domenica 16 gennaio 2011

Blog in Pausa


Cari che continuate a tornare e a leggere, questo blog e' in pausa.
Ho iniziato a lavorare su di un altro progetto, e forse piu' avanti lo condividero'.
Nel caso vogliate tenervi in contatto, cliccate sul link Facebook qui accanto.
A presto !

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giovedì 25 novembre 2010

Sorbetto di Finocchio, Zenzero & Mela Verde

Per una volta che partecipo ad un contest, sono fuori tempo massimo.
Il sei novembre scorso in diversi blog, tra cui questo, e' stata lanciata un'iniziativa chiamata ''Metti un finocchio a cena : blogger contro l'omofobia''. Ero in viaggio, ed ho immediatamente aderito riservandomi di partecipare a quest'iniziativa, nata per reagire con ironia all'ennesima perla del premier de noàtri, non appena di ritorno a casa.
Come dicevo sono in ritardo, perche' il contest si e' concluso il quindici novembre, e tutto quello che potrei forse aggiungere alla varieta' di finocchi invitati nelle cene di tanti bloggers che hanno contribuito e' magari un sorbetto, giusto qualcosa per ripulire le papille a fine pasto ed aiutare a digerire, ancora una volta, tutti i rospi che quest'essere laido ci costringe ad ingoiare.
Vitaminico, anticolica (...), antispasmodico (...), protettivo dello stomaco dalle ulcere (...), questo sorbetto che nasce come cocktail centrifugato salutare mi e' sembrato perfetto.

Sorbetto di Finocchio, Zenzero & Mela Verde
2 finocchi (per c.ca 130 ml di succo centrifugato) - 1 mela Granny Smith (per c.ca 80 ml di succo centrifugato) - 1/2 centimetro di zenzero fresco, anch'esso centrifugato - il succo di 1/2 limone - 100 ml di acqua - 60 ml di miele di fiori d'arancio sciolto al microonde - 1 cucchiaio raso di sciroppo di glucosio.

Una piccola centrifuga ed una gelatiera sono necessarie per procedere.
Pulire e sbucciare finocchi, mela e zenzero, e centrifugarli. Aggiungere il succo di limone, l'acqua, ed il miele sciolto al microonde e poi miscelato con il glucosio.
Mescolare bene e mantecare in gelatiera per c.ca 25/30 minuti.
Il gusto della mela verde prevale, fresco e dolce rafforzato dal miele, ma il finocchio contribuisce a portare quella nota anisée che a me piace tanto, e che resta come un ricordo sulla lingua, incipriata dalla leggerissima nota piccante dello zenzero.
L'omofobia mi disgusta, almeno quanto lo svilimento e gli insulti ripetuti alle donne.
Salute, e resistenza !

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sabato 20 novembre 2010

Biscotti Senza Burro ne' Uova, e Gelato di Yogurt alla Vaniglia


Piccola cena da me, con Susanna, dallo humour irresistibile e con la quale condivido in questo periodo anche la scelta di vita (o di sopravvivenza) della fuoriuscita da un rapporto di lavoro.
Compagni di cena a quattro zampe naturalmente presenti.
Menu composto da un piccolo aperitivo di Campari all'Arancia, Crema di Lenticchie Rosse con Feta, Tarte Fine con pomodori e senape in grani, ed infine questo gelato alla vaniglia con lo yogurt invece della panna, ed i biscotti sorprendentemente friabili e gustosi ma senza uova ne' burro, le cui ricette al solito un po' modificate ho trovato qui e qui. Il Nero d'Avola seguito al Campari ha contribuito a cotonificare le ginocchia ed annullare la mano ferma, ma qualche foto ne e' ugualmente uscita ...

Gelato di Yogurt alla Vaniglia
4 tuorli d'uovo - 150 gr zucchero . 2 baccelli di vaniglia - 500 ml di latte - 250 ml di yogurt (in origine prevista la panna) - 2 c. di latte condensato.

