mercoledì 30 dicembre 2009

Un 2010 di Lucciole. In Network.


Un nuovo anno arriva, portandosi dietro la solita quindicina di giorni di applicazione di buoni propositi. Con essi le speranze, le piccole ambizioni.
Sono sempre stata animata, nella scrittura e nella comunicazione in genere, da un'istintiva ricerca della sintesi, quindi parlando di social network ho da un po' abbandonato il modello di esibizionismo prolisso e adolescenziale di Facebook, e mi sono spostata su Twitter.
Qual e' il legame tra la speranza, la sintesi e i social network ?
La speranza per me e' legata alla comunicazione, semplicemente. Al contatto. Diononvoglia al calore, al sorriso. La loro rarefazione nel quotidiano reale, per noi che camminiamo soli tra le innumerevoli difficolta' che fanno assomigliare la vita alla versione noiosa di un tremila-siepi, e' un tarlo costante.
Perche' ora anche nel quotidiano virtuale e' diventato cosi' difficile scrivere e commentare con sincerita' e freschezza, e col sorriso, scambiando quelle briciole che sono come lucciole che illuminano il percorso, oltre a segnarlo, cambiando a volte con la loro forza inaspettata il colore di un giorno ?
E' possibile che nel nuovo anno scriva meno ricette, e piu' post telegrafici e non di varia natura, perche' vorrei recuperare l'idea iniziale di questo blog, che era "Giorni e Nuvole", e che vuole mantenere la sua integrita' ridicola e démodée, rimanendo al di fuori dalle pubblicita' di stampi in silicone e sottilette, e dai diecimila aggregatori tristi, dall'omologazione e dal numero di fans e di followers ... per mantenersi in contatto con chi cerca il contatto su tutto cio' che ci succede, non solo in cucina. Un angolo invenduto visitato da alcuni fedelissimi, e da diversi viaggiatori occasionali che leggono i post piu' inaspettati (quanti fan di Bruno Catalano ci sono nel mondo, e a quanti interessa per esempio l'argomento della manipolazione emotiva ! Quanti si interessano al tofu e al biologico chilometro zero !), e che ogni tanto lasciano commenti affettuosi, o secchi, ma mai volgari. Lucciole.
Buon 2010 alle lucciole, e ai cercatori di lucciole.

Ho trovato l'immagine inserita nel post qui.

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domenica 13 dicembre 2009

Moelleux di Patate Dolci

Questo moelleux e' il risultato di un incrocio tra ricette di torte alle patate dolci antillesi e cubane, e le proporzioni degli ingredienti di questo esperimento subiranno di certo varianti in futuro (cominciando con un uovo in piu' e un po' di latte di cocco in meno).
Tuttavia come primo tentativo non e' male, ed ho pensato di pubblicarlo nell'ambito del mio trip da Grinch della patata dolce, che rifugge il ricettario classico di Natale, spaventando mamme e bambini.

Proporzioni per uno stampo da cake da 30 cm :
250 gr patate dolci lessate e sbucciate - 100 gr burro - 200 gr latte di cocco - 100 gr zucchero di canna - 2 tuorli + 2 albumi - 100 gr farina 00 - una bacca di vaniglia - 30 gr uvetta sultanina - rum, acqua, pizzico di sale.

Preriscaldare il forno a 180°. Ammollare le uvette in 3 cucchiai di rum ed uno di acqua.
Frullare le patate dolci lessate insieme al burro ammorbidito e al latte di cocco. Sempre nel mixer, aggiungere lo zucchero, i tuorli, e la farina setacciata. Frullare finche' l'impasto risultera' liscio e setoso. A parte montare a neve i due albumi, insieme ad un pizzico di sale.
Unire all'impasto i semi grattati dalla bacca di vaniglia, e le uvette insieme a circa la meta' del rum+acqua in cui erano immerse.
Con una spatola incorporare un buon terzo degli albumi montati, mescolando con fermezza dal basso verso l'alto. Unire il resto degli albumi, sempre incorporando aria con lo stesso movimento della spatola (il moelleux non ha lievito, ma non per questo vogliamo che sia un mattone, vero ?).
Imburrare ed infarinare uno stampo da cake, e riempirlo con l'impasto.
Cottura in circa un'ora, calando eventualmente a 150° nell'ultimo quarto d'ora.
Lasciare raffreddare pazientemente, il moelleux e' troppo cremoso da caldo, deve lentamente acquisire la sua consistenza definitiva. Servire spolverato di zucchero a velo.

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sabato 12 dicembre 2009

Il Circo Stanco

Le ombre della sera calano verso le cinque del pomeriggio, qui in Romagna, ed il freddo, l'autentico freddo "di una volta", comincia a farsi sentire, dandomi a tratti quell'energia capricorniana che emerge in questa stagione, ma solo a certe temperature oramai rare.
Io e Nico passeggiamo a zero gradi nella tarda serata (io imbacuccata in un doppio giro di sciarpa, con cappello da gang e stivali da guerriglia urbana, Nico con pelliccia invernale e passo svelto).
Torniamo ansimanti, accolti dal caldo all'arancia-cannella del mio soggiorno, e dall'occhio semichiuso di Paco, che sonnecchia nella cesta davanti al termosifone. Sono tornata ad ascoltare musica, che per tanto tempo mi era stata rubata, e a ricostruire la mia libreria di iTunes, mentre al momento YouTube riproduce in looping Paolo Nutini e JP Nataf.
Gli elementi per la serenita' sembrano esserci tutti, ma questa manca, assente fissa, rimpiazzata da una continua sensazione di galleggiamento in assenza di gravita', di apesanteur (mi manchi, Bashung, l'orchestrazione e la voce in Madame Reve, ecco, senza parole, "... on est loin..."), dispersa nel buio dell'universo, mentre l'astronave e' lontana. Can you hear me Major Tom ?
Il circo di Natale e' sottotono, gli assistenti di Babbo Natale sono stanchi.





