire.

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domenica 12 ottobre 2008

The Remains of the Banana Cake

Questo cake e' un esperimento, realizzato come al solito creando ibridi da cose lette qua e là.

Ha avuto un notevole successo, al punto che non e' stato possibile fotografarlo intero - quello che vedete e' Quel che Resta del Cake - ed e' stato probabilmente tagliato troppo presto, ancora tiepido.
Lo propongo, e lo rifaro', magari aggiungendo un altro strato di banane.

Banana Cake con Gocce di Cioccolato
100 gr zucchero - 100 gr burro - 2 uova - 125 gr yogurt intero alla banana - scorza grattugiata di 1/2 limone - 150 gr farina - 3 cc. lievito - 100 gr gocce di cioccolato - 2 banane

Montare zucchero e burro finche' saranno spumosi, ed aggiungere quindi le uova.
Battere con le fruste, aggiungendo progressivamente tutti gli ingredienti, fino alla farina setacciata col lievito. Mescolare a mano con una spatola nella fase finale, incorporando le gocce di cioccolato.

Imburrare uno stampo da cake, e cospargerne il fondo con 2 c. di zucchero di canna. Disporvi le banane a fettine abbastanza spesse (anche in doppio strato), e versare su di esse l'impasto.
Pareggiare con la spatola, ed infornare in forno preriscaldato a 180° per c.ca 40 minuti.
Attendere che il cake si raffreddi prima di rovesciarlo.

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domenica 5 ottobre 2008

Strudel-Muffin al Miele di Castagno

Abbiate pazienza a proposito di questo "blogopolio" da parte di muffin e bocconcini tascabili, ma man mano che prende forma questa mia recente passione per la cucina, scopro sempre di piu' che ho una maggiore affinita' con questo tipo di preparazioni a mini-porzione.
Lo spunto mi e' venuto da questa torta di mele di Artemisia, con la sua lista di ingredienti simile ad uno strudel, reso piu' rustico dai fiocchi d'avena, ed i suoi profumi speziati. Irresistibile, dovevo provarla.
Mentre stavo preparando le mele grattugiate con uvetta e noci (licenza, al posto delle mandorle), ho deviato in corso d'opera scegliendo di miscelare insieme le mele ed una diversa pastella scivolando, per quest'ultima, piu' sulle proporzioni di ingredienti fornite da Jamie Oliver per il suo Muffin alla Zucca.
Il risultato e' stato sorprendente, le mele grattugiate cuocendo praticamente si sono sciolte, creando un tutt'uno con l'impasto morbido e profumato di miele e spezie.



Per 22 piccoli Muffin
100 gr. di miele di castagno - 80 gr. di olio (40 di oliva + 40 di semi) - 250 gr. di mela grattugiata - 2 manciate di noci - 2 manciate di uvette (NON ammollate in precedenza) - 80 gr. di zucchero di canna grezzo - 2 uova - 2 c. di rhum - 50 gr. di latte di soja - 125 gr. yogurt naturale di soja - 250 gr di farina 00 - 2cc. di bicarbonato - 1 1/2 c. di succo di limone - 1 cc. scarso di cannella - 1/2 cc. di zenzero in polvere -

Preriscladare il forno a 180°.
In un pentolino sciogliere il miele con i due olii, e lasciare raffreddare.
Grattugiare le mele, e mescolarle ad uvette e noci, insieme ad un c. di zucchero di canna. Mettere da parte, e nel frattempo battere le uova col rhum ed il resto dello zucchero. Aggiungere poi yogurt, latte, succo di limone, e lavorare ancora con lo sbattitore a fruste.

Incorporare progressivamente la farina, setacciata insieme al bicarbonato, lavorando bene, ed infine il miele con olio. Mescolare ancora, ed da ultimo aggiungere le mele grattugiate con uvette e noci, messe da parte in precedenza.
Versare l'impasto nei pirottini, o nello stampo in silicone da muffin, ed infornare a 180° per c.ca 15/20 minuti.

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Pomodorini al Forno per Pigri

Mi guardano dal sacchetto di carta dentro allo scomparto verdure del frigo da una settimana, ma il freddo improvviso mi ha tolto l'entusiasmo estivo per i pomodori.

