domenica 8 novembre 2009

Flan di Zuppa ('Flanez' vos Soupes !)

Quando cucino una zuppa, ne faccio sempre di piu' per poi congelarla, e trovarla pronta solo da riscaldare, in quelle serate in cui non si ha l'energia per fare nient'altro che infilare un piatto nel microonde.

La sfida dietetica e' di solito evitare le patate, e ancor piu' la panna in stile vellutata, giocando sulla quantita' di brodo vegetale da aggiungere per avere comunque la giusta cremosita'.
Le verdure di stagione, nella tabella delle disponibilita' della Radisa, sono quanto di piu' adatto si possa trovare per mettere insieme un piatto confortante, e allo stesso tempo originale.
La zuppa preparata ieri sera ha una base di porro e carota, appassiti qualche minuto a fuoco basso in poco olio e burro. Ho aggiunto in seguito mezza rapa bianca, di quelle allungate, e mezzo cavolo rapa, mondati e tagliati a tocchetti. Ho coperto di brodo di verdure e funghi secchi bollente, ed ho coperchiato lasciando sobbollire per una mezz'ora. In seguito ho frullato col minipimer, ed aggiunto poco sale, una spolverata di pepe nero, poca salsa di soia Shoyu, ed ho rimesso sul fuoco per altri 15 minuti.
Ecco, questa era la mia base, ma ho scoperto che qualsiasi zuppa si puo' trasformare in un delizioso piccolo flan. Ecco cosa occorre.

Per 5 piccoli flan :
450 gr zuppa di media densita', raffreddata - 2 uova - 90 gr ricotta - 60 gr Parmigiano - 2 c. colmi di maizena - 1 cc di curcuma - poco latte di soja - sale&pepe, pellicola per alimenti.

Preriscladare il forno a 180°, mettendovi gia' una teglia da lasagne con due dita di acqua bollente.
Nel mixer frullare le uova con la ricotta, il parmigiano, 2 cucchiai colmi di maizena, ed un cucchiaino di curcuma sciolta in poco latte di soja (la mia zuppa di base non aveva un colore affascinante, cosi' ho pensato di spingerla verso una sfumatura oro proprio con l'aiuto di un po' di curcuma). Aggiungere poco sale ed una spolverata di pepe.
Mescolare bene questo composto con la zuppa, e distribuirlo negli stampini - o cocottes - foderati di pellicola per alimenti. Ho ripiegato l'eccesso di pellicola sulla superficie di ogni stampino, ed infornato a bagno maria per circa 35 minuti.
Ho servito con un coulis di zucca con timo e rosmarino (realizzato frullando della polpa di zucca cotta al vapore - grazie Liliana ! - con un trito di rosmarino e timo, poco olio evo e poco brodo vegetale), cospargendo con qualche petalo di Salade de Fleurs.
Ricordate, tutto fa flan : nobilitare sotto questa forma ogni avanzo di zuppa che si abbia a disposizione, mescolandola con la preparazione che ho sperimentato, e' d'ora in avanti assolutamente possibile :)

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domenica 25 ottobre 2009

Tortine di Barbabietola & Mandorle


E' triste non poter postare piu' spesso, visto che il mio notebook - vittima di un incomprensibile blackout (e' svenuto dopo un episodio di House) - continua ad essere dal dottore. Questo malore potrebbe essere l'occasione per liberarsi di Vista, peraltro (dita incrociate).
Sul vecchio pc di casa, detto "il muletto", ad ogni sferragliante avvio la ventola fa un tale frastuono da coprire persino il rumorosissimo passaggio dell'ultimo camion della spazzatura della sera (qui passano, e prelevano, e li paghiamo cari, anche con IVA indebita, pare), e ad ogni elaborazione di immagini sono mio malgrado dolorosamente partecipe degli arrancamenti del microprocessore. Il piacere di postare viene meno, in mezzo a tanta sofferenza, e cosi' nel calduccio di casa, mentre fuori la saccatura fredda di provenienza orientale ci congela il basilico rimasto ed il naso, cucino cucino cucino, leggo libri di cucina, guardo cucinare, ma non scrivo piu' nulla di cucina. Almeno queste tortine, pero', vanno onorate.