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domenica 6 dicembre 2009

Sformati di Patate Dolci & Pancetta


La patata dolce mi ricorda mia nonna Angelina, che cucinava un ragu' favoloso, e che quando in questa stagione usciva in bicicletta per andare allo "spaccio", portava a casa sacchetti di lupini, e deliziose patate americane gia' pronte cotte al forno, vendute insieme alla zucca.
Le ricette con le patate dolci sono diffusissime sui blog francesi, forse anche causa delle contaminazioni della cucina della Réunion, e ho trovato diverse fonti di ispirazione, tra cui questa, che ho poi riadattato realizzando questi sformati.

Per 6 sformatini:
270 gr di patate dolci lessate (3 di media grandezza) - 220 ml latte di cocco (fatto in casa, quindi molto liquido) - 1 uovo - 60 gr ricotta - 1/2 cc paprika affumicata - 1 vaschetta di pancetta a dadini - sale&pepe

Non trovando il latte di cocco, ho lasciato c.ca 50 gr di cocco essiccato grattugiato a mollo in c.ca 400 ml di latte di soja, per tutta la notte. La mattina ho filtrato strizzando con un telo, ed ottenuto c.ca 300 ml di "latte di cocco", profumato ma totalmente liquido. E' possibile quindi che se voi troverete il latte di cocco in lattina il quantitativo necessario sia inferiore, ed il composto vada un poco diluito col latte.
Pulire e lessare le patate dolci per 30 minuti, e sbucciarle e frullarle con la meta' del latte di cocco, piuttosto a lungo, in modo da ottenere una crema liscia.
In una padella antiaderente far saltare la pancetta fino a renderla croccante, e scolarla su della carta da cucina.
Si puo' gia' preriscaldare il forno a 180°, e mettere a bollire dell'acqua per il bagnomaria.
A parte sbattere l'uovo con la paprika affumicata, la ricotta, il resto del latte di cocco, due bei pizzichi di sale e un paio di macinate di pepe. Unire i due composti mescolando bene, incorporare i 2/3 della pancetta, e aggiustare di sale solo se necessario.
Spennellare di olio di oliva una teglia preformata in silicone, distribuire sul fondo di ogni formina qualche pezzetto di pancetta, e versare il composto fino a riempire.
Cuocere a bagnomaria per c.ca 30 minuti, controllando che non coloriscano troppo.

Ho servito con una insalata vagamente Henriette-inspired di carote, sedano rapa, scagliette di mandorle tostate ed uvetta rinvenuta nel karkadé (grazie Piergiorgio Parini). Il tutto ha preso forma grazie ad un coppapasta, ed ha acquisito aroma supplementare con una emulsione montata col minipimer, fatta di latte di cocco, olio evo, poco sale ed un pizzico di "4 épices" (pepe, cannella chiodi di garofano e noce moscata).

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domenica 29 novembre 2009

Best-Cookie-Ever


Raramente le proporzioni di una ricetta fornita da Cavoletto possono tradire, e questa e' una delle ragioni per le quali il suo blog resta imprescindibile, nel panorama infinito dei foodblog italiani.
Dal mio folgoramento culinario di un paio di anni fa, ho preparato diverse cose proposte da Sigrid, alcune piu' volte, altre mai piu', quasi sempre incuriosita.
In onore della imminente presentazione del suo libro a Bologna, libro che gia' da un po' staziona sul tavolo del mio soggiorno (accanto a Martha Stewart, attualmente :P), ecco i biscotti all'arancia e olio di oliva che Sigrid pubblico' nell'aprile del 2007, qui con qualche variante che incontra maggiormente il gusto di fedeccino, risultato raggiunto dopo varie prove. Perche' alla fine il senso e' questo, passarsi spunti a vicenda, una specie di food-brainstorming virtuale, idee tecniche suggerimenti, che girano, e cambiano di mano, e di cucina. Cucina nell'era di internet, semplicemente, sempre con quella naïveté di cui parla cosi' bene Marie Claire del blog Du miel et du Sel.
Ed ecco the Best-Cookie-Ever.

2 arance bio - 80 gr olio di oliva - zucchero a velo in proporzione al succo delle due arance - 400 gr c.ca di farina 00 - 3 cc cremor tartaro - 3 tuorli - 1 albume - zucchero semolato per spolverare, q.b.

Gratuggiare le scorze delle arance, e spremerle. Pesare il succo (le mie ne hanno dato per 110 gr), e preparare la stessa quantita' di zucchero a velo. Unire olio di oliva, succo e scorza delle arance, zucchero a velo, tuorli, lievito e poca farina setacciati, e cominciare a mescolare. Aggiungere progressivamente il resto della farina, ed impastare fino ad ottenere una consistenza simile alla frolla. Avvolgere nella pellicola e riservare in frigo per una mezz'oretta.
Preriscaldare poi il forno a 180°, e stendere la pasta (io ho diviso il panetto in due parti, e l'ho stesa in due volte). Ritagliare i biscotti nella forma voluta.
In un piatto fondo versare dello zucchero semolato. Con un pennello passare l'albume su un lato dei biscotti, passare la parte spennellata nello zucchero, ricoprire leggermente di albume anche l'altra parte del biscotto, e rivoltarlo ancora nello zucchero in modo da ricoprirlo del tutto.
Porre su una teglia ricoperta di cartaforno, e cuocere per c.ca 6-8 minuti.
Risulteranno chiari, friabili e croccanti come zuccherini, con un delizioso aroma di arancia, e con qualcosa di quei biscottoni sardi buonissimi... insomma, fossi in voi proverei la mia variante :D.
Alla salute di Sigrid :)

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sabato 14 novembre 2009

Piccolo Crumble Banana & Toffee


Ho preparato queste tartellette riadattando la ricetta di un crumble visto durante lo show Sweet Baby James, nel quale lo chef inglese James Martin cucina dolci talmente ricchi che, anche a luci spente, illuminerebbero la casa di chiunque, anche quella di Nigella.
L'insieme di ingredienti coinvolto mi e' parso raggiungere vette di golosita' cosi' irresistibili da farmi chiudere un occhio sull'apporto calorico, e poi volete mettere il trucco del latte condensato trasformato in toffee con il minimo sforzo ?
Ecco cosa occorre per confezionare otto Crumble-Tortini.