Non ho voglia di tagliarli tutti a meta', di distanziarli uno dall'altro sulla teglia, di ricoprirli uno per uno di erbette tritate.
Quindi, siamo pratici:
forno preriscaldato a 200°, lavare e mettere ad asciugare su di uno strofinaccio da cucina i pomodorini, e nel frattempo fare un trito di erbe aromatiche con quello che c'e' (dalle mie vaschette sul davanzale della finestra ancora trovo basilico, origano, erba cipollina e, naturalmente, prezzemolo. Aggiungo timo e maggiorana del mercatino bio).

Bagnare a strizzare un foglio di cartaforno, ed adattarlo ad una pirofila in ceramica, nella quale si infileranno tutti i pomodorini senza tagliarli, costringendoli senza troppe cerimonie ad una vicinanza forzata.

Bucherellarli ciascuno un paio di volte con uno stuzzicadenti, cospargerli col trito aromatico precedentemente mescolato a sale grosso, irrorare con poco olio all'aglio, e spolverare di zucchero.

Dopo circa 30 min. di forno hanno dato un risultato ben superiore alle aspettative, che li ha fatti assurgere allo status di piatto unico vegetariano, in combinazione con una sostanziosa purée di patate e sedano rapa mescolata al trito aromatico avanzato (Artemisia, che idea ! Le purée del prossimo inverno saranno sempre di patate e qualcos'altro, cavolfiore, zucchini, carote , tanto per cominciare).

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sabato 4 ottobre 2008

Cartoccio Agrumato di Asparagi e Porri

Un mazzo di asparagi. Tre porri non grandi. Un limone, un' arancia. Qualche foglia di timo. Burro. Sale e zucchero. Del vino bianco.
Essenziale : un foglio grande di alluminio.
Preriscaldare il forno a c.ca 160°, e stendere il foglio di alluminio sulla placca.
Fare un letto di arancia a fettine, su di esso distribuire uno strato di porri tagliati non troppo sottili, uno di asparagi tagliati ciascuno in 3-4 parti, spolveratina di zucchero e sale, pochi fiocchetti di burro, e strato finale di fettine di limone (3 bastano). Ripetere la sequenza partendo dai porri, e terminando con qualche foglia di timo e le ultime tre fettine di arancia.
Sigillare accuratamente il cartoccio (fino a tre pieghe ben pressate) su tre lati, e dal lato aperto versare con cautela c.ca 1/2 bicchiere di vino bianco. Sigillare l'ultimo lato, ed infornare per c.ca 35 minuti.
Profumo delizioso. Adoro i cartocci !

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sabato 27 settembre 2008

La Lunga Estate Calda

La Lunga Estate Calda e' il film di Paul Newman che piu' mi e' rimasto impresso dall'infanzia, insieme a La Gatta sul Tetto che Scotta.
Credo che quella storia d'amore conflittuale con Clara Varner - interpretata da Joanne Woodward che e' poi diventata la sua compagna di tutta una vita - abbia condizionato romanticamente l'idea che ho della relazione con un uomo, e che sia probabilmente per questo che sto ancora cercando Ben Quick, sbruffone e vulnerabile, ironico e coraggioso, cane sciolto ed ambizioso, e tuttavia integro ( ... ed io mi sono sempre vista un po' come Clara, in cui cuore, passione ed istinto sono ben nascosti sotto un'apparenza rigida e "coincée", e ben pochi sono gli uomini che sanno intuire).
Come faccio a lasciar andare Paul Newman ... appartiene ad un mondo dove le sceneggiature erano scritte da Faulkner e Tennessee Williams, dove Orson Welles torreggiava dall'alto del suo carisma su tutta una Verner City, dove si salta nel vuoto insieme al Sundance Kid, e si sfida se stessi e Minnesota Fats in una sola partita ...


