giovedì 25 novembre 2010

Sorbetto di Finocchio, Zenzero & Mela Verde

Per una volta che partecipo ad un contest, sono fuori tempo massimo.
Il sei novembre scorso in diversi blog, tra cui questo, e' stata lanciata un'iniziativa chiamata ''Metti un finocchio a cena : blogger contro l'omofobia''. Ero in viaggio, ed ho immediatamente aderito riservandomi di partecipare a quest'iniziativa, nata per reagire con ironia all'ennesima perla del premier de noàtri, non appena di ritorno a casa.
Come dicevo sono in ritardo, perche' il contest si e' concluso il quindici novembre, e tutto quello che potrei forse aggiungere alla varieta' di finocchi invitati nelle cene di tanti bloggers che hanno contribuito e' magari un sorbetto, giusto qualcosa per ripulire le papille a fine pasto ed aiutare a digerire, ancora una volta, tutti i rospi che quest'essere laido ci costringe ad ingoiare.
Vitaminico, anticolica (...), antispasmodico (...), protettivo dello stomaco dalle ulcere (...), questo sorbetto che nasce come cocktail centrifugato salutare mi e' sembrato perfetto.

Sorbetto di Finocchio, Zenzero & Mela Verde
2 finocchi (per c.ca 130 ml di succo centrifugato) - 1 mela Granny Smith (per c.ca 80 ml di succo centrifugato) - 1/2 centimetro di zenzero fresco, anch'esso centrifugato - il succo di 1/2 limone - 100 ml di acqua - 60 ml di miele di fiori d'arancio sciolto al microonde - 1 cucchiaio raso di sciroppo di glucosio.

Una piccola centrifuga ed una gelatiera sono necessarie per procedere.
Pulire e sbucciare finocchi, mela e zenzero, e centrifugarli. Aggiungere il succo di limone, l'acqua, ed il miele sciolto al microonde e poi miscelato con il glucosio.
Mescolare bene e mantecare in gelatiera per c.ca 25/30 minuti.
Il gusto della mela verde prevale, fresco e dolce rafforzato dal miele, ma il finocchio contribuisce a portare quella nota anisée che a me piace tanto, e che resta come un ricordo sulla lingua, incipriata dalla leggerissima nota piccante dello zenzero.
L'omofobia mi disgusta, almeno quanto lo svilimento e gli insulti ripetuti alle donne.
Salute, e resistenza !

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sabato 20 novembre 2010

Biscotti Senza Burro ne' Uova, e Gelato di Yogurt alla Vaniglia


Piccola cena da me, con Susanna, dallo humour irresistibile e con la quale condivido in questo periodo anche la scelta di vita (o di sopravvivenza) della fuoriuscita da un rapporto di lavoro.
Compagni di cena a quattro zampe naturalmente presenti.
Menu composto da un piccolo aperitivo di Campari all'Arancia, Crema di Lenticchie Rosse con Feta, Tarte Fine con pomodori e senape in grani, ed infine questo gelato alla vaniglia con lo yogurt invece della panna, ed i biscotti sorprendentemente friabili e gustosi ma senza uova ne' burro, le cui ricette al solito un po' modificate ho trovato qui e qui. Il Nero d'Avola seguito al Campari ha contribuito a cotonificare le ginocchia ed annullare la mano ferma, ma qualche foto ne e' ugualmente uscita ...

Gelato di Yogurt alla Vaniglia
4 tuorli d'uovo - 150 gr zucchero . 2 baccelli di vaniglia - 500 ml di latte - 250 ml di yogurt (in origine prevista la panna) - 2 c. di latte condensato.

Far bollire il latte, poi spegnere la fiamma e mettere in infusione per almeno 15 minuti uno dei baccelli di vaniglia, inciso a meta', ed i semi grattati dall'altro. Nel frattempo sbattere i tuorli e lo zucchero. Togliere la vaniglia, ed unire a filo il latte caldo alla miscela di uova e zucchero. Rimettere sul fuoco a fiamma bassa, e lasciare prendere calore senza bollire, finche' la densita' aumentera' leggermente. Travasare in una terrina, ed aggiungere lo yogurt ed il latte condensato.
Lasciare raffreddare, e mantecare in gelatiera per circa 30 minuti.

Biscotti senza Uova ne' Burro, con Matcha e Gocce di Cioccolato Bianco (merci Grande Epicerie de Paris ...) - (dose per c.ca 24 biscotti diam. 7 cm.)
200 gr farina 00 - 50 gr farina di riso - pizzico di sale - 80 gr zucchero - 3 cc. cremor tartaro - 80 ml di latte - 50 ml di olio di semi di girasole - 1 c. di miele - 1 c. di tè verde matcha - qualche goccia di estratto di vaniglia - 2 manciate di gocce di cioccolato bianco.

Preriscaldare il forno a 180°, e mescolare gli ingredienti in sequenza (naturalmente invece del famigerato matcha, che e' carino ogni tanto ma sul cui successo planetario continuo a nutrire dubbi, si puo' mettere cacao in polvere e gocce di cioccolato fondente, o qualunque aroma si desideri). Impastare con cura, il risultato e' consistente e poco appiccicoso. Stendere nello spessore che si desidera (io non volevo biscotti croccanti quindi sono stata intorno al centimetro, il risultato e friabile ma morbido nel cuore del biscotto), e ritagliare i biscotti. In cottura ventilata a 180° i miei sono risultati pronti in 7 minuti.