Far bollire il latte, poi spegnere la fiamma e mettere in infusione per almeno 15 minuti uno dei baccelli di vaniglia, inciso a meta', ed i semi grattati dall'altro. Nel frattempo sbattere i tuorli e lo zucchero. Togliere la vaniglia, ed unire a filo il latte caldo alla miscela di uova e zucchero. Rimettere sul fuoco a fiamma bassa, e lasciare prendere calore senza bollire, finche' la densita' aumentera' leggermente. Travasare in una terrina, ed aggiungere lo yogurt ed il latte condensato.
Lasciare raffreddare, e mantecare in gelatiera per circa 30 minuti.

Biscotti senza Uova ne' Burro, con Matcha e Gocce di Cioccolato Bianco (merci Grande Epicerie de Paris ...) - (dose per c.ca 24 biscotti diam. 7 cm.)
200 gr farina 00 - 50 gr farina di riso - pizzico di sale - 80 gr zucchero - 3 cc. cremor tartaro - 80 ml di latte - 50 ml di olio di semi di girasole - 1 c. di miele - 1 c. di tè verde matcha - qualche goccia di estratto di vaniglia - 2 manciate di gocce di cioccolato bianco.

Preriscaldare il forno a 180°, e mescolare gli ingredienti in sequenza (naturalmente invece del famigerato matcha, che e' carino ogni tanto ma sul cui successo planetario continuo a nutrire dubbi, si puo' mettere cacao in polvere e gocce di cioccolato fondente, o qualunque aroma si desideri). Impastare con cura, il risultato e' consistente e poco appiccicoso. Stendere nello spessore che si desidera (io non volevo biscotti croccanti quindi sono stata intorno al centimetro, il risultato e friabile ma morbido nel cuore del biscotto), e ritagliare i biscotti. In cottura ventilata a 180° i miei sono risultati pronti in 7 minuti.



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domenica 14 novembre 2010

Insalata del Ritorno col Frigo Vuoto


Davvero niente di particolarmente creativo, ma mi ritrovo a casa dopo un viaggio di qualche giorno fra Ginevra e Parigi, parte in macchina e parte in treno, ospitata da gattofili/animalofili particolarmente generosi (grazie, Antonio, Caterina e Manuela !). Torno nel tardo pomeriggio, dopo 650km in Twingo con tanto di attraversamento delle Alpi tra le raffiche di vento e la pioggia di taglio (una costante di questo viaggio), ed il mio frigo mi accoglie davvero piu' freddamente di quanto invece abbiano fatto Nico e Paco.
Dal mio ripulisti prima della partenza hanno resistito due uova, un indistruttibile cavolo cappuccio e quattro carote.
Ecco quindi che le due uova sono state sbattute con sale, pepe e un po' di latte (l'UHT e' una certezza), e trasformate in tre frittatine sottili al Parmigiano.
Parte del cavolo cappuccio e' stato passato alla mandolina giapponese, e poi mescolato con qualche pomodorino secco sottolio, le frittatine tagliate a striscioline, ed una spolverata di erba cipollina, che il vaso sul davanzale continua a dispensare malgrado le mie cure carenti.
A parte un piccolo dressing fatto con senape al miele, maionese, latte, poco olio e salsa di soya shoyu, sempre con sale e pepe, ed erba cipollina.
Ebbene, con l'insalata rimediata con questi avanzi di frigo sopravvissuti je me suis régalée.