Per il 'toffee' :
La sera prima, mettere sul fuoco una pentola con una lattina di latte condensato da 397 gr. (chiusa !), ricoprirla d'acqua e lasciarla sobbollire dolcemente per un paio d'ore. Lasciare raffreddare, e poi mettere in frigo fino all'indomani.

Preparare l'impasto per una frolla di base, tenendo da parte circa un terzo di pasta, che va lavorata a crumble pizzicandola con l'aggiunta di un altro po' di farina.
Per la frolla :
100 gr zucchero - 2 tuorli - 125 gr burro - 1 cc concentrato di vaniglia - pizzico di sale - 250gr farina 00 (piu' due o tre grossi pizzichi in aggiunta per il crumble) - puntina di cucchiaino di cremor tartaro .

Procurarsi quindi una banana, ed una teglia da muffins.
Preriscaldare il forno a 180°, e stendere la frolla piuttosto sottile, ma pur sempre consistente. Ricavare con un taglia biscotti dei dischi di diametro superiore a quello di ogni singolo stampo della teglia - stampi che andranno precedentemente spennellati di burro - e adattare i dischi all'interno, premendo per eliminare le pieghe, e aggiungendo piccole briciole di pasta per pareggiare eventuali buchetti che dovessero formarsi.
Mescolare energicamente il latte-toffee dentro la lattina, in modo da renderlo un po' piu' fluido, e resistere alla tentazione di tuffarcisi dentro. Prelevare due o tre cucchiaini di toffee e riempire ogni stampino circa a 3/4. Tagliare a fettine la banana, e spingerne dolcemente giu' nel toffee una fettina per ogni porzione. Ricoprire infine di crumble fino a pareggiare il livello dei tortini.
In 20 minuti i miei erano pronti.
Mi fate sapere se ci provate ? :)

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domenica 8 novembre 2009

Flan di Zuppa ('Flanez' vos Soupes !)

Quando cucino una zuppa, ne faccio sempre di piu' per poi congelarla, e trovarla pronta solo da riscaldare, in quelle serate in cui non si ha l'energia per fare nient'altro che infilare un piatto nel microonde.

La sfida dietetica e' di solito evitare le patate, e ancor piu' la panna in stile vellutata, giocando sulla quantita' di brodo vegetale da aggiungere per avere comunque la giusta cremosita'.
Le verdure di stagione, nella tabella delle disponibilita' della Radisa, sono quanto di piu' adatto si possa trovare per mettere insieme un piatto confortante, e allo stesso tempo originale.
La zuppa preparata ieri sera ha una base di porro e carota, appassiti qualche minuto a fuoco basso in poco olio e burro. Ho aggiunto in seguito mezza rapa bianca, di quelle allungate, e mezzo cavolo rapa, mondati e tagliati a tocchetti. Ho coperto di brodo di verdure e funghi secchi bollente, ed ho coperchiato lasciando sobbollire per una mezz'ora. In seguito ho frullato col minipimer, ed aggiunto poco sale, una spolverata di pepe nero, poca salsa di soia Shoyu, ed ho rimesso sul fuoco per altri 15 minuti.
Ecco, questa era la mia base, ma ho scoperto che qualsiasi zuppa si puo' trasformare in un delizioso piccolo flan. Ecco cosa occorre.

Per 5 piccoli flan :
450 gr zuppa di media densita', raffreddata - 2 uova - 90 gr ricotta - 60 gr Parmigiano - 2 c. colmi di maizena - 1 cc di curcuma - poco latte di soja - sale&pepe, pellicola per alimenti.

Preriscladare il forno a 180°, mettendovi gia' una teglia da lasagne con due dita di acqua bollente.
Nel mixer frullare le uova con la ricotta, il parmigiano, 2 cucchiai colmi di maizena, ed un cucchiaino di curcuma sciolta in poco latte di soja (la mia zuppa di base non aveva un colore affascinante, cosi' ho pensato di spingerla verso una sfumatura oro proprio con l'aiuto di un po' di curcuma). Aggiungere poco sale ed una spolverata di pepe.
Mescolare bene questo composto con la zuppa, e distribuirlo negli stampini - o cocottes - foderati di pellicola per alimenti. Ho ripiegato l'eccesso di pellicola sulla superficie di ogni stampino, ed infornato a bagno maria per circa 35 minuti.
Ho servito con un coulis di zucca con timo e rosmarino (realizzato frullando della polpa di zucca cotta al vapore - grazie Liliana ! - con un trito di rosmarino e timo, poco olio evo e poco brodo vegetale), cospargendo con qualche petalo di Salade de Fleurs.
Ricordate, tutto fa flan : nobilitare sotto questa forma ogni avanzo di zuppa che si abbia a disposizione, mescolandola con la preparazione che ho sperimentato, e' d'ora in avanti assolutamente possibile :)