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domenica 14 novembre 2010

Insalata del Ritorno col Frigo Vuoto


Davvero niente di particolarmente creativo, ma mi ritrovo a casa dopo un viaggio di qualche giorno fra Ginevra e Parigi, parte in macchina e parte in treno, ospitata da gattofili/animalofili particolarmente generosi (grazie, Antonio, Caterina e Manuela !). Torno nel tardo pomeriggio, dopo 650km in Twingo con tanto di attraversamento delle Alpi tra le raffiche di vento e la pioggia di taglio (una costante di questo viaggio), ed il mio frigo mi accoglie davvero piu' freddamente di quanto invece abbiano fatto Nico e Paco.
Dal mio ripulisti prima della partenza hanno resistito due uova, un indistruttibile cavolo cappuccio e quattro carote.
Ecco quindi che le due uova sono state sbattute con sale, pepe e un po' di latte (l'UHT e' una certezza), e trasformate in tre frittatine sottili al Parmigiano.
Parte del cavolo cappuccio e' stato passato alla mandolina giapponese, e poi mescolato con qualche pomodorino secco sottolio, le frittatine tagliate a striscioline, ed una spolverata di erba cipollina, che il vaso sul davanzale continua a dispensare malgrado le mie cure carenti.
A parte un piccolo dressing fatto con senape al miele, maionese, latte, poco olio e salsa di soya shoyu, sempre con sale e pepe, ed erba cipollina.
Ebbene, con l'insalata rimediata con questi avanzi di frigo sopravvissuti je me suis régalée.

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domenica 31 ottobre 2010

Cake ai Pistacchi ed Acqua di Fiori d'Arancio, Profumo, Respiro


Un unico post su ottobre, e per di più nell'ultimissimo giorno del mese, non sarebbe una cosa da fare per una blogger che si rispetti. Ho letto ultimamente addirittura dei decaloghi con le regole per il 'blog di successo', su come acquisire e mantenere lettori, su come farsi notare dagli inserzionisti. Io testardamente continuo a vedere questa pagina come un'isola alla quale approdo ogni tanto, condivido ricette e pensieri sparsi, rivedo alcune amiche e, così come mi capita anche fuori dal virtuale, chiudo gentilmente fuori di casa pubblicità e piccoli profitti per ritrovare un posticino dove le uniche regole siano l'assenza di regole, lo humour, e la gentilezza, in un contesto positivamente internettiano.
Finisco infatti per tornare soprattutto quando intorno a me l'eccessiva presenza di personaggi laidi ed atmosfera da Sodoma e Gomorra de noàtri diventa soffocante, piu' che quando sono serena. Quando sono serena, credo di vivere di piu' nel reale, questa è la verità. Respiro.
Eccomi quindi di ritorno mentre infuria lo squallore 'bunga-bunga', e nello stesso tempo mentre vivo e respiro, dopo aver preso un pò più di un mese fa la decisione di lasciare il lavoro che negli ultimi tredici anni aveva finito per costringermi alla mera sopravvivenza, spegnendo progressivamente quello che sono, ogni lucina negli occhi (eh, Maria ??), ogni sonno ristoratore, ogni curiosità, ogni gioia. Vorrei poter essere meno sensibile al contesto in cui vivo (bunga-bunga) e lavoro, essere capace di schermi e di adattamento ai personaggi tronfi e/o stupidi che abusano al quotidiano del loro piccolo potere provinciale, ma purtroppo no, sono solita sentire ed ascoltare, elaborare e ragionare, pensare e proporre, e quindi non sono adatta al concetto 'l'azienda non e' una democrazia' (tanto piu' se è oramai evidente che esso porti direttamente contro un muro), ne' posso subire senza reazioni la convivenza con la stupidità volgare, compiaciuta e grassa, eppure instabile e insicura. Non mi sento migliore, ma sono sicuramente diversa. E ne sono felice. Je pilote ma vie à nouveau (n'est-ce pas, François ? :)).

Venerdì scorso cena a casa di Luisa, con Anna. Quanto mi e' piaciuta questa serata, di risate e scrollate reciproche e commozione !
Antipasto di splendide tigelle 'stampate' e mortadella, nella migliore tradizione romagnola, evidenziata fin da subito dalla tovaglia tipica, nella versione blu che e' la mia preferita. Piatto principale originale, di patate farcite ai funghi ed avvolte in una copertina di prosciutto croccante, con misticanza condita da olio buono. Tutto gustosissimo, malgrado i timori della padrona di casa, che sperimenta sempre cose nuove il giorno della cena, per poi spaventarsi in corso d'opera delle incognite.
Ho portato il cake che dà il titolo a questo post, la cui ricetta ho letto nel penultimo numero di Saveurs, e che si esprime al suo meglio con un tè, o ancora meglio con una quenelle di gelato alla vaniglia.

Occorrono :
100 gr pistacchi non salati - 150 gr zucchero semolato, piu' un cucchiaio - 110 gr burro fuso raffreddato (io ne ho messi 90 gr) - 2 uova - 125 gr yogurt naturale intero - 2 cucchiai di acqua di fiori d'arancio - 150 gr farina 00 - 1 bustina di lievito per dolci - semi di papavero (facoltativi).

