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domenica 18 aprile 2010

Clafoutis agli Asparagi


Il clafoutis e' talmente comodo e veloce che si fa prima a farlo che a scriverne la ricetta, ed il risultato puo' essere talmente scenografico e gustoso da risolvere, insieme a un'insalata, una cena improvvisata.
Questo al solito e' di ispirazione francese, e viene da un numero di Elle dell'inizio di aprile.

Per 4 persone :
Una confezione di asparagi verdi freschi (eventualmente anche alcuni bianchi) - 4 uova - 200 ml di latte - 1 caprino fresco - 2 c. prezzemolo tritato (o cerfoglio) - sale&pepe, noce moscata, burro.

Lavare e pelare la parte da sotto la punta in giu' degli asparagi, tagliarne la parte dura, e metterli a sbollentare in acqua salata per un paio di minuti.
Scolarli su della carta da cucina per far perdere loro piu' acqua possibile.
Nel frattempo preriscaldare il forno a 180°. Sbattere nel mixer le uova col latte ed il caprino. Salare, pepare e grattugiare noce moscata secondo il proprio gusto.
Lavare e tritare il prezzemolo. Imburrare due ceramiche da forno, ripartirvi il composto di latte e uova con caprino, spolverare di prezzemolo, ed adagiarvi gli asparagi.
Infornare per circa 20 minuti, finche' il clafoutis rapprende, ed acquisisce un colore dorato. Servire subito.

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domenica 7 giugno 2009

Barbabietole al Forno con Limoni Arrosto

Ispirata dal numero di Giugno/Luglio della rivista di Donna Hay, ecco un modo alternativo per cucinare quelle che avevo chiamato in precedenza - familiarmente ed erroneamente - "rape rosse", mentre invece sono barbabietole rosse, in questo caso quelle bellissime della Radisa.
Presentate con questi limoni quasi confits creano una combinazione dolce-amara che ho trovato deliziosa.

Ecco qua, cena per due (o cena da sigle con riserva in frigo per il giorno dopo ...) :
3 barbabietole di grandezza media - 125 ml di brodo vegetale - 1 c. di aceto balsamico - 2 c. di zucchero di canna - pepe * 2 limoni bio - 6 spicchi d'aglio - sale grosso - zucchero - origano - olio evo.

Preriscaldare il forno a 180°. Spazzolare le barbabietole in acqua e bicarbonato, sbucciarle e tagliarle a tocchetti (fette di 1 cm, ogni fetta tagliata in 4 parti). Mescolarle con il brodo, l'aceto, lo zucchero ed una generosa spolverata di pepe, e trasferire tutto in una pirofila in ceramica.
Sigillare con un foglio di alluminio, porre su una piastra e trasferire in forno, temperatura costante per c.ca un'ora e un quarto.
Nel frattempo, lavare ed asciugare i limoni, tagliarli a fette di c.ca 1 cm, e porli su di una piastra rivestita di cartaforno. Inserire qua e la' tra le fette gli spicchi d'aglio in camicia, spolverare generosamente di zucchero, poco sale, origano, ed irrorare di olio d'oliva.
Io li ho infornati c.ca a meta' cottura delle barbabietole, e una volta sfornate queste ultime ho fatto grigliare per qualche altro minuto.


Queste fette di limone arrosto sono buonissime anche con un'insalata verde (buonissima la Piccola Gemma, o la Lattuga), con noci e cipollotti.
Ottimo il condimento ottenuto con olio evo, gli spicchi d'aglio arrostiti e spremuti, e l'onnipresente amatissimo sale affumicato.

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domenica 24 maggio 2009

Terrina Verde & Rape Rosse

La terrina e' questa di Artemisia, con lattuga e borraggine invece di spinaci.
La rapa rossa e' splendida e deliziosa solo lessata, qui con sale affumicato, pepe e citronette.