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domenica 31 ottobre 2010

Cake ai Pistacchi ed Acqua di Fiori d'Arancio, Profumo, Respiro


Un unico post su ottobre, e per di più nell'ultimissimo giorno del mese, non sarebbe una cosa da fare per una blogger che si rispetti. Ho letto ultimamente addirittura dei decaloghi con le regole per il 'blog di successo', su come acquisire e mantenere lettori, su come farsi notare dagli inserzionisti. Io testardamente continuo a vedere questa pagina come un'isola alla quale approdo ogni tanto, condivido ricette e pensieri sparsi, rivedo alcune amiche e, così come mi capita anche fuori dal virtuale, chiudo gentilmente fuori di casa pubblicità e piccoli profitti per ritrovare un posticino dove le uniche regole siano l'assenza di regole, lo humour, e la gentilezza, in un contesto positivamente internettiano.
Finisco infatti per tornare soprattutto quando intorno a me l'eccessiva presenza di personaggi laidi ed atmosfera da Sodoma e Gomorra de noàtri diventa soffocante, piu' che quando sono serena. Quando sono serena, credo di vivere di piu' nel reale, questa è la verità. Respiro.
Eccomi quindi di ritorno mentre infuria lo squallore 'bunga-bunga', e nello stesso tempo mentre vivo e respiro, dopo aver preso un pò più di un mese fa la decisione di lasciare il lavoro che negli ultimi tredici anni aveva finito per costringermi alla mera sopravvivenza, spegnendo progressivamente quello che sono, ogni lucina negli occhi (eh, Maria ??), ogni sonno ristoratore, ogni curiosità, ogni gioia. Vorrei poter essere meno sensibile al contesto in cui vivo (bunga-bunga) e lavoro, essere capace di schermi e di adattamento ai personaggi tronfi e/o stupidi che abusano al quotidiano del loro piccolo potere provinciale, ma purtroppo no, sono solita sentire ed ascoltare, elaborare e ragionare, pensare e proporre, e quindi non sono adatta al concetto 'l'azienda non e' una democrazia' (tanto piu' se è oramai evidente che esso porti direttamente contro un muro), ne' posso subire senza reazioni la convivenza con la stupidità volgare, compiaciuta e grassa, eppure instabile e insicura. Non mi sento migliore, ma sono sicuramente diversa. E ne sono felice. Je pilote ma vie à nouveau (n'est-ce pas, François ? :)).

Venerdì scorso cena a casa di Luisa, con Anna. Quanto mi e' piaciuta questa serata, di risate e scrollate reciproche e commozione !
Antipasto di splendide tigelle 'stampate' e mortadella, nella migliore tradizione romagnola, evidenziata fin da subito dalla tovaglia tipica, nella versione blu che e' la mia preferita. Piatto principale originale, di patate farcite ai funghi ed avvolte in una copertina di prosciutto croccante, con misticanza condita da olio buono. Tutto gustosissimo, malgrado i timori della padrona di casa, che sperimenta sempre cose nuove il giorno della cena, per poi spaventarsi in corso d'opera delle incognite.
Ho portato il cake che dà il titolo a questo post, la cui ricetta ho letto nel penultimo numero di Saveurs, e che si esprime al suo meglio con un tè, o ancora meglio con una quenelle di gelato alla vaniglia.

Occorrono :
100 gr pistacchi non salati - 150 gr zucchero semolato, piu' un cucchiaio - 110 gr burro fuso raffreddato (io ne ho messi 90 gr) - 2 uova - 125 gr yogurt naturale intero - 2 cucchiai di acqua di fiori d'arancio - 150 gr farina 00 - 1 bustina di lievito per dolci - semi di papavero (facoltativi).

Preriscaldare il forno a 180°, far fondere dolcemente il burro nel microonde, tritare i pistacchi insieme al cucchiaio di zucchero (più o meno finemente a seconda che si desideri che i pezzetti si sentano oppure no).
Con una frusta sbattere insieme uova, zucchero e yogurt. aggiungere l'acqua di fiori d'arancio, e a seguire la farina setacciata col lievito. In ultimo unire il burro fuso, ed i pistacchi tritati.
Mescolare bene, e versare l'impasto in uno stampo da cake imburrato e foderato di semi di papavero. Cottura in circa 45 minuti, gli ultimi dieci coprendo con della carta da forno per non rischiare che la superficie si colorisca troppo. Aspettare 10 minuti prima di togliere dallo stampo, e poi lasciare raffreddare su una gratella. Spolverare di zucchero a velo come tocco finale.