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domenica 25 ottobre 2009

Tortine di Barbabietola & Mandorle


E' triste non poter postare piu' spesso, visto che il mio notebook - vittima di un incomprensibile blackout (e' svenuto dopo un episodio di House) - continua ad essere dal dottore. Questo malore potrebbe essere l'occasione per liberarsi di Vista, peraltro (dita incrociate).
Sul vecchio pc di casa, detto "il muletto", ad ogni sferragliante avvio la ventola fa un tale frastuono da coprire persino il rumorosissimo passaggio dell'ultimo camion della spazzatura della sera (qui passano, e prelevano, e li paghiamo cari, anche con IVA indebita, pare), e ad ogni elaborazione di immagini sono mio malgrado dolorosamente partecipe degli arrancamenti del microprocessore. Il piacere di postare viene meno, in mezzo a tanta sofferenza, e cosi' nel calduccio di casa, mentre fuori la saccatura fredda di provenienza orientale ci congela il basilico rimasto ed il naso, cucino cucino cucino, leggo libri di cucina, guardo cucinare, ma non scrivo piu' nulla di cucina. Almeno queste tortine, pero', vanno onorate.

Jamie Oliver sostiene che la barbabietola puo' essere trattata come la zucca, o la carota, per cucinare dolci. I Muffin alla Zucca di Jamie continuano ad essere una delle ricette piu' gettonate del mio blog, ed in questo caso si tratta solo di fare qualche aggiustamento, scoprendo nel contempo che le mandorle e la barbabietola si amano molto, e meraviglia delle meraviglie producono queste tortine buonissime, che pero', con mio grande sconforto, perdono in cottura il magnifico colore purpureo, che le avrebbe rese delle perfette bloody-tortine di Halloween.

Per 12 tortine :

2 uova - 120 gr zucchero (di cui c.ca 20 da usare per tritare le mandorle) - pizzico di sale - 200 gr polpa di barbabietola cruda frullata - succo di 1/2 limone - 1 cucchiaio di sciroppo Fabbri al latte di mandorle - 100 gr mandorle spellate macinate - 150 gr farina 00 - 1 cc cremor tartaro + 1/2 cc bicarbonato - 60 gr olio di semi. (Per la glassa zucchero a velo, poco succo di limone, ed il succo di 1/2 melagrana; per il topping in stile cupcake formaggio light tipo philadelphia, zucchero a velo e succo di melagrana e/o sciroppo di granatina)

Preriscaldare il forno a 180°. Tritare grossolanamente le mandorle nel frullatore insieme ad un po' di zucchero; non devono essere ridotte in polvere, ci sta bene qualche pezzettino. Mettere da parte.
Frullare nel frullatore la barbabietola cruda sbucciata, tagliata a tocchetti . Mettere da parte.
Sbattere uova e zucchero, ed aggiungere progressivamente tutti gli ingredienti cosi' come li ho elencati in sequenza sopra, con la farina setacciata insieme al lievito+bicarbonato.
L'impasto e' molto liquido, ed e' cosi' che deve essere. Distribuirne nei pirottini di carta una sola dose (io uso il porzionatore da gelato che fa le palline, Nigella style).
Infornare per c.ca 20 minuti. Una volta raffreddati su una gratella, si puo' spolverarli con lo zucchero a velo, oppure fare una glassa con zucchero a velo, poco succo di limone e del succo di melagrana (basta strizzare uno spicchio trattenendo i semini in un colino a maglia stretta), e quando la glassa e' ancora fresca, colorare con qualche granellino di zucchero colorato. Ancora, si puo' fare un topping montando del formaggio tipo philadelphia con poco zucchero a velo, un po' di succo di melagrana o di sciroppo di granatina, e disporlo con un sac à poche sul tortino, decorandolo poi, come nella mia versione, di semi di melagrana.

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giovedì 8 ottobre 2009

ClesSilvio

Questa vignetta compariva sul Fatto Quotidiano di ieri, quando ancora la Consulta non aveva deliberato, ma chissa' perche' la trovo d'attualita'.

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martedì 22 settembre 2009

Mia Adorata, Ti Porto Fiori

Lagotto galante, coglie per me gli ultimi fiori della piombaggine.

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domenica 20 settembre 2009

Tarte Sablée alla Frutta, con Crema al Burro

Se si deve manipolare del burro, tanto vale non essere avari.
La sablée e' quella solita che mi riesce sempre bene (con l'Artisan ancora meglio), la crema al burro e' scippata alla Ravaioli, la frutta e' quella avanzata (da qui l'impossibilita' di usarne un solo tipo).

Proporzioni per due torte (una dose di pasta ed un vasetto di crema al burro si possono congelare per la prossima occasione ...) :

Sablée
125 gr burro a temperatura ambiente - 125 gr zucchero semolato - 1 pizzico di sale - 250 gr farina 00 - 1 uovo.

Crema al burro
100 gr farina di mandorle - 100 gr zucchero semolato - 100 gr burro - 1 uovo - 2 c. farina, 2 c. di Sherry.

Lavorare in punta di dita farina e burro, ed aggiungere progressivamente zucchero, pizzico di sale, e uovo. Impastare lo stretto necessario, formare un panetto, avvolgerlo nella pellicola e metterlo in frigo per un'oretta.
Nel frattempo preparare la crema lavorando il burro morbido con la farina di mandorle, lo zucchero, l'uovo, la farina e lo Sherry.

Preriscaldare il forno a 180°, stendere delicatamente la pasta (usando poca farina per quest'operazione), arrotolarla sul mattarello e dispiegarla poi sullo stampo, precedentemente imburrato e infarinato.

Bucherellare coi rebbi della forchetta, e poi spalmare un generoso strato di crema.
Disporre infine la frutta tagliata in modo decorativo, io ho usato uva, kiwi gold e prugne.
Si e' dorata in 16 minuti, e l'ho spolverata di zucchero a velo dopo averla fatta raffreddare su una gratella.