Paul Newman riassume tutto quello che ho amato del cinema, le belle storie, i dialoghi costruiti con maestria, lo stile, l'ironia, il coraggio, l'autoderisione, l'indipendenza.
L'eleganza, la generosita', il civismo ed il saper vivere che lo accompagnavano anche fuori dal set, quella bellissima puntata di "Iconoclasts" dove Redford gli fa visita a casa sua, quello che rappresentano insieme, che enorme carisma !
... com'e' difficile fare a meno di chi porta luce.


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domenica 21 settembre 2008

Muffin alla Zucca di Jamie Oliver (... e un po' miei)

Anche la piccola citta' della Romagna in cui vivo ha un Farmer's Market "de noatri", e venerdi' scorso ho fatto la mia bio-spesa di prodotti - rigorosamente - del - territorio - e - di - stagione.

Ci sono gia' tantissime zucche, dalla Violina Buccia Liscia (tipica delle nostre parti), a quelle piu' esotiche ed appariscenti, tipo la Hokkaido Rossa, fino a quelle piccoline, variegate e coloratissime, che fanno venir voglia di fare uno "zukkebana" da far invidia a Papavero.
Sara' la strega che e' in me ad essere talmente attirata dalle zucche ?
Inconsapevole dei rischi a cui si esponeva, il farmer de noatri mi ha gentilmente consigliato la Hokkaido per un contorno salato, e la Violina per i dolci.
Sono ripartita nel tramonto piovigginoso sulla mia scopa, ed in men che non si dica ero a casa a scorrere la rete in cerca d'ispirazione.


Il "Butternut Squash Muffin with a Frosty Top" di Jamie Oliver e' quello che mi e' piaciuto di piu' (oltretutto la puntata di Jamie at Home II in cui cucinava questa ricetta e' stata replicata da poco dal Gambero Rosso), e l'ho riprodotto con qualche variante minima.
Da preparare preventivamente la sera prima, la Panna Acida. Nella landa in cui vivo non si trova, ma sulla rete e' pieno di ricette per prepararla in casa, ed io l'ho fatta secondo quanto illustrato su Cookaround.

Per 12 Muffin
200 gr. di zucca privata dei semi - 175 gr. di zucchero di canna grezzo (secondo me 150 gr bastano) - 2 uova - sale - 150 gr di farina 00 - 1 cc. 1/2 di bicarbonato - 1 c. di succo di limone - 1 cc. scarso di cannella - 1 manciata di noci - 80 gr. di olio (40 di oliva + 40 di semi)
Per la Glassa
Scorza e succo di 1 limone bio - 80 gr. di panna acida - 2 c. di zucchero a velo - 1 baccello di vaniglia

Preriscladare il forno a 180°.
Frullare la zucca cruda, senza sbucciarla se la buccia e' sottile - nel robot da cucina (la Violina frullata sviluppa un profumo delizioso che sta tra il melone e la carota). Aggiungere zucchero e uova, e mescolare ancora. Poi limone, pizzico di sale, farina setacciata insieme al bicarbonato, la manciata di noci, il cucchiaino scarso di cannella, ed infine l'olio.
Dare un altro giro di robot per amalgamare, senza esagerare.
Versare l'impasto nei pirottini, gia' inseriti nella teglia da muffin, ed infornare a 180° per c.ca 15/20 minuti.
Tutto qua !
Mentre cuociono, preparare la glassa unendo poco succo di limone, e piu' o meno la meta' della sua scorza gratuggiata, alla panna acida. Tagliare in due il baccello di vaniglia e col dorso della lama di un coltello grattarne i semi, ed aggiungerli alla panna insieme allo zucchero a velo.
Mescolare per amalgamare bene zucchero e vaniglia, e lasciare riposare in frigo.
Sfornare i muffin e lasciarli raffreddare su di una gratella. Una volta freddi, cospargerli con cucchiaiate di glassa, e grattugiarvi sopra il resto della scorzetta di limone.
Sono buonissimi !

N.B. Aggiunta del 01/10/08
Con questa ricetta partecipo anch'io alla raccolta di Soleluna di Ricette con la Zucca.
Lodevole iniziativa ! :)


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domenica 14 settembre 2008

Sformatini di Couscous


In preda all'insonnia da caldo, mi e' capitato in agosto di guardare il canale del Gambero Rosso a notte fonda, e questa ricetta, che oggi appare come nostalgica della bella stagione, l'ho vista fare da Laura Ravaioli. In realta' le melanzane andrebbero fritte, nella versione originale, ma io le ho fatte alla piastra, e trovo che anche esteticamente il risultato sia addirittura piu' gradevole.