Preriscaldare il forno a 180°, far fondere dolcemente il burro nel microonde, tritare i pistacchi insieme al cucchiaio di zucchero (più o meno finemente a seconda che si desideri che i pezzetti si sentano oppure no).
Con una frusta sbattere insieme uova, zucchero e yogurt. aggiungere l'acqua di fiori d'arancio, e a seguire la farina setacciata col lievito. In ultimo unire il burro fuso, ed i pistacchi tritati.
Mescolare bene, e versare l'impasto in uno stampo da cake imburrato e foderato di semi di papavero. Cottura in circa 45 minuti, gli ultimi dieci coprendo con della carta da forno per non rischiare che la superficie si colorisca troppo. Aspettare 10 minuti prima di togliere dallo stampo, e poi lasciare raffreddare su una gratella. Spolverare di zucchero a velo come tocco finale.

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domenica 26 settembre 2010

Fusion-Muffins ai Pomodori Secchi & Wasabi


Avete presente quando si mette in forno qualcosa che potrebbe essere delizioso come orribile ?
E' quello che mi e' successo stamattina.
L'idea era di fare un classico muffin salato per l'aperitivo, con feta e pomodorini, niente di particolarmente impegnativo.
Solo che il mio sous-chef Nico era particolarmente invadente, cosi' ho sbucciato un paio di carote, che lui adora neanche fossero caramelle, ed ho tirato fuori la mia mandolina giapponese Benriner appena comprata su eBay (un consiglio di Clotilde), con l'intenzione di fare dei bastoncini da sgranocchiare pure per me. La vista delle carote perfettamente affettate, e l'aver intravisto nel frigo un panetto di tofu dalla scadenza imminente, mentre prendevo fuori le carote, mi ha spinto ad una serie di associazioni che ha portato a questo :

Per 12 Muffins
2 uova - 150 gr di farina autolievitante - 120 ml di latte di cocco (grazie Liliana !) - 5/6 cucchiai d'olio di oliva - una carota media tagliata a dadini - 100 gr di tofu a dadini - 1/2 cc di coriandolo in polvere - 1/2 cc di cumino macinato - una punta di cc di wasabi - una ventina di pomodorini secchi sottolio, scolati - sale q.b.

Preriscaldare il forno a 180°, e mescolare le uova con la farina, incorporando l'olio a poco a poco.
Aggiungere il latte di cocco scaldato 1 min. al microonde, e mescolare bene amalgamando gli ingredienti con una frusta. Aggiungere le spezie, salare (tre grossi pizzichi).
Unire carote e tofu a dadini, e pomodorini secchi sottolio.
Distribuire nei pirottini riempiendo solo a meta' (devono essere stuzzichini ...), e cuocere per circa 20 minuti. Lasciare raffreddare prima di servire.
Li rifaro' sicuramente, variante della prossima volta : saltare il tofu con le spezie ed una cipollina prima di unirlo all'impasto, aumentare la dose di wasabi (spice up your life, happiness is a duty !).

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mercoledì 15 settembre 2010

Tarte aux Prunes

Le Stanley color inchiostro dell'albero del mio giardino, e le rosse varieta' Fortuna, sono le mie prugne preferite. Oramai l'albero del giardino ha dato i suoi frutti, molti dei quali rubacchiati dai merli e dalle ghiandaie che sbecchettano e poi, sdegnose, abbandonano il frutto caduto anche se praticamente perfetto, per la gioia di Nico che non si formalizza, e banchetta allegramente.

Su Elle à Table della rentrée ci sono diverse ricette con la prugne come ingrediente principale, questa e' una classica Tarte, facilissima e sempre riuscita, e le prugne rosse che si trovano ora al supermercato ci stanno benissimo.

Base:
250 gr farina - 40 gr zucchero - 125 gr burro appena ammorbidito - i semi di una bacca di vaniglia - 1 uovo - 2 c. di latte
Crema:
40 gr farina di mandorle (o nocciole) - 40 gr. burro (o crème fraiche) - 20 gr zucchero - 1 uovo
Copertura:
500 gr c.ca di prugne - 10 foglie di menta - 1 c. zucchero - 1/2 cc. cannella

Setacciare la farina, e mescolarla a zucchero e vaniglia. Aggiungere progressivamente il burro e 'sabler' il tutto (perfetta una macchina impastatrice). Unire poi l'uovo ed il latte, formare una palla impastando ancora un po' a mano, appiattirla, avvolgera nella pellicola per alimenti e lasciarla in frigo una mezz'oretta.
Preparare la crema frullando le mandorle con lo zucchero per ridurle in polvere, ed aggiungendo il burro fuso e l'uovo.
Lavare le prugne, snocciolarle e tagliarle in quattro.
Preriscaldare il forno a 180°, riprendere la pasta e stenderla. Foderare uno stampo imburrato (coi ritagli si fanno ottimi biscotti, a meta' cottura spennellati di miele e spolverati appena di zucchero di canna), bucherellare con una forchetta, e distribuire la crema sull'impasto.

Disporre poi le prugne sulla torta, ed aggiungere qua e la qualche fogliolina di menta.
Terminare con una spoleverata di zucchero mescolato alla cannella.
La ricetta parlava di 40 minuti di cottura, io ho sfornato la tarte dopo 30 min.

PS : Nico e Paco se portent bien, per i loro numerosi fan ecco due ritratti aggiornati.