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domenica 26 settembre 2010

Fusion-Muffins ai Pomodori Secchi & Wasabi


Avete presente quando si mette in forno qualcosa che potrebbe essere delizioso come orribile ?
E' quello che mi e' successo stamattina.
L'idea era di fare un classico muffin salato per l'aperitivo, con feta e pomodorini, niente di particolarmente impegnativo.
Solo che il mio sous-chef Nico era particolarmente invadente, cosi' ho sbucciato un paio di carote, che lui adora neanche fossero caramelle, ed ho tirato fuori la mia mandolina giapponese Benriner appena comprata su eBay (un consiglio di Clotilde), con l'intenzione di fare dei bastoncini da sgranocchiare pure per me. La vista delle carote perfettamente affettate, e l'aver intravisto nel frigo un panetto di tofu dalla scadenza imminente, mentre prendevo fuori le carote, mi ha spinto ad una serie di associazioni che ha portato a questo :

Per 12 Muffins
2 uova - 150 gr di farina autolievitante - 120 ml di latte di cocco (grazie Liliana !) - 5/6 cucchiai d'olio di oliva - una carota media tagliata a dadini - 100 gr di tofu a dadini - 1/2 cc di coriandolo in polvere - 1/2 cc di cumino macinato - una punta di cc di wasabi - una ventina di pomodorini secchi sottolio, scolati - sale q.b.

Preriscaldare il forno a 180°, e mescolare le uova con la farina, incorporando l'olio a poco a poco.
Aggiungere il latte di cocco scaldato 1 min. al microonde, e mescolare bene amalgamando gli ingredienti con una frusta. Aggiungere le spezie, salare (tre grossi pizzichi).
Unire carote e tofu a dadini, e pomodorini secchi sottolio.
Distribuire nei pirottini riempiendo solo a meta' (devono essere stuzzichini ...), e cuocere per circa 20 minuti. Lasciare raffreddare prima di servire.
Li rifaro' sicuramente, variante della prossima volta : saltare il tofu con le spezie ed una cipollina prima di unirlo all'impasto, aumentare la dose di wasabi (spice up your life, happiness is a duty !).

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mercoledì 15 settembre 2010

Tarte aux Prunes

Le Stanley color inchiostro dell'albero del mio giardino, e le rosse varieta' Fortuna, sono le mie prugne preferite. Oramai l'albero del giardino ha dato i suoi frutti, molti dei quali rubacchiati dai merli e dalle ghiandaie che sbecchettano e poi, sdegnose, abbandonano il frutto caduto anche se praticamente perfetto, per la gioia di Nico che non si formalizza, e banchetta allegramente.

Su Elle à Table della rentrée ci sono diverse ricette con la prugne come ingrediente principale, questa e' una classica Tarte, facilissima e sempre riuscita, e le prugne rosse che si trovano ora al supermercato ci stanno benissimo.

Base:
250 gr farina - 40 gr zucchero - 125 gr burro appena ammorbidito - i semi di una bacca di vaniglia - 1 uovo - 2 c. di latte
Crema:
40 gr farina di mandorle (o nocciole) - 40 gr. burro (o crème fraiche) - 20 gr zucchero - 1 uovo
Copertura:
500 gr c.ca di prugne - 10 foglie di menta - 1 c. zucchero - 1/2 cc. cannella

Setacciare la farina, e mescolarla a zucchero e vaniglia. Aggiungere progressivamente il burro e 'sabler' il tutto (perfetta una macchina impastatrice). Unire poi l'uovo ed il latte, formare una palla impastando ancora un po' a mano, appiattirla, avvolgera nella pellicola per alimenti e lasciarla in frigo una mezz'oretta.
Preparare la crema frullando le mandorle con lo zucchero per ridurle in polvere, ed aggiungendo il burro fuso e l'uovo.
Lavare le prugne, snocciolarle e tagliarle in quattro.
Preriscaldare il forno a 180°, riprendere la pasta e stenderla. Foderare uno stampo imburrato (coi ritagli si fanno ottimi biscotti, a meta' cottura spennellati di miele e spolverati appena di zucchero di canna), bucherellare con una forchetta, e distribuire la crema sull'impasto.