Per 4 sformatini :
2 melanzane lunghe - 10/15 pomodori ciliegini - 200 gr. couscous - brodo vegetale - erbette miste - 1 limone - olio evo - sale


Lavare le melanzane, affettarle sottilmente per il lungo, cospargerle di sale e mettere da parte a "perdere l'amaro".
Nel frattempo preparare i pomodorini, che vanno fatti confits ; 10/15 ne serviranno per questa ricetta, ma conviene farne una teglia intera, fanno sempre comodo ! Il procedimento per la loro preparazione l'avevo gia' descritto nel mio post sul Taboulé di Pollo, vi ci rimando, consigliandovi pero' quello che ho appreso con l'esperienza, e cioe' meglio forno a max. 100° per un'oretta.
La preparazione del couscous e' la solita oramai brevettata, pari quantita' di cous cous ed acqua bollente, nella quale si puo' sciogliere - se piace - del brodo vegetale, e magari un cucchiaino scarso di curcuma, che da' un bel colore giallo-dorato. Coprire con un foglio di alluminio, e lasciar riposare almeno 15 minuti. Fare un battuto di erbette miste (ho messo origano fresco, basilico, prezzemolo ed erba cipollina), ed unirlo al couscous dopo averlo sgranato con una forchetta, aggiungendo il succo di limone, ed un po' d'olio.
Scaldare la piastra almeno 5 minuti prima dell'utilizzo, e cospargerla di sale grosso. Nel frattempo sciaquare ed asciugare le melanzane, e cominciare con pazienza la cottura alla piastra.


Come formini ho utilizzato gli stampi da crème caramel della Cuki; li ho leggermente unti, ed ho disposto le fette di melanzana in modo che almeno 1/3 sporgesse dal bordo. Ho riempito con un paio di cucchiai di couscous, ho pressato, aggiunto 4 mezzi pomodorini confits, altro strato di couscous, ed infine ho ripiegato i lembi delle melanzane a chiudere, pressando ancora gentilmente. Per compattare l'insieme, meglio avvolgerli strettamente nella pellicola, ribaltarli, e lasciarli un'oretta in frigo.

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sabato 13 settembre 2008

Muffin alla Crema di Mais


Dopo due mesi di siccita', oggi pioviggina dolcemente, e fa un po' piu' fresco.
E' stata un'estate lunga e calda, molto umida, che ha messo alla prova un po' tutti, natura, animali ed umani.
Il bello di questa giornata grigia e' poter finalmente accendere il forno senza sofferenza, addirittura Nico, nonostante la sua folta, rustica pelliccia, ci si e' sdraiato davanti durante la cottura.
Sfogliando le pagine web dei tanti blog di cucina, ho trovato una ricetta cilena postata dalla Cuoca Avvenente. Viene utilizzato il Choclo, una crema di mais che non viene ne' salata ne' dolcificata, e fa le veci di una sorta di besciamella nel piatto che viene presentato dall'autrice.
Mi e' piaciuta l'idea, ed ho pensato di farne una variante dolce da utilizzare in un muffin, peccato dolce della mattina.
Una nota tecnica : in questo periodo ho fatto ripetuti test per evitare il lievito per dolci industriale, seguendo i consigli trovati in alcune ricette di Anilina. Ecco perche' troverete bicarbonato e limone, la combinazione giusta per fare lievitare e rendere soffici i dolci anche senza lievito industriale in bustina.