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venerdì 18 settembre 2009

Imperdibile : Generatore Automatico di Proclami di Berlusconi

Ogni refresh di questa pagina del blog Metilparaben mi provoca una risata, sono addicted, soprattutto dopo aver letto questa :
"SONO INCREDIBILMENTE IL PIU' GRANDE SBOLOGNATORE DI TACCHINI NANI CHE SI SIA MAI INCONTRATO NEL MEDITERRANEO OCCIDENTALE DALLA COSTRUZIONE DELLA PIRAMIDE DI CHEOPE. CHI LO NEGA E' UNO SCREANZATO SENZA RITEGNO AL SOLDO DEI TELETUBBIES."
Val bene una visita :)

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lunedì 14 settembre 2009

Abituarsi (mantra per l’assuefazione al galleggiamento nel guano)


E’ questione di abitudine. Ti abituerai. Sono abituata. E’ abituale. Ci si abitua a tutto.
Abituarsi; certo, acclimatarsi, impratichirsi, ma purtroppo soprattutto adeguarsi, assuefarsi, conformarsi, rassegnarsi. Abituarsi, rassegnarsi.
Rassegnarsi a vedersi somministrare dosi quotidiane di volgarita’, aggressivita’, ignoranza, bruttezza. Abituarsi a compiacersi della propria meschinita’.
Queste cose ci sono, e’ abituale che ci siano, quindi non dobbiamo piu’ combatterle, anzi, e’ proprio impensabile sprecare energie a combatterle, con tutte le cose che ci sono da fare ! Con il tempo contato ! La lobotomia da rimborsare a rate !
Si’, sarebbe una perdita di tempo, ci sono altre cose piu’ urgenti da fare, piu’ immediate, piu’ legate al quotidiano. Piu’ piccole. Piccoli obbiettivi raggiungibili.
Perche’ pensare in grande se posso raggiungere un piccolo obbiettivo ? Perche’ faticare ad elevarmi dal guano se e’ sufficiente imparare a galleggiarvi ?

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martedì 25 agosto 2009

Gelato di Marzapane alla Nettarina Bianca


Ancora gelato, le folgorazioni su possibili abbinamenti di aromi in questi giorni mi si presentano come miraggi. Questa ricetta e' del tutto simile nelle proporzioni a quella pubblicata qui da me alcuni giorni fa.
Se avete la fortuna di abitare in Sicilia, o di trovare fornitori locali meno tristi dei miei, naturalmente e' tassativo usare del vero latte di mandorle.
Nella calura agostana della provincia di Ravenna non sono riuscita a trovarlo, e ho dovuto ripiegare su di uno sciroppo Fabbri al latte di mandorle, diluito nel latte. Il risultato e' un sapore esattamente come lo immaginavo, una sorta di marzapane alla pesca, ma chissa' che delizia con l'originale !

Quindi :
320 gr netti di nettarine bianche - 110 gr zucchero semolato - 120 ml latte (io di soya) - 30 ml sciroppo di latte di mandorle - 1 c. latte condensato - il succo di un limone - scagliette di mandorla per decorare.

Sbucciare le nettarine, tagliarle a tocchetti, frullarle insieme al succo del limone. A parte mescolare il latte con lo sciroppo, lo zucchero ed il latte condensato. Unire il tutto mescolando bene. Versare nella gelatiera, gelato mantecato in 35 minuti.
Si puo' decorare con delle scagliette di mandorla leggermente tostate.

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domenica 23 agosto 2009

Crostata di Fichi Neri

I fichi neri sono meravigliosi, e questo e' il clou della loro stagione. In competizione coi merli, devo essere rapida ad appropriarmene, o tutto quello che mi restera' saranno mozziconi di fico sbecchettati qua e la', il suono di uno svolazzo frenetico, e l'eco di un richiamo simile ad una risata.

La bozza della ricetta che segue era su "D" di questa settimana, ma le proporzioni di farina indicate mi sembravano sbagliate, quindi correggendo ho finito per modificare diverse cose, come segue :

Per l'impasto destinato ad una tortiera del diametro di 22 cm :
360 gr farina 00 - 3 c zucchero a velo - 1 pizzico di sale - 100 gr burro freddo - 1 c olio di semi di girasole - 1 uovo + 1 tuorlo - 1 c limoncello - 1 c acqua fredda.

Setacciare insieme farina, zucchero a velo e sale, ed unire le scagliette di burro freddo, lavorando in punta di dita. A parte sbattere leggermente l'uovo ed il tuorlo con l'olio di girasaole, il limoncello e l'acqua. Lavorare fino ad assemblare un impasto omogeneo, avvolgere nella pellicola e lasciare riposare in frigo per una mezz'ora.
In seguito stendere cautamente l'impasto ( il mio ha fatto di tutto per separarsi e tornare a far parte del caos) e trasferirlo in una tortiera col fondo rimovibile. Punzecchiare il fondo con una forchetta, ricoprire di pellicola e lasciare in frigo una decina di minuti, il tempo di preriscaldare il forno a 200°. In seguito infornare per 10 minuti, e lasciare raffreddare.

Per il ripieno :
12 fichi - 2 tuorli - 125 ml di panna (io di soja) - 2 c miele - 1 c brandy - zucchero a velo.

Preriscaldare il forno a 180°. Sciogliere i due cucchiai di miele per 10 secondi al microonde, e lasciareli raffreddare. Sbattere i tuorli con la panna, ed unirli al brandy ed al miele.
Praticare un taglio a croce profondo sui fichi, disporli sulla torta, e cospargerli con la "crema".
Infornare per circa 15 minuti, poi estrarre giusto il tempo di cospargere la crostata di zucchero a velo, cuocere ancora per altri 8 minuti, ed infine sfornare e lasciare raffreddare su una gratella.