Disporre poi le prugne sulla torta, ed aggiungere qua e la qualche fogliolina di menta.
Terminare con una spoleverata di zucchero mescolato alla cannella.
La ricetta parlava di 40 minuti di cottura, io ho sfornato la tarte dopo 30 min.

PS : Nico e Paco se portent bien, per i loro numerosi fan ecco due ritratti aggiornati.





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lunedì 13 settembre 2010

Flan di Zucca e Mela, e il Rientro


Rieccomi qui, dopo un'estate salutista, i cui benefici effetti sono evaporati in una settimana, non appena rientrata al lavoro. Ogni anno provo a ridurre questo trauma seguendo i consigli di cui sono piene le varie riviste che mi capitano sotto tiro : mantenere 6-8 ore di sano riposo notturno (insonnia e sonno frammentato), riprendere un'attivita' fisica regolare (Daniela, l'anno prossimo non far terminare le tue vacanze solo il 6 di settembre !), meditare quotidianamente in un piccolo, costante spazio per se' (il tutto si e' ridotto alla sola parola-mantra 'RESPIRA', a cui mi attacco come una naufraga).
Cosi', quest'anno ho provato ad intervenire anche sul fronte alimentazione, integrandola con gli elementi consigliati come antistress- antifatica, e cioe' cereali integrali (Weetabix, di ritorno nella mia colazione), lievito alimentare in scaglie (la rivista francese garantisce che e' ricco di vitamina B9, che boosta le cellule come razzi, inducendole a produrre un'energia tale che potrei alimentare un quartiere sovrapopolato), e poi la vitamina C dei kiwi, l'effetto antisettico del timo (spolverato anch'esso sulle insalate con il lievito in scaglie) e del miele (sul Weetabix la mattina). Ho abbracciato il criceto che e' in me, distribuendo semi tostati misti su tutto cio' che porto in tavola (omega 3 e 6, benefici cardiocircolatori ... mi sono fatta una cultura qui) bref, sono stata la capricorna ligia che posso essere, ed il risultato e' stato sia quello descritto all'inizio di questo post sia, dulcis in fundo, avere intercettato un virus settembrino latore di mal di gola e tosse.
RESPIRA ... cough cough cough (propoli, antisettico). Persevero, SO di essere sulla buona strada, il problema non e' l'alimentazione, e' il lavoro, e tutti noi sappiamo che meta' del problema e' superato una volta che se ne e' individuata la causa.

La Bocca dell'Inferno, che i fedelissimi sanno essere il nomignolo del mio forno, lavora di nuovo a pieno regime, ed ha sfornato gia' diverse cosette, tra cui i Petits Beurres autocelebrativi realizzati con la ricetta di Clotilde, la cui foto avete visto nel post precedente.
Oggi, si produce flan, dolce con una di quelle consistenze geniali francesi che sta a meta' tra il budino e la torta, un budino affettabile, ecco. Flan di zucca, Autunnale Arancione Amatissima.
Elle à Table ha pubblicato un articolo molto efficace, che condivide diverse idee su come si possano rendere verdure e frutta piacevoli anche per i bimbi e gli adulti piu' restii, cammuffandoli da dolci o da preparazioni golose, ma sempre sane. Questa e' una delle ricette proposte, con qualche mia variante, ed ha pochissimi zucchero e farina, ed e' addirittura priva di grassi :

Circa 450 gr di polpa di zucca cotta al vapore - 100 gr farina - 1 bustina di lievito - un pizzico di sale - uno di cannella - i semi di una bacca di vaniglia - 70+20 gr di zucchero - 3 uova - 150 ml latte - 1 mela Golden