Dosi per 12 Muffin

Per la Crema di Mais
Due scatolette da 140 gr. sgocciolati di Mais - 2 c. burro - 2 c. zucchero alla cannella (se non lo si trova va benissimo quello di canna, con un cc di cannella) - 300ml latte (io di soja) - 1 baccello di vaniglia

Per i Muffin
2 uova - 60 gr. olio di semi (io di arachidi) - 1 cc. estratto di vaniglia - 1 c. succo di limone - 6 grossi c. di Crema di Mais - 300 gr. farina - 80 gr. zucchero - 1cc. 1/2bicarbonato - 10 c. latte (soja)

Sciogliere a fuoco dolce i 2 c. di burro, aggiungere il mais sgocciolato e i 2 c. di zucchero alla cannella. Mescolare, aggiungere i 300ml di latte. ed il baccello di vaniglia inciso a meta' e grattato con un coltello dei suoi semini. Portare a bollore, e lasciare sobbollire a fuoco dolce per c.ca 30 minuti. Togliere dal fuoco quando il latte sara' stato quasi tutto assorbito, e frullare a crema nel robot da cucina. Mettere da parte e lasciare raffreddare (la crema puo' essere preparata anche il giorno prima e conservata in frigo).

Per la preparazione del Muffin procedere al solito incorporando solo alla fine gli ingredienti secchi a quelli umidi, precedentemente mescolati.
Setacciare quindi farina e bicarbonato, aggiungere lo zucchero, e mescolare.
A parte sbattere le uova con l'olio, l'estratto di vaniglia, la Crema di Mais, meta' del latte, ed il succo di limone.
Unire i due composti, mescolare brevemente ed energicamente, ed aggiungere il resto nel latte solo nel caso che il composto dovesse risultare insufficientemente cremoso.
Disporre una dose di composto in ogni pirottino (io uso il porzionatore da gelato, come Nigella insegna), e col pollice inumidito di latte scavare dolcemente in ogni Muffin lo spazio necessario per accogliere un cucchiaino di Crema di Mais.
Decorare con la granella di zucchero, ed infornare per 15 min. in forno preriscaldato a 180°.
Una volta sfornati, lasciarli raffreddare su una gratella, e conservarli in una scatola da biscotti a chiusura ermetica.

Questi Muffin li dedico all'Arcicuoca Barbara, che e' stata talmente gentile da assegnarmi nientemeno che un Oscar :). Grazie Barbara !

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lunedì 1 settembre 2008

(Ultimo ?) Clafoutis Estivo, e un Compleanno Importante


Il Clafoutis protagonista di questo post e' uscito dal forno pochi minuti fa, diventando nello stesso tempo la mia prima ricetta di questo settembre 2008, e probabilmente anche l'ultimo piatto veramente estivo di quest'anno.
Vi traduco quanto scrive Clea, giovane francese che pubblica (letteralmente !) ricette bio, fresche, provenzali e vegetariane. Il suo "Clafoutis de l'été au basilic" mi e' sembrato subito delizioso, anche se implica l'accensione del forno per 20 piccoli minuti, nel caldo meno aggressivo di questi giorni.
Tra gli ingredienti c'e' una Purée de Basilic che ho riadattato al momento, come si vedra'.

Per due/tre persone :
50 g. formaggio caprino fresco - 2 c. Purée de Basilic (2 grosse manciate di basilico, 1 spicchio d'aglio, sale grosso, olio evo) - 2 uova - 1 dl. di latte (soja per me) - 1 c. olio evo* - 80 gr farina - c.ca 12 pomodorini - sale - basilico fresco per decorare

Preriscaldare il forno a 200°. Tritare finemente il basilico, spremere uno spicchio d'aglio, e mescolare con olio di oliva e poco sale grosso. Questa e' la mia Purée de Basilic, che va subito battuta insieme al formaggio, alle uova e al latte. Io non ho aggiunto altro *olio evo come consiglia l'autrice, perche' la mia mistura di basilico lo comprendeva gia'.
Aggiungere per ultima la farina, salare appena, e mescolare bene questa pastella, in modo da renderla omogenea e senza grumi.

Versare a scelta in 3/4 stampini piccoli, oppure due medi, preventivamente unti con poco olio, ed immergere in ogni piccola teglia i pomodorini.
Infornare per 20 minuti, magari calando a 180° per gli ultimi 5.