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mercoledì 19 agosto 2009

Gelato alle Pesche Bianche & Zenzero, con Biscottini all'Anice

Abbinamento profumato, delizioso e digestivo (altro che Grand Soleil ...).
Per il gelato ho elaborato un'idea di mia sorella, mentre i biscottini sono ispirati da Cléa, che a sua volta aveva trovato la ricetta sulla rivista di una catena di negozi bio francesi. Gelato davvero fresco, perfetto dopo una cena piccante, e biscottino sorprendente, senza grassi e con la consistenza un po' rustica della farina fioretto di mais, nobilitata pero' dall'aroma multisfaccettato dello zucchero muscovado.

Gelato alle pesche Bianche & Zenzero
280 gr netti di pesche bianche - 140 gr zucchero semolato - 150 ml latte (io di soya) - 1 c. latte condensato - c.ca 1 cm zenzero grattugiato - il succo di 1/2 limone.

Sbucciare le pesche e tagliarle a tocchetti. Frullarle insieme allo zenzero grattugiato ed al succo di limone. A parte mescolare il latte con lo zucchero ed il latte condensato. Unire i due composti mescolando bene. Versare nella gelatiera, con la mia questo gelato rosa tenue e' montato in 38 minuti. Si puo' decorare con qualche petalo di Salade de Fleurs (ancora grazie per la dritta di questo sito, Fabien).
Quello del latte condensato e' un trucco per mantenere il gelato cremoso anche dopo che ha soggiornato nel congelatore, e l'ho imparato in una delle puntate sui dolci di Maurizio Santin. Funziona, mannaggia.

Biscottini all'anice (dose per c.ca 25 pz)
2 uova - 80 gr zucchero muscovado - 100 gr farina fioretto di mais - 1 cc semi di anice verde.

Preriscaldare il forno a 160°. Nell'impastatrice, mescolare con la foglia le uova e lo zucchero, aggiungere progressivamente la farina, lavorando pochissimo. Infine, alla velocita' minima, spolverare il cc di semi di anice e spegnere non appena si e' bene amalgamato al composto.

Su una placca ricoperta di cartaforno disporre piccoli cucchiaini di impasto, aiutandosi col dito leggermente unto di olio per farli scendere prendendo una forma piu' o meno circolare (in cottura si appiattiranno, occorre distanziare bene tra di loro i biscottini).
Cuocere per c.ca 10 minuti, e lasciare raffreddare su una gratella. Spolverare di zucchero a velo prima di servire.

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venerdì 14 agosto 2009

Il Panino da Spiaggia, con Bicicletta


Come i piu' attenti hanno potuto leggere nei Tweets, "sono viva abbastanza".
Arrivata alle vacanze dal tardo pomeriggio del 31 luglio scorso, sono stata presa da una forma acuta di rigetto da computer, e catalizzata dal far niente e dalla spiaggia, nel tentativo di recuperare una parvenza di equilibrio. Il lavoro fa male.
Sono qui in provincia di Ravenna, in quest'estate senza viaggi, e la spiaggia scelta quest'anno e' quella di Porto Corsini, tra Marina Romea e l'estremita' del porto di Ravenna, a poco piu' di mezz'ora da casa.
Per arrivare si passa dietro la vecchia zona industriale di Ravenna, con tanto di colossi pieni di ciminiere tipo la Marcegaglia, e malgrado i fenicotteri appollaiati pigramente nelle acque salmastre, o i coraggiosi padelloni da pesca anch'essi situati sull'altro versante della strada rispetto a questa vista scoraggiante, non si penserebbe mai di arrivare in breve ad un posto tanto carino.
Meta di kite-surfers a causa delle continue correnti ed intrecci ventosi, questa spiaggia trovo abbia un nonsoche' di Costa Azzurra d'altri tempi, con il suo accesso tramite un vialetto sabbioso appena transitabile, dove lasciare la macchina all'ombra di uno dei tanti ulivi carichi di frutti, avamposti della spiaggia, pineta alle spalle.
Il personale del Bagno Tarifa e' sorridente, la fauna umana pare fuori dal becero e dalla fighettitudine, piacevolmente tranquilla.
Le dune e la macchia mediterranea accompagnano per un po' le ciabattine di gomma sulla passerella, fino ad un accesso al mare con pochi ombrelloni : la mia vacanza.
In spiaggia, a Ferragosto poi, serve IL panino perfetto. E' il periodo d'oro del mio giardino, che offre pomodori, fichi ed erbe aromatiche, quindi e' facile combinare qualcosa di fresco.

Mi era stato chiesto da Clamilla di partecipare ad una raccolta di ricette da ombrellone, mi scuso per non essere riuscita a spedire qualcosa in tempo, e provo a rimediare con questa Baguette alla Feta, Fichi & Salmone.

Per due persone :
1 baguette grande (o 2 piccole) - 100 gr feta - mezza scatoletta di filetto di salmone al limone - 8 fichi piccoli - 1 pomodoro cuore di bue - il succo di 1/2 limone - una manciatina di cipolla essiccata (Ikea Bottega Svedese) - timo limone - origano - sale di Cervia - olio evo - pepe

Privare la baguette delle estremita' arrotondate, tagliarla a meta' e svuotarla della mollica. Prendere la meta' piu' concava, dividerla in due, cospargerla di poca cipolla essiccata, mettere da parte. Tagliare i fichi a spicchietti, affettare piuttosto sottilmente il pomodoro e spolverarlo di sale grosso di Cervia.