Pulire e tagliare a dadini una zucca da circa un chilo, e cuocerla al vapore per 20 minuti. Scolarla, pressandola se necessario dell'eventuale liquido in eccesso, e frullarla.
Preriscaldare il forno a 150°.
Con la frusta mescolare insieme farina, lievito, 70 gr di zucchero, vaniglia, e pizzichi di sale e di cannella. Aggiungere le uova ed il latte, sempre sbattendo/mescolando con la frusta.
Incorporare bene la polpa di zucca frullata, e versare in uno stampo. Sbucciare la mela e tagliarla a fettine (io ho fatto cosi') oppure a dadini, a seconda delle preferenza o meno verso i pezzetti che rimangono percepibili. Io ho fatto anche uno strato di mela intermedio, dopo aver versato solo meta' dell'impasto, ma la ricetta prevede che le mele vengano aggiunte solo in superficie.
Spolverare con lo zucchero rimasto, ed infornare per 35/40 minuti, anche in funzione del tipo di stampo usato (col mio stampo da cake 22 cm, sono stati necessari 45 minuti).
Lasciare raffreddare, spolverare di zucchero a velo, divorare (zuccofili, so che mi sentite). (Manuela, ce la puoi fare tranquillamente, FALLO).




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sabato 11 settembre 2010

Back Soon

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venerdì 23 luglio 2010

Gelato al Latte di Mandorle & Marzapane

Da quando ho letto questa ricetta sul blog francese Alter Gusto, continuano a frullarmi per la testa pericolose varianti dell'uso del marzapane grattugiato.
Mia sorella e la sua passione per i viaggi in Sicilia hanno fatto il resto, ed ho pensato di combinare in un gelato ispirato a lei due delle cose che preferisce, il latte e la pasta di mandorle. Potete vederlo qui sopra, dietro un'evocativo effetto acqua ...
E' davvero una ricetta per pigri, la parte piu' difficile sta nell'aprire i diversi contenitori di ingredienti.
Ho mescolato con la frusta elettrica 4 cucchiaini di crema di mandorle biologica con 200 ml di panna fredda. Ho aggiunto 4 cucchiai di zucchero muscovado, un cucchiaio di sciroppo di glucosio, per impedire successivamente la cristallizzazione del ghiaccio, ed ho frullato fino a montare leggermente. Poi ho aggiunto a filo 300 ml di latte di mandorle (io ho usato quello bio naturale, non dolcificato), continuando a frullare a velocita' ridotta. Infine ho tolto dal frigo un panetto di marzapane pronto, e ne ho grattuggiato nel composto circa 50 grammi. Poi l'ho riposto nel freezer in attesa del gran finale. Ho messo la crema in gelatiera, ed ho lasciato mantecare per circa 25 minuti. Ho fermato la gelatiera lasciandola sul freddo-standby, ed ho tolto coperchio e pale (un po' laborioso, ho dovuto trasferire nel contenitore freddo preparato in precedenza buona parte del gelato). Ho grattugiato altri 100 grammi circa di marzapane, mescolato con la spatola, e rimesso a mantecare altri 10 minuti scarsi.
Poi ho spento tutto, spatolato il gelato in un contenitore precedentemente refrigerato, e lasciato nel freezer un'oretta prima di servire.
Sono abbastanza soddisfatta, ma posso perfezionare l'esperimento. La mia mente e' gia' persa nel seguire il miraggio di una decina di Calissons d'Aix sbriciolati nel gelato, invece del marzapane ... e da qui cambio di scena sul film Il Favoloso Mondo di Amélie, dove Audrey Tautou guida il mendicante cieco in un tour multi-sensoriale attraverso Montmartre, indicando allegramente en passant ''... Ah ! Chez Marion ils font de la glace aux calissons ...". E' una scena che mi commuove sempre, lacrime agli occhi e pelle d'oca, perche' combina la Parigi dei cliché (beh, che c'e', amo i cliché su Parigi !) con la forza che ha un gesto gentile verso un estraneo, qualche parola che dipinge a colori una sequenza di minuti, e li fa appartenere all'improvviso ad una giornata da ricordare. Adoro quella scena.

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