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lunedì 13 settembre 2010

Flan di Zucca e Mela, e il Rientro


Rieccomi qui, dopo un'estate salutista, i cui benefici effetti sono evaporati in una settimana, non appena rientrata al lavoro. Ogni anno provo a ridurre questo trauma seguendo i consigli di cui sono piene le varie riviste che mi capitano sotto tiro : mantenere 6-8 ore di sano riposo notturno (insonnia e sonno frammentato), riprendere un'attivita' fisica regolare (Daniela, l'anno prossimo non far terminare le tue vacanze solo il 6 di settembre !), meditare quotidianamente in un piccolo, costante spazio per se' (il tutto si e' ridotto alla sola parola-mantra 'RESPIRA', a cui mi attacco come una naufraga).
Cosi', quest'anno ho provato ad intervenire anche sul fronte alimentazione, integrandola con gli elementi consigliati come antistress- antifatica, e cioe' cereali integrali (Weetabix, di ritorno nella mia colazione), lievito alimentare in scaglie (la rivista francese garantisce che e' ricco di vitamina B9, che boosta le cellule come razzi, inducendole a produrre un'energia tale che potrei alimentare un quartiere sovrapopolato), e poi la vitamina C dei kiwi, l'effetto antisettico del timo (spolverato anch'esso sulle insalate con il lievito in scaglie) e del miele (sul Weetabix la mattina). Ho abbracciato il criceto che e' in me, distribuendo semi tostati misti su tutto cio' che porto in tavola (omega 3 e 6, benefici cardiocircolatori ... mi sono fatta una cultura qui) bref, sono stata la capricorna ligia che posso essere, ed il risultato e' stato sia quello descritto all'inizio di questo post sia, dulcis in fundo, avere intercettato un virus settembrino latore di mal di gola e tosse.
RESPIRA ... cough cough cough (propoli, antisettico). Persevero, SO di essere sulla buona strada, il problema non e' l'alimentazione, e' il lavoro, e tutti noi sappiamo che meta' del problema e' superato una volta che se ne e' individuata la causa.

La Bocca dell'Inferno, che i fedelissimi sanno essere il nomignolo del mio forno, lavora di nuovo a pieno regime, ed ha sfornato gia' diverse cosette, tra cui i Petits Beurres autocelebrativi realizzati con la ricetta di Clotilde, la cui foto avete visto nel post precedente.
Oggi, si produce flan, dolce con una di quelle consistenze geniali francesi che sta a meta' tra il budino e la torta, un budino affettabile, ecco. Flan di zucca, Autunnale Arancione Amatissima.
Elle à Table ha pubblicato un articolo molto efficace, che condivide diverse idee su come si possano rendere verdure e frutta piacevoli anche per i bimbi e gli adulti piu' restii, cammuffandoli da dolci o da preparazioni golose, ma sempre sane. Questa e' una delle ricette proposte, con qualche mia variante, ed ha pochissimi zucchero e farina, ed e' addirittura priva di grassi :

Circa 450 gr di polpa di zucca cotta al vapore - 100 gr farina - 1 bustina di lievito - un pizzico di sale - uno di cannella - i semi di una bacca di vaniglia - 70+20 gr di zucchero - 3 uova - 150 ml latte - 1 mela Golden

Pulire e tagliare a dadini una zucca da circa un chilo, e cuocerla al vapore per 20 minuti. Scolarla, pressandola se necessario dell'eventuale liquido in eccesso, e frullarla.
Preriscaldare il forno a 150°.
Con la frusta mescolare insieme farina, lievito, 70 gr di zucchero, vaniglia, e pizzichi di sale e di cannella. Aggiungere le uova ed il latte, sempre sbattendo/mescolando con la frusta.
Incorporare bene la polpa di zucca frullata, e versare in uno stampo. Sbucciare la mela e tagliarla a fettine (io ho fatto cosi') oppure a dadini, a seconda delle preferenza o meno verso i pezzetti che rimangono percepibili. Io ho fatto anche uno strato di mela intermedio, dopo aver versato solo meta' dell'impasto, ma la ricetta prevede che le mele vengano aggiunte solo in superficie.
Spolverare con lo zucchero rimasto, ed infornare per 35/40 minuti, anche in funzione del tipo di stampo usato (col mio stampo da cake 22 cm, sono stati necessari 45 minuti).
Lasciare raffreddare, spolverare di zucchero a velo, divorare (zuccofili, so che mi sentite). (Manuela, ce la puoi fare tranquillamente, FALLO).