In una ciotola, sbriciolare la feta ed il salmone, aggiungere i 3/4 dei fichi, il succo di limone, timo ed origano, poco olio. Amalgamare delicatamente, e distribuire il composto nella baguette, sopra le cipolle. Completare con le fette di pomodoro, e qualche altro spicchio di fico, disposto in modo che sporga dalle estremita' del panino.
Da accompagnare con la "Bicicletta", qui nella versione realizzata con birra Tennent's e gazzosa Lurisia.
Buon Ferragosto, io da buona misantropa in questa ricorrenza evito la spiaggia, che gusto ci sarebbe a passeggiare per sei km in ciabattine sulla passerella che dal porto si addentra verso il largo, guardando le navi come fa Susanna, con lo stesso stupore felliniano di coloro che guardavano passare il Rex, se si deve farsi largo a gomitate nella folla ?

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domenica 19 luglio 2009

Tarte alle Pesche & Prugne Ciliegia

La Tarte aux fruits francese, à l'ancienne, ha regole precise; la crosta dev'essere sottile ma non troppo, croccante al punto giusto, la frutta succosa e tenera senza pero' rischiare di squagliarsi.
C'e' un magnifico post su Du miel et du Sel, a questo proposito, una specie di vademecum della Tarte perfetta, le cui indicazioni ho seguito per questa versione con Prugne Ciliegia romagnole.
E poi del resto, "le seul dessert digne de terminer un repas est la tarte aux fruits", noblesse de campagne oblige ...

Ecco la ricetta, proporzioni per due torte (un panetto di pasta potra' essere congelato, pronto all'uso alla prima occasione) :

150 gr burro morbido - 100 gr zucchero a velo - 30 gr farina di mandorle, piu' altri 3 c. come base per la frutta - 1 uovo - un bel pizzico di sale - 250 gr farina 00 setacciata - 2/3 c. zucchero semolato.

Lavorare gli ingredienti nella sequenza indicata, poi formare due panetti ed avvolgerli nella pellicola per alimenti. Uno andra' messo in frigo per un paio d'ore, mentre l'altro potra' essere congelato.
Nel frattempo pulire e tagliare la frutta, e tenerla al fresco.
Trascorse le due ore, accendere il forno a 180°, e stendere la pasta sul tagliere infarinato.
Aiutandosi con il mattarello trasferire la pasta nello stampo, precedentemente imburrato ed infarinato. Niente paura se si rompe, la pasta e' lavorabile, con un po' di pazienza e' possibile saldare di nuovo i pezzi tra di loro.

Bucherellare con una forchetta, e cospargere di farina di mandorle.
Adagiare la frutta sulla pasta ottenendo il motivo che si preferisce, cospargere di un paio di cucchiai di zucchero semolato, ed infornare per c.ca 25 minuti.
Toglierla dallo stampo dopo c.ca un quarto d'ora, quando i bordi si saranno un po' ritirati.


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mercoledì 15 luglio 2009

Come affrontare un'estate a casa


Nico e Paco procedono, con stili diversi, verso una simbiotica associazione a delinquere, qui ingannevolmente innocui godendosi il fresco della sera davanti alla TV (infatti, dormono).
Paco, il gentleman, perde i freni inibitori rilassandosi sul mio letto, appoggiato al suo Gattush.
Ottimi esempi che dovranno ispirarmi nell'affrontare le prossime vacanze estive, che non prevedono viaggi.
Forse qualche breve gita, certamente mare qui nei lidi di Ravenna, ma nessuno agognato spaesamento in un paese raggiungibile con l'aereo (adoro l'aereo), dove si parli un idioma diverso, dove si respiri e si beva e si posi lo sgurado su altro da quello che e' qui.
Non so se sara' una vera vacanza, in questo modo.

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martedì 14 luglio 2009

SCIOPERO contro l'assurdo


Scrivere su questo piccolo blog mi responsabilizza - da giovedi' scorso - come se fossi il direttore di un quotidiano nazionale, obbligata a rettificare un post entro 48 ore dall'ingiunzione a farlo, dovessi scrivere qualcosa di fastidioso, che so, sbagliare la proporzione della farina per il dolce che papi vuole farsi fare da Noemi.
Sono sempre piu' un pesce fuor d'acqua in questo paese, che in maggioranza pare sostenere chi genera idee come questa. Su questo argomento scrive Punto Informatico, ed anche il blog di Google, ma sono certa che cercherete un attimo, e troverete piu' informazioni di me, direttore di giornale responsabile penalmente del suo blogghetto amatoriale, alzata da poco e sul punto di andare in ufficio, finche' ci sara' un ufficio dove andare. Ma del resto perche' dubitarne, non e' forse vero che in questo paese la crisi e' gia' finita ?
Anche oggi la giornata comincia con un grande BLEAH.

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lunedì 6 luglio 2009

Wimbledon e la Galletta Multitasking, con DisSimil-Guacamole & Gamberi Speziati


Roger Federer mi ha rovinato la domenica.
Il tennis mi riporta all'infanzia e all'adolescenza, alle maratone su terra rossa mai noiose, al silenzio concentrato scandito dai palleggi e dalle corse felpate e non dai gemiti, ai personaggi, i singoli, i soggetti, il doppio buffone Nastase-Ramirez, il braccio di Vilas, Borg che gioca cinque set e non suda, McEnroe "ARE YOU SERIOUS ?!", Becker a rete che si tuffa, Connors e la Evert, i capelli di zucchero filato della Duchessa di Kent, Noah à Roland, la Coppa Davis e Panatta.
Sto invecchiando ... ma del resto anche la Seles va per i quaranta, ed e' con lei che inizio' l'era del gemito, e in qualche modo un po' il declino di tutto. Con qualche eccezione.
Non sono una giocatrice, ma ho sempre amato e seguito il tennis, particolarmente quando e' commentato dalla versione italica di Statler & Waldorf dei Muppet's, e cioe' il duo Clerici - Tommasi, persino in versione ipertecnologica HD. Sono perfetti nel rendere l'atmosfera di uno sport e di un evento che parlano di storia, di stile, di tecnica, qualche volta di intelligenza, ma anche di birichinaggine e di gossip. La volgarita' e' bandita (per quanto sia possibile di questi tempi, papi). Sono decisamente sul pezzo mille volte piu' di tanti "gggiovani", e domenica scorsa condividevano con me la frustrazione e lo stupore di vedere Roger Federer portare la sua "manina benedetta" fino al quinto set, pur senza veramente essere li'. Diavolo di un Roddick, incredibilmente progredito, tignosissimo avversario dal serivizio odiosamente efficace, e mannaggia Federer, tutto un pomeriggio di sole mi hai costretto in casa, e quando finalmente e' finita naturalmente il tempo e' cambiato.
Durante la frustrazione massima tra il quarto ed il quinto set, la mia mente turbata ha assemblato vari spunti, e prodotto quanto segue.