Jamie Oliver sostiene che la barbabietola puo' essere trattata come la zucca, o la carota, per cucinare dolci. I Muffin alla Zucca di Jamie continuano ad essere una delle ricette piu' gettonate del mio blog, ed in questo caso si tratta solo di fare qualche aggiustamento, scoprendo nel contempo che le mandorle e la barbabietola si amano molto, e meraviglia delle meraviglie producono queste tortine buonissime, che pero', con mio grande sconforto, perdono in cottura il magnifico colore purpureo, che le avrebbe rese delle perfette bloody-tortine di Halloween.

Per 12 tortine :

2 uova - 120 gr zucchero (di cui c.ca 20 da usare per tritare le mandorle) - pizzico di sale - 200 gr polpa di barbabietola cruda frullata - succo di 1/2 limone - 1 cucchiaio di sciroppo Fabbri al latte di mandorle - 100 gr mandorle spellate macinate - 150 gr farina 00 - 1 cc cremor tartaro + 1/2 cc bicarbonato - 60 gr olio di semi. (Per la glassa zucchero a velo, poco succo di limone, ed il succo di 1/2 melagrana; per il topping in stile cupcake formaggio light tipo philadelphia, zucchero a velo e succo di melagrana e/o sciroppo di granatina)

Preriscaldare il forno a 180°. Tritare grossolanamente le mandorle nel frullatore insieme ad un po' di zucchero; non devono essere ridotte in polvere, ci sta bene qualche pezzettino. Mettere da parte.
Frullare nel frullatore la barbabietola cruda sbucciata, tagliata a tocchetti . Mettere da parte.
Sbattere uova e zucchero, ed aggiungere progressivamente tutti gli ingredienti cosi' come li ho elencati in sequenza sopra, con la farina setacciata insieme al lievito+bicarbonato.
L'impasto e' molto liquido, ed e' cosi' che deve essere. Distribuirne nei pirottini di carta una sola dose (io uso il porzionatore da gelato che fa le palline, Nigella style).
Infornare per c.ca 20 minuti. Una volta raffreddati su una gratella, si puo' spolverarli con lo zucchero a velo, oppure fare una glassa con zucchero a velo, poco succo di limone e del succo di melagrana (basta strizzare uno spicchio trattenendo i semini in un colino a maglia stretta), e quando la glassa e' ancora fresca, colorare con qualche granellino di zucchero colorato. Ancora, si puo' fare un topping montando del formaggio tipo philadelphia con poco zucchero a velo, un po' di succo di melagrana o di sciroppo di granatina, e disporlo con un sac à poche sul tortino, decorandolo poi, come nella mia versione, di semi di melagrana.

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giovedì 8 ottobre 2009

ClesSilvio

Questa vignetta compariva sul Fatto Quotidiano di ieri, quando ancora la Consulta non aveva deliberato, ma chissa' perche' la trovo d'attualita'.

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martedì 22 settembre 2009

Mia Adorata, Ti Porto Fiori

Lagotto galante, coglie per me gli ultimi fiori della piombaggine.

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domenica 20 settembre 2009

Tarte Sablée alla Frutta, con Crema al Burro

Se si deve manipolare del burro, tanto vale non essere avari.
La sablée e' quella solita che mi riesce sempre bene (con l'Artisan ancora meglio), la crema al burro e' scippata alla Ravaioli, la frutta e' quella avanzata (da qui l'impossibilita' di usarne un solo tipo).

Proporzioni per due torte (una dose di pasta ed un vasetto di crema al burro si possono congelare per la prossima occasione ...) :

Sablée
125 gr burro a temperatura ambiente - 125 gr zucchero semolato - 1 pizzico di sale - 250 gr farina 00 - 1 uovo.

Crema al burro
100 gr farina di mandorle - 100 gr zucchero semolato - 100 gr burro - 1 uovo - 2 c. farina, 2 c. di Sherry.

Lavorare in punta di dita farina e burro, ed aggiungere progressivamente zucchero, pizzico di sale, e uovo. Impastare lo stretto necessario, formare un panetto, avvolgerlo nella pellicola e metterlo in frigo per un'oretta.
Nel frattempo preparare la crema lavorando il burro morbido con la farina di mandorle, lo zucchero, l'uovo, la farina e lo Sherry.

Preriscaldare il forno a 180°, stendere delicatamente la pasta (usando poca farina per quest'operazione), arrotolarla sul mattarello e dispiegarla poi sullo stampo, precedentemente imburrato e infarinato.