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sabato 11 settembre 2010

Back Soon

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venerdì 23 luglio 2010

Gelato al Latte di Mandorle & Marzapane

Da quando ho letto questa ricetta sul blog francese Alter Gusto, continuano a frullarmi per la testa pericolose varianti dell'uso del marzapane grattugiato.
Mia sorella e la sua passione per i viaggi in Sicilia hanno fatto il resto, ed ho pensato di combinare in un gelato ispirato a lei due delle cose che preferisce, il latte e la pasta di mandorle. Potete vederlo qui sopra, dietro un'evocativo effetto acqua ...
E' davvero una ricetta per pigri, la parte piu' difficile sta nell'aprire i diversi contenitori di ingredienti.
Ho mescolato con la frusta elettrica 4 cucchiaini di crema di mandorle biologica con 200 ml di panna fredda. Ho aggiunto 4 cucchiai di zucchero muscovado, un cucchiaio di sciroppo di glucosio, per impedire successivamente la cristallizzazione del ghiaccio, ed ho frullato fino a montare leggermente. Poi ho aggiunto a filo 300 ml di latte di mandorle (io ho usato quello bio naturale, non dolcificato), continuando a frullare a velocita' ridotta. Infine ho tolto dal frigo un panetto di marzapane pronto, e ne ho grattuggiato nel composto circa 50 grammi. Poi l'ho riposto nel freezer in attesa del gran finale. Ho messo la crema in gelatiera, ed ho lasciato mantecare per circa 25 minuti. Ho fermato la gelatiera lasciandola sul freddo-standby, ed ho tolto coperchio e pale (un po' laborioso, ho dovuto trasferire nel contenitore freddo preparato in precedenza buona parte del gelato). Ho grattugiato altri 100 grammi circa di marzapane, mescolato con la spatola, e rimesso a mantecare altri 10 minuti scarsi.
Poi ho spento tutto, spatolato il gelato in un contenitore precedentemente refrigerato, e lasciato nel freezer un'oretta prima di servire.
Sono abbastanza soddisfatta, ma posso perfezionare l'esperimento. La mia mente e' gia' persa nel seguire il miraggio di una decina di Calissons d'Aix sbriciolati nel gelato, invece del marzapane ... e da qui cambio di scena sul film Il Favoloso Mondo di Amélie, dove Audrey Tautou guida il mendicante cieco in un tour multi-sensoriale attraverso Montmartre, indicando allegramente en passant ''... Ah ! Chez Marion ils font de la glace aux calissons ...". E' una scena che mi commuove sempre, lacrime agli occhi e pelle d'oca, perche' combina la Parigi dei cliché (beh, che c'e', amo i cliché su Parigi !) con la forza che ha un gesto gentile verso un estraneo, qualche parola che dipinge a colori una sequenza di minuti, e li fa appartenere all'improvviso ad una giornata da ricordare. Adoro quella scena.

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domenica 18 luglio 2010

Nasello in Crosta di Prosciutto (ricetta svuota-freezer)

Metti un congelatore dall'urgente bisogno di essere sbrinato, ed il cui contenuto risale ancora in buona parte ai mesi invernali.
Aggiungi una tregua dalla canicola, sufficiente a far sembrare la Bocca dell'Inferno un luogo quasi invitante. Ho detto quasi.
Il risultato e' una ricetta carina ispirata da Elle à Table, per la quale servono 100 grammi di prosciutto di Parma (e comunque sei fette grandi, due per ogni coppia di filetti), due zucchine, un limone, un pomodoro cuore di bue, un peperoncino fresco, timo, erba cipollina, sale e pepe, olio di oliva, e nel mio caso una datata confezione di filetti di nasello surgelati da 300 grammi.
La sera prima ho messo a scongelare i filetti nel frigo, ed il giorno dopo li ho sciacquati e tamponati con della carta da cucina.
Preriscaldare il forno a 200°, e nel frattempo lavare ed affettare sottilmente zucchine, pomodoro e limone. disporli su di una placca rivestita di carta da forno, e spolverarli di sale, pepe, zucchero e mezzo peperoncino tritato, terminando con un filo d'olio. Infornare per una quindicina di minuti.
Una volta sfornate le verdure, abbassare la temperatura a 180°. Stendere due fette di prosciutto sovrapponendole leggermente, ed appoggiarvi un filetto di nasello. Aggiungere a strati sovrapposti il limone, le zucchine ed il pomodoro, e terminare con un altro filetto.
Richiudere sul tutto le fette di prosciutto formando un involtino, e fermarlo con due fili di erba cipollina annodati intorno. Cospargere di timo limone, salare poco, macinare pepe fresco, e finire con poco olio di oliva a filo. Infornare per 15/20 minuti.
Semplice ma sorprendente, sapori che si mescolano eppure si distinguono, ed il tutto con neppure un'ora di forno acceso !
P.S. Da provare anche la versione 'saltimbocca di nasello', semplicemente con la salvia al posto delle verdure.

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domenica 11 luglio 2010

Clafoutis di Pesche alla Lavanda

Ho sbucciato due pesche gialle un tempo belle, ed ora sul punto di rendere l'anima, le ho tagliate in quarti, ed ho poi diviso ogni quarto in tre fettine.
Ho irrorato con il succo di un limone, e riposto al fresco, nel mio mini-frigo appena sbrinato (operazione che odio ma il cui risultato finale mi da sempre molta soddisfazione).
Si puo' subito preriscaldare a 180 gradi il forno, perche' da ora le cose si faranno rapide, e ricordiamo che la bocca dell'inferno deve stare accesa il minor tempo possibile.
Si setacciano 80 grammi di farina in una terrina, insieme ad un pizzico di sale e 60 grammi di zucchero. Si grattano i semi da un baccello di vaniglia, e si aggiungono insieme alle uova, due, incorporate una alla volta. Si versano poi a filo, con calma, 150 ml di latte e 150 ml di panna, mescolando finche' la pastella sara' omogenea e priva di grumi. Aggiungere infine due cucchiaini di fiori di lavanda, ed un cucchiaio di rhum.
Imburrare una ceramica da forno, o dei ramequins monoporzione, spolverarli di zucchero semolato, disporre le pesche sul fondo, e ricoprire con la pastella.
Infornare per circa 20 minuti, servire tiepido spolverando di zucchero a velo.
Profumo di lavanda celestiale, si e' diffuso dalla bocca dell'inferno. Angeli e Demoni.