Questa Galletta compariva, un po' defilata, nella Cucina Italiana dello scorso maggio, presentata diversamente. Mi e' subito piaciuta, ci ho intravisto un potenziale come base di diverse creazioni - da cui il "Multitasking" - fuoriuscite in strati colorati dal coppapasta, sempre molto attivo in estate.
Quindi eccola qua nella sua versione base, migliorabile per esempio con la semplice aggiunta di erbette profumate, a fare da fondamenta ad una piccola costruzione di DisSimil-Guacamole e di gamberoni speziati.

Per la Galletta:
120 gr parmigiano grattugiato - 120 gr patate grattugiate - 80 gr pastina tipo "risone"

Per il DisSimil-Guacamole:
1 avocado maturo - 1 cipolla Tropea di taglia media - 1/2 peperoncino privato dei semi - il succo di un lime - sale - olio evo

Per i Gamberi:
1 confezione di Gamberi pronti (ebbene si', si trovano per esempio alla pescheria dell'IperCoop, comodissimi, gia puliti, in vaschetta sigillata) - 1/2 cipolla Tropea - 1 cc pasta di curry piccante - 1 cc curcuma - 1/2 cc di zenzero fresco - 1/2 bicchiere di aceto di vino bianco - sale

Cuocere al dente per 5 minuti la pastina tipo "risone", scolarla e mescolarla alle patate crude grattugiate ed al parmigiano. Velare, con l'aiuto di un foglio di carta da cucina intriso di olio evo, una padella antiaderente, versarvi il composto e pressarlo con delicatezza (ho usato un batticarne), in modo da compattare il tutto dando forma ad una galletta spessa circa 1 cm.
Lasciar cuocere alcuni minuti finche' il parmigiano inizia a sciogliersi amalgamando l'insieme, e poi girare con l'aiuto di un coperchio. Terminare la cottura fino a doratura, e mettere da parte a raffreddare su carta da cucina.

Tagliare a meta' l'avocado, denocciolarlo e svuotarlo della polpa. Affettare sottilmente la cipolla, tritare finemente il peperoncino, e mescolare insieme alla polpa di avocado schiacciata grossolanamente con una forchetta, al succo di lime, e a poco sale ed olio evo.
Se si dispone di gamberi freschi, lessarli in acqua e limone, scolarli e sgusciarli.
I miei gamberi pronti li ho irrorati di poco succo di limone, mescolati un po' con le mani, e messi a scolare su carta da cucina. Nel frattempo in una padella con poco olio ho messo la cipolla affettata sottilmente insieme alle spezie e allo zenzero, ho saltato un pochino, aggiunto l'aceto e salato. Ho lasciato insaporire ed evaporare leggermente mescolando, per un paio di minuti, poi ho spento il fuoco, ed aggiunto i gamberi, saltandoli velocemente in questa salsa.
Tagliare con un coppapasta - della dimensione che si preferisce - dei dischi di galletta, e costruire il piatto sovrapponendo alla galletta uno strato di guacamole, e completando infine con i gamberi.
Guacamole e galletta si sposano perfettamente, il piccante agrodolce del gambero caratterizza e stuzzica.
Malgrado tutto, quindi, grazie Roger :)

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domenica 28 giugno 2009

Spiedini in Marinata Agrodolce

Ottima marinata proposta nella pagina delle ricette del supplemento del sabato di Repubblica, "D".
Vigliaccamente sostituisco il previsto agnello col pollo, ed il risultato e' davvero ottimo, lo consiglio.

Per quattro persone :
500 gr pollo tagliato a tocchetti - 100 gr pancetta a cubetti - 100 gr albicocche secche (io anche pomodorini, un po' di colore) - 2 cipolle.
Per la marinata :
1 bicchiere di aceto di vino bianco - olio evo - succo di 1 limone - 2 c marmellata di albicocche - 2 spicchi d'aglio a fettine - 2 c di curry piccante in polvere (io solo uno + 1 cc. curry in pasta) - 1 c pepe nero pestato al mortaio.

La sera prima, sciogliere il cucchiaino di pasta di curry in poco aceto, e versarlo in una terrina insieme agli altri ingredienti della marinata - tranne le albicocche secche ed i pomodorini -, unendo il pollo a tocchetti e la cipolla tagliata in fette spesse. Mescolare bene con le mani per distribuire al meglio le spezie, coprire con la pellicola trasparente e scordarsi il tutto in frigo fino all'indomani.

Ammollare le albicocche secche per ammorbidirle, e dopo qualche minuto cominciare a confezionare gli spiedini alternando il pollo scolato dalla marinata, la pancetta, la cipolla, i pomodorini e le albicocche. Cuocere alla griglia rigirando spesso, e servire insieme alla marinata fatta restringere velocemente in un pentolino.
Ho servito con un millefoglie di pomodoro cuore di bue e cetriolo, giro di olio evo e fiocchi di sale affumicato.

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