Il 1° settembre di 18 anni fa e' nato Adrian, mio nipote.
Lo so che e' banale dirlo, ma mi sembra pazzesco che sia passato cosi' tanto tempo, e che adesso ci ritroviamo con questo soggetto alto oltre 1,90 !
Adrian non vive in Italia, quidi ricevera' come ogni anno dei biglietti elettronici di auguri, e dei messaggi. Pero' questo e' un compleanno speciale, e visto che da febbraio tengo questo blog, dove oltre alle Ricette spendo anche Parole su cose che mi riguardano, e a cui tengo, ho pensato di scriverlo anche qui.
Auguri Adrian, 1.000 di questi giorni !

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sabato 16 agosto 2008

Di Caldo, Acqua, Caviglie a Pezzi, Suskind e Stendhal

Non ero mai stata a Roma.
Chiunque venisse messo al corrente di questa tremenda realta' rimaneva choccato, e mi guardava incredulo, segnali di disapprovazione percepibili come un'aura.
Ora e' fatta, sia pure soltanto per qualche misero giorno, ed in superficie, ho visto Roma.
Una volta riuscita a sfuggire al meccanismo turistico infernale del vediamo - tutto - il - possibile - perche' - il - tempo - e'- poco - e - soprattutto - spostiamoci - SOLO - a - piedi - niente - mezzi - , meccanismo che ha contribuito a distruggermi rapidamente le caviglie ma anche a farmi vedere le attrazioni turistiche principali, mi sono spostata da sola, lasciandomi trasportare, come unica traccia uno dei capitoletti a caso del libro "101 cose da fare a Roma almeno una volta nella vita" (Ilaria Beltramme, Newton Compton), che dava un inizio alla giornata.
E' cosi' che ho bevuto uno dei - si dice - migliori tre caffè di Roma al Gran Caffè di Piazza Sant'Eustachio, ho lungamente comunicato con un gatto romano guerriero nell'Antico Ghetto, ho bevuto alla Fontana dei Libri accanto alla Sapienza, ho gustato la cucina romana contaminata dalla tradizione giudaica a San Lorenzo, mi sono commossa a San Luigi dei Francesi non solo per la vista di tre Caravaggio le cui pugnalate di luce trovano anche ora un'eco nelle mie cornee, ma anche per le lapidi a memoria dei diplomatici e cittadini comuni francesi morti fuori dalla loro Patria per aver lottato contro il fascismo.
Nell'Antico Ghetto ho condiviso L'Elogio della Lentezza della Fontana delle Tartarughe, sono poi caduta per caso su di un Cristo Redentore di Michelangelo, che pudicamente e strategicamente "rivestito" fa la guardia al sepolcro di Santa Caterina da Siena in Santa Maria sopra Minerva, dove sono entrata seguendo le tracce di Stendhal.
Sopra ogni cosa l'ocra mediterraneo, distillato dal calore asciutto in varie sfumature, unito allo splendido abbandono di molti edifici del centro storico, mi ha commossa. I rampicanti che abbelliscono anche i muri piu' sciupati, i vicoli.
Il fresco dell'ombra anche nell'apice della calura del dopo pranzo. L'acqua.
L'acqua monumentale udita e percepita durante un aperitivo subito dopo il tramonto al Gianicolo, proveniente dalla Fontana Paola, quella delle fontanelle umili e provvidenziali ricoperte di muschio, quella dall'eco "Marcelloooo ! Come here !" della Fontana di Trevi, perso nella puzza caotica della varia umanita' sudata e stanca ed accalcata (mai come in questo viaggio ho pensato al senso del libro Il Profumo di Suskind, e mi sono spaventata da sola per le affinita' - olfattive e non - di repulsione per la volgarita' umana, che mi hanno accomunato al protagonista ...).
Qualche traccia di questo, e di altro, l'ho fotografata e si trova qui.
... ma ecco, all fine di tutto c'e' un grave problema : Roma non e' una citta' da vivere da soli. Ho sentito acuto, e sofferente, il senso di solitudine. Le vibrazioni nell'aria mi pervenivano cosi', e' una citta' che non ti "vuole", se sei solo.
Ho gettato anch'io una monetina, facendo il voto silenzioso di non ritornare a Roma cosi' sola, per placare cosi' gli Dei e fare si' che mi lasciassero in pace.

Ha funzionato in parte.

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