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mercoledì 7 luglio 2010

Riflessione, e caldo

Non siamo fatti per stare insieme una vita. Intendo, noi essere umani, a coppie.
Se ci imponiamo di farlo, e di passare nottate a dividere lo stesso letto per decenni, e’ perche’ e’ piu’ facile subire un condizionamento culturale-religioso che ci impone storicamente questi costumi, piuttosto che ammettere che vorremmo fuggire molto piu’ spesso di quanto ci faccia piacere restare, e che la maggior parte del tempo la solitudine, vissuta in indipendenza, sia molto meno logorante, probabilmente piu’ gratificante.
Piu’ invecchio, e piu’ mi sento vicina a chi definisce l’innamoramento un processo puramente chimico, con conseguenze a catena potenzialmente catastrofiche, come ogni reazione chimica.
Queste conseguenze le viviamo a seconda del nostro carattere, e cultura.
Possono essere mortalmente seri ‘contratti’ sottoscritti per la vita, senza clausole liberatorie, da onorare a qualsiasi prezzo. Subire.
Oppure possiamo utilizzare dei cavilli ‘trovando l’inganno’, surfando sulla vita di coppia adattandola ad una morale alternativa. Aggirare.
Tutto considerato, credo di essere una delle ultime vere romantiche.
E comunque, ho caldo.

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Cake Moelleux Mediterraneo


Sbattere tre uova con mezzo cucchiaino di sale e mezzo di zucchero, ed aggiungere a filo cinque cucchiai di olio di oliva. Unire un vasetto di yogurt (la ricetta consiglia quello di latte caprino) continuando a sbattere con la frusta.
Incorporare 200 grammi di farina autolievitante. Ho aggiunto un paio di cucchiai di latte, l'impasto mi sembrava troppo denso.
A questo punto, il mix di sapori e profumi che vi portera' in Magna Grecia, o direttamente in Grecia : un paio di manciate di dadini di feta, altrettante di pomodori secchi ammollati a pezzettini, e la stessa quantita' di olive nere private del nocciolo e tagliate grossolanamente. Aggiungere origano fresco, e una macinata di pepe.
Passare un pennello unto di olio sulle pareti dello stampo da cake, e versarvi il composto.
Nel mio forno hot as hell preriscaldato a 18o° il cake e' venuto pronto in 35 minuti.
La cottura in forno e' avvenuta a notte fonda, ma 'l'aria bassa' romagnola di questo inizio di luglio non mi ha impedito di chiedermi perche' diavolo avessi pensato di aggiungere al clima generale anche le emanazioni di calore provenienti da una scatola chiusa arroventata.
Paco e' stato d'accordo, migrando verso luoghi dove la climatizzazione a swing avesse ancora un senso, mentre Nico, sempre solidale - e desideroso di assaggiare il risultato - ha presidiato la zona fino in fondo.
L'apprezzamento generale ha ripagato della tortura climatica.
Ricetta ispirata da suggestiva rivista francese.

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lunedì 5 luglio 2010

Insalata Estiva di Anguria

L'effetto scenografico e' un po' revival anni '70, come sottofondo vedo bene gli Scissor Sisters.
Ancheggiando a ritmo, recuperare un cocomero baby ben freddo, e tagliargli senza troppi complimenti la calotta (questa e' involontaria).
Con il cucchiaio apposito, scavare la polpa ricavando delle palline, e metterle da parte (euh, ok).
Preparare un trito grossolano di menta, basilico ed erba cipollina.
Tagliare a dadini mezza mattonella di feta, e scolare e sciacquare una confezione di mozzarelline.
Aggiungere un paio di manciate di olive nere, col nocciolo mi raccomando, il sapore e' nettamente migliore.
Mescolare tutti gli ingredienti, condire con olio di oliva, aceto balsamico e sale di Cervia, e trasferire nuovamente nel guscio di anguria.
A scanso di equivoci, chiarisco che sono sobria (Cate, questa e' for you, my veggie friend).

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domenica 4 luglio 2010

Rillettes di Pollo al Caprino


Non so come mai il principio della rillette non sia diffuso a livello planetario in modo piu' massiccio. In pochi minuti, spesso utilizzando degli avanzi, si ottiene una crema fresca e versatile, da usare spalmata su panini da spiaggia o crostini da semplice cena casalinga, oppure per farcire dei bignè, o dei muffin salati. Si conserva comodamente un paio di giorni in frigo.

Per questa versione ultrarapida, l'ideale sarebbe del pollo arrosto avanzato, ma va bene anche un petto di pollo, o magari del lesso.
Serve poi un caprino fresco, un paio di cucchiai di ricotta, un cipollotto, delle erbe aromatiche come timo ed erba cipollina, ed infine un pizzico di sale grosso, e del pepe nero.
Mettere nel mixer tutti gli ingredienti, tenendo da parte un pezzetto di pollo - da fare a dadini per dare una certa consistenza alla crema che si formera'- e qualche filo di erba cipollina per decorare.
Frullare a piccoli colpetti intermittenti, poi incorporare i pezzetti di pollo tenuti da parte, e riporre in frigo per un'oretta. Decorare in ultimo con l'erba cipollina.
Ricetta rielaborata da una trovata su una rivista francese.

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sabato 3 luglio 2010

Millefoglie di Prosciutto, Melone & Pompelmo Rosa


Niente di piu' semplice e fresco, e carino, no ?

Per due 'millefoglie' :
I piccolo melone - 2 pompelmi rosa - 5 fette di prosciutto crudo - aceto balsamico - miele - pepe nero - misto cinque spezie (oppure un bastoncino di cannella), anice stellato.

Tagliare il melone, togliere i semi, sbucciarlo. Ogni fetta va tagliata a meta', e successivamente in 3 o 4 fettine sottili.
Tagliare al vivo gli spicchi dei pompelmi, ed ogni spicchio a meta'.
Fare una riduzione di 5 cucchiai di aceto balsamico, uno di miele, pizzico di cinque spezie, anice stellato e generosa macinata di pepe nero.
Comporre i millefoglie con un coppapasta, alternando strati disposti a fiore di pompelmo rosa, prosciutto a straccetti, melone, ripetendo la serie una seconda volta.
Decorare con l'anice stellato, e far colare un paio di cucchiai di riduzione pepata di balsamico e miele.
Ricetta vista su rivista francese, of course.