Bucherellare coi rebbi della forchetta, e poi spalmare un generoso strato di crema.
Disporre infine la frutta tagliata in modo decorativo, io ho usato uva, kiwi gold e prugne.
Si e' dorata in 16 minuti, e l'ho spolverata di zucchero a velo dopo averla fatta raffreddare su una gratella.

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venerdì 18 settembre 2009

Imperdibile : Generatore Automatico di Proclami di Berlusconi

Ogni refresh di questa pagina del blog Metilparaben mi provoca una risata, sono addicted, soprattutto dopo aver letto questa :
"SONO INCREDIBILMENTE IL PIU' GRANDE SBOLOGNATORE DI TACCHINI NANI CHE SI SIA MAI INCONTRATO NEL MEDITERRANEO OCCIDENTALE DALLA COSTRUZIONE DELLA PIRAMIDE DI CHEOPE. CHI LO NEGA E' UNO SCREANZATO SENZA RITEGNO AL SOLDO DEI TELETUBBIES."
Val bene una visita :)

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lunedì 14 settembre 2009

Abituarsi (mantra per l’assuefazione al galleggiamento nel guano)


E’ questione di abitudine. Ti abituerai. Sono abituata. E’ abituale. Ci si abitua a tutto.
Abituarsi; certo, acclimatarsi, impratichirsi, ma purtroppo soprattutto adeguarsi, assuefarsi, conformarsi, rassegnarsi. Abituarsi, rassegnarsi.
Rassegnarsi a vedersi somministrare dosi quotidiane di volgarita’, aggressivita’, ignoranza, bruttezza. Abituarsi a compiacersi della propria meschinita’.
Queste cose ci sono, e’ abituale che ci siano, quindi non dobbiamo piu’ combatterle, anzi, e’ proprio impensabile sprecare energie a combatterle, con tutte le cose che ci sono da fare ! Con il tempo contato ! La lobotomia da rimborsare a rate !
Si’, sarebbe una perdita di tempo, ci sono altre cose piu’ urgenti da fare, piu’ immediate, piu’ legate al quotidiano. Piu’ piccole. Piccoli obbiettivi raggiungibili.
Perche’ pensare in grande se posso raggiungere un piccolo obbiettivo ? Perche’ faticare ad elevarmi dal guano se e’ sufficiente imparare a galleggiarvi ?

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martedì 25 agosto 2009

Gelato di Marzapane alla Nettarina Bianca


Ancora gelato, le folgorazioni su possibili abbinamenti di aromi in questi giorni mi si presentano come miraggi. Questa ricetta e' del tutto simile nelle proporzioni a quella pubblicata qui da me alcuni giorni fa.
Se avete la fortuna di abitare in Sicilia, o di trovare fornitori locali meno tristi dei miei, naturalmente e' tassativo usare del vero latte di mandorle.
Nella calura agostana della provincia di Ravenna non sono riuscita a trovarlo, e ho dovuto ripiegare su di uno sciroppo Fabbri al latte di mandorle, diluito nel latte. Il risultato e' un sapore esattamente come lo immaginavo, una sorta di marzapane alla pesca, ma chissa' che delizia con l'originale !

Quindi :
320 gr netti di nettarine bianche - 110 gr zucchero semolato - 120 ml latte (io di soya) - 30 ml sciroppo di latte di mandorle - 1 c. latte condensato - il succo di un limone - scagliette di mandorla per decorare.

Sbucciare le nettarine, tagliarle a tocchetti, frullarle insieme al succo del limone. A parte mescolare il latte con lo sciroppo, lo zucchero ed il latte condensato. Unire il tutto mescolando bene. Versare nella gelatiera, gelato mantecato in 35 minuti.
Si puo' decorare con delle scagliette di mandorla leggermente tostate.

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domenica 23 agosto 2009

Crostata di Fichi Neri

I fichi neri sono meravigliosi, e questo e' il clou della loro stagione. In competizione coi merli, devo essere rapida ad appropriarmene, o tutto quello che mi restera' saranno mozziconi di fico sbecchettati qua e la', il suono di uno svolazzo frenetico, e l'eco di un richiamo simile ad una risata.