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martedì 1 giugno 2010

Ici Paris







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domenica 18 aprile 2010

Clafoutis agli Asparagi


Il clafoutis e' talmente comodo e veloce che si fa prima a farlo che a scriverne la ricetta, ed il risultato puo' essere talmente scenografico e gustoso da risolvere, insieme a un'insalata, una cena improvvisata.
Questo al solito e' di ispirazione francese, e viene da un numero di Elle dell'inizio di aprile.

Per 4 persone :
Una confezione di asparagi verdi freschi (eventualmente anche alcuni bianchi) - 4 uova - 200 ml di latte - 1 caprino fresco - 2 c. prezzemolo tritato (o cerfoglio) - sale&pepe, noce moscata, burro.

Lavare e pelare la parte da sotto la punta in giu' degli asparagi, tagliarne la parte dura, e metterli a sbollentare in acqua salata per un paio di minuti.
Scolarli su della carta da cucina per far perdere loro piu' acqua possibile.
Nel frattempo preriscaldare il forno a 180°. Sbattere nel mixer le uova col latte ed il caprino. Salare, pepare e grattugiare noce moscata secondo il proprio gusto.
Lavare e tritare il prezzemolo. Imburrare due ceramiche da forno, ripartirvi il composto di latte e uova con caprino, spolverare di prezzemolo, ed adagiarvi gli asparagi.
Infornare per circa 20 minuti, finche' il clafoutis rapprende, ed acquisisce un colore dorato. Servire subito.

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giovedì 15 aprile 2010

Gentleman, pezzetto d'infanzia, humour irresistibile

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sabato 10 aprile 2010

Torta Salata alla Carota, con Brisée alla Paprika & Timo


Sono presa da un'irresistibile desiderio di emigrare, di emigrare oltralpe.
La sensibilita' a fior di pelle mi impedisce da sempre di vivere ignorando quel che mi circonda, particolarmente furbeggiando e sopravvivendo secondo il costume italiano diffuso oggigiorno. Tutte queste interferenze mi rendono quasi impossibile sentire alcunchè. Musica. Idee. Parole.
Rimugino, mi costruisco illusioni, dicendomi poi che sperare di ricominciare da (quasi) zero a 46 anni in un altro paese, sola con la propria famiglia a 4+4 zampe al seguito, e' troppo grossa anche come illusione. Intanto faccio piu' o meno finta di essere gia' li', leggendo libri in francese, guardando TV in francese, sfogliando (virtualmente) giornali e riviste in francese.
Proprio da Elle di questa settimana lo spunto per questa torta, che pero' ho trasformato in salata seguendo la voglia. La scorza di limone rileva il sapore anonimo della carota, resa morbida ma non pesante dalla ricotta, e la brisée aromatizzata avvolge il tutto; sono abbastanza soddisfatta della direzione presa con le mie varianti ...

Per la Brisée alla Paprika Affumicata & Timo :
250 gr farina - 125 gr burro - 1 tuorlo - 1 cc paprika affumicata - 1 cc. foglioline di timo fresche - 1 pizzico di sale - c.ca 50 ml acqua.

Per il ripieno salato alla Carota :
600 gr carote crude sbucciate - 70 gr ricotta - 40 gr parmigiano grattugiato - 40 ml panna - 3 uova - la scorza grattugiata di un limone bio - noce moscata - sale - mandorle a scaglie per decorare.

La brisée puo' essere preparata alla vigilia e lasciata in frigo avvolta in una pellicola, oppure puo' essere stata congelata, e venire riportata a temperatura ambiente lasciandola fuori frigo il tempo necessario. Ho trovato qui una descrizione fotografica carina di una delle possibili varianti.
Setacciare la farina, aggiungere il burro a pezzetti, il tuorlo, il pizzico di sale e gli aromi (io ho usato del timo, e della paprika affumicata. Se non si trova va benissimo quella dolce, o un misto dolce/piccante).
Lavorare gli ingredienti, aggiungendo solo tanta acqua quanta ne sara' necessaria per formare una pasta ben amalgamata e abbastanza elastica. Fare una palla, schiacciarla leggermente, avvolgerla nella pellicola e lasciarla riposare un paio d'ore.
Nel frattempo, sbucciare e lavare le carote, e cuocerle a vapore (con pentola con coperchio e cestello vapore Ikea sono bastati 20 minuti). Passarle poi al mixer fino ad ottenere una crema omogenea, alla quale andranno aggiunti tutti gli altri ingredienti (le uova prima leggermente sbattute), amalgamandoli bene con una frusta.
Preriscaldare il forno a 180°. Lavorare la brisée giusto il tempo di rianimarla, stenderla e trasferirla nella tortiera precedentemente imburrata. Bucherellare la base coi rebbi di una forchetta, ricoprirla di carta forno, e riempirla di fagioli secchi per fare da peso.
Cuocere c.ca 15 minuti, di cui gli ultimi 5 dopo aver tolto i fagioli secchi e la carta.
Trasferire il ripieno nel guscio di pasta, cospargerlo di mandorle a scaglie, ed eventualmente decorare coi ritagli di pasta avanzati.
Cuocere per c.ca 25 minuti, ed attendere che la torta si sia raffreddata prima di servire.