La bozza della ricetta che segue era su "D" di questa settimana, ma le proporzioni di farina indicate mi sembravano sbagliate, quindi correggendo ho finito per modificare diverse cose, come segue :

Per l'impasto destinato ad una tortiera del diametro di 22 cm :
360 gr farina 00 - 3 c zucchero a velo - 1 pizzico di sale - 100 gr burro freddo - 1 c olio di semi di girasole - 1 uovo + 1 tuorlo - 1 c limoncello - 1 c acqua fredda.

Setacciare insieme farina, zucchero a velo e sale, ed unire le scagliette di burro freddo, lavorando in punta di dita. A parte sbattere leggermente l'uovo ed il tuorlo con l'olio di girasaole, il limoncello e l'acqua. Lavorare fino ad assemblare un impasto omogeneo, avvolgere nella pellicola e lasciare riposare in frigo per una mezz'ora.
In seguito stendere cautamente l'impasto ( il mio ha fatto di tutto per separarsi e tornare a far parte del caos) e trasferirlo in una tortiera col fondo rimovibile. Punzecchiare il fondo con una forchetta, ricoprire di pellicola e lasciare in frigo una decina di minuti, il tempo di preriscaldare il forno a 200°. In seguito infornare per 10 minuti, e lasciare raffreddare.

Per il ripieno :
12 fichi - 2 tuorli - 125 ml di panna (io di soja) - 2 c miele - 1 c brandy - zucchero a velo.

Preriscaldare il forno a 180°. Sciogliere i due cucchiai di miele per 10 secondi al microonde, e lasciareli raffreddare. Sbattere i tuorli con la panna, ed unirli al brandy ed al miele.
Praticare un taglio a croce profondo sui fichi, disporli sulla torta, e cospargerli con la "crema".
Infornare per circa 15 minuti, poi estrarre giusto il tempo di cospargere la crostata di zucchero a velo, cuocere ancora per altri 8 minuti, ed infine sfornare e lasciare raffreddare su una gratella.

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mercoledì 19 agosto 2009

Gelato alle Pesche Bianche & Zenzero, con Biscottini all'Anice

Abbinamento profumato, delizioso e digestivo (altro che Grand Soleil ...).
Per il gelato ho elaborato un'idea di mia sorella, mentre i biscottini sono ispirati da Cléa, che a sua volta aveva trovato la ricetta sulla rivista di una catena di negozi bio francesi. Gelato davvero fresco, perfetto dopo una cena piccante, e biscottino sorprendente, senza grassi e con la consistenza un po' rustica della farina fioretto di mais, nobilitata pero' dall'aroma multisfaccettato dello zucchero muscovado.

Gelato alle pesche Bianche & Zenzero
280 gr netti di pesche bianche - 140 gr zucchero semolato - 150 ml latte (io di soya) - 1 c. latte condensato - c.ca 1 cm zenzero grattugiato - il succo di 1/2 limone.

Sbucciare le pesche e tagliarle a tocchetti. Frullarle insieme allo zenzero grattugiato ed al succo di limone. A parte mescolare il latte con lo zucchero ed il latte condensato. Unire i due composti mescolando bene. Versare nella gelatiera, con la mia questo gelato rosa tenue e' montato in 38 minuti. Si puo' decorare con qualche petalo di Salade de Fleurs (ancora grazie per la dritta di questo sito, Fabien).
Quello del latte condensato e' un trucco per mantenere il gelato cremoso anche dopo che ha soggiornato nel congelatore, e l'ho imparato in una delle puntate sui dolci di Maurizio Santin. Funziona, mannaggia.

Biscottini all'anice (dose per c.ca 25 pz)
2 uova - 80 gr zucchero muscovado - 100 gr farina fioretto di mais - 1 cc semi di anice verde.

Preriscaldare il forno a 160°. Nell'impastatrice, mescolare con la foglia le uova e lo zucchero, aggiungere progressivamente la farina, lavorando pochissimo. Infine, alla velocita' minima, spolverare il cc di semi di anice e spegnere non appena si e' bene amalgamato al composto.

Su una placca ricoperta di cartaforno disporre piccoli cucchiaini di impasto, aiutandosi col dito leggermente unto di olio per farli scendere prendendo una forma piu' o meno circolare (in cottura si appiattiranno, occorre distanziare bene tra di loro i biscottini).
Cuocere per c.ca 10 minuti, e lasciare raffreddare su una gratella. Spolverare di zucchero a velo prima di servire.

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