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lunedì 5 aprile 2010

Sorbetto al Cioccolato Fondente, con Ferratelle delle Sorelle Nurzia


Quello che ricorre all'alba del 6 aprile e' l'anniversario di una rinascita, quindi parleremo solo delle cose belle che questo comporta. Rinascita sull'esperienza, apertura, tolleranza, solidarieta' e coraggio. E dignita'. Sara' quindi una ricostruzione su basi solide.
Sara' un caso, ma quella che ho appena scritto e' una serie di femminili, e mi fanno venire in mente quello che Ligabue canta cosi' bene nel Giorno dei Giorni (non mi sorprende che Fernanda Pivano lo amasse tanto) :

"Femmina come la terra
Femmina come la guerra
Femmina come la pace
Femmina come la croce
Femmina come la voce
Femmina come sai
Femmina come puoi
Femmina come la sorte
Femmina come la morte
Femmina come la vita
Femmina come l’entrata
Femmina come l’uscita
Femmina come le carte
Femmina come sai
Femmina come puoi "

Questo blog appartiene al canesciolto fedeccino, ed e' "ad-free", ma un "ad" benefico vi compare da qualche tempo, ed e' quello della fabbrica di dolci abruzzese delle Sorelle Nurzia. Trovate qui la mail scritta da Mara, che lavora con loro da tempo, e che ha dato inizio a questo passaparola di solidarieta' e gusto. Leggerla mi ha aperto gli occhi sulla realta' di quanto e' successo a L'Aquila un anno fa, sulle conseguenze sul presente e sul futuro, con le immagini vivide e quotidiane del racconto, appassionato e spassionato, di chi le ha vissute in prima persona. Qui invece troverete le puntate successive :), che spero saranno solo l'inizio, perche' sara' un dovere e un piacere ritornare dalle Sorelle Nurzia anche in altre occasioni, meno impegnative di questa, durante tutto l'anno. Per farsi e fare piacere, coi prodotti usciti dai forni della fabbrica a Bazzano dell'Aquila.
Un brindisi di augurio quindi, e un puccio di Ferratella in questo sorbetto intensamente cioccolatoso, per Mara e per tutti quelli che sono rinati un anno fa.

Da " Glaces et Sorbets" di Thomas Feller, Ingredienti per 1/2 lt. di sorbetto :

400 ml acqua - 1 bacca di vaniglia - 100 gr di zucchero di canna bianco - 20 gr di cacao in polvere - 125 gr cioccolato fondente (minimo al 64%) - 1/2 c. sciroppo di glucosio.

Tagliare a meta' e grattare i semi dalle bacche di vaniglia, mecolarli all'acqua, al cacao in polvere e allo zucchero, e portare ad ebollizione, lasciando sobbollire per 10 minuti. Togliere dal fuoco. Tritare grossolanamente il cioccolato (il metodo Nigella di percuoterlo con un mattarello dopo averlo rinchiuso in un sacchetto, o lasciato direttamente nella sua confezione, e' effettivamente molto liberatorio, ed efficace), e versarlo nello sciroppo bollente, mescolando fino a farlo sciogliere completamente. Lasciar raffreddare, aggiungere lo sciroppo di glucosio, e frullare col minipimer per rendere il tutto piu' liscio prima di passarlo nella gelatiera.

E' un sorbetto, per sua natura privo di latte, quindi lo possono gustare anche gli intolleranti al lattosio, che certamente noteranno come non si perda niente del piacere.

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sabato 3 aprile 2010

Tartare di Avocado, Granchio & Riso Venere

Ingredienti per 4 persone :

2 avocado maturi - 1 scatola polpa di granchio - 200 gr riso Venere lessato - 1 cipollotto - 1 mazzetto di erba cipollina - 2 c. capperi dissalati - 1 limone - olio di oliva prima spremitura, sale, pepe bianco.

Cuocere al vapore (o lessare) il riso Venere. Una volta scolato, salarlo e condirlo con poco olio d'oliva. Mescolare e mettere da parte. Sminuzzare il cipollotto, l'erba cipollina, i capperi dissalati ed asciugati, e la polpa di granchio. Sbucciare gli avocado, e tagliarli a dadini piccoli.
Trasferire i dadini di avocado in un'insalatiera, gratuggiarvi sopra finemente la scorza del limone e ricoprirli col suo succo, e con 2 c. di olio di oliva prima spremitura. Mescolare delicatamente per ricoprire bene l'avocado, ed evitare cosi' che si ossidi. Incorporare quindi tutti gli altri ingredienti, aggiungere un'abbondante macinata di pepe bianco, e con l'aiuo di un coppapasta dare la forma di un tortino.

Questa ricetta era su Elle francese della scorsa settimana, il numero con l'elogio delle taglie "rondes" dalla 52 in su, e mi e' sembrata una buona opportunita' per nutrirsi con gusto senza tuttavia rischiare di raggiungere la 52, se possibile. Le modelle selezionate per questo servizio sono bellissime, e rafforzano la convinzione che non c'e' un corpo femminile standard, il fascino non ha un riferimento unico, ed in ogni caso non dovrebbero essere i giornali e gli 'stilisti' a dettarcelo.
Io ci sto ancora lavorando, sui danni che hanno fatto su di me nell'adolescenza ...
Approfitto per mandare a chi legge gli auguri di Pasqua, Rinascita, Festa di Primavera o della Fioritura dei Ciliegi, whatever, purche' sia qualcosa di gentile e positivo.

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