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domenica 26 aprile 2009

Frittata Rossa di Cime di Cipollotto, per pic-nic meditativi


Sono tempi burrascosi, e non intendo solo meteorologicamente o geologicamente.
Il cielo grigio ci piove in testa ogni giorno, ogni notte il vento fischia dietro l'angolo esterno della mia camera da letto, mentre appallottolata sotto il piumone leggo che Tenzin Gyatso, quattordicesimo Dalai Lama, consiglia di riflettere sul fatto che "dal profondo del mio cuore devo cercare di andare oltre questo ciclo di sofferenza causato dalla convinzione erronea che l'impermanente sia permanente".
Se tutto e' transitorio, esistere in un mondo che ti condiziona a costruire sulla lunga distanza tutto, dalle relazioni alla carriera, puo' essere un fardello del peso di un masso, che impedisce il raggiungimento di quella leggerezza gentile che tanto vorrei trovare.
Ricordo Robert de Niro in Mission, e la sua scalata testarda, appesantito da tutti i suoi averi portati in spalla come una punizione, ed il sollievo di vederli poi precipitare.
Tutto cio' puo' essere associato ad una frittata di cime di cipollotto primaverile ?
Ho la sensazione che il Dalai Lama approverebbe, mi sembra dotato di humour, sicuramente piu' di de Niro.

1/2 scatola di pomodori pelati - 4 pomodori secchi ammollati e strizzati - peperoncino - 5 uova - 2 c di panna - 10 cime di cipollotto - olio, sale, pepe.

Frullare i pomodori secchi con la mezza scatola di pelati, ed aggiungere sale, poco olio, ed un cc di peperoncino secco sminuzzato. Se il composto e' troppo denso, aggiungere un poco dell'acqua utilizzata per far rinvenire i pomodori secchi.
Sbattere le uova col sale, poco pepe e la panna. Unire la salsa di pomodoro e le cime di cipollotto tagliate a listarelle.
Versare in una padella con poco olio ben caldo, e lasciar rapprendere qualche minuto. Girare con l'aiuto di un coperchio e terminare la cottura.
Io ho lasciato raffreddare e tagliato a quadretti, accompagnando il tutto con un'insalata di radicchio di campo e cipollotto fresco, conditi con olio, limone e sale affumicato.
Sarebbe ideale per un pic-nic, se ci fosse una pausa in questo tempo burrascoso.

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domenica 22 marzo 2009

Flan Leggeri di Topinambur & Zucca


Questo post di Le Franc Buveur di qualche giorno fa non ha fatto che acuire la mia curiosita' sui topinambur, gia' visti cucinare da Jamie Oliver, ed anche da Nigella, in diverse occasioni.
Mi sono capitati sott'occhio mentre facevo la spesa, e la curiosita' ha avuto la meglio.
A questo si aggiunga che, su una rivista di cucina di cui non ricordo il nome, avevo trovato una carinissima ricetta di flan senza grassi, bicolori, a base di carote ed asparagi, molto primaverili.
Il fatto che stanotte ci siano stati 2° di minima, in puro clima invernale, mi ha pero' convinta a sfruttare il topinambur insieme alla zucca per cercare si' l'effetto bicolore, e la leggerezza dell'assenza di grassi, ma con due ingredienti degni di un caminetto acceso.

Ecco quindi le dosi per 5 piccoli flan, dimensione stampini usa e getta cuki :
300 gr netti di topinambur - 300 gr netti di zucca - 2 uova + 2 albumi - 20 gr di parmigiano - sale.
Per la besciamella "aromatizzata" :
400 ml  di latte - 1 scalogno - 1 foglia di alloro - 60 gr farina - noce moscata - sale&pepe

Pulire e lavare topinambur e zucca, tagliarli a tocchetti, e cuocerli al vapore (al microonde, con apposito cestello vapore, sono stati entrambi pronti in 5 minuti). Frullarli separatamente, e metterli da parte.
Preparare la besciamella facendo bollire il latte con la foglia di alloro e lo scalogno tagliato a meta'; lasciare intiepidire a fuoco spento per 5 minuti, e poi filtrare con un colino, versando a filo il latte sopra la farina, in un'altra casseruola. Cuocere 5 minuti a fiamma bassa, mescolando con una frusta (sicuramente voi sarete piu' bravi di me e non farete venire neppure un grumettino; io invece l'ho dovuta filtrare alla fine per renderla liscia).
A questo punto preriscaldare il forno a 180°, mettere a bollire un bollitore d'acqua, e preparare una teglia capace. Foderare di film trasparente per alimenti 5 stampini di alluminio.
In due contenitori separati mescolare le due creme di verdure ciascuna con meta' della besciamella, un uovo ed un albume, meta' del parmigiano ed una spolverata di sale.
Mescolare bene, e distribuire delicatamente i composti negli stampini, alternando i colori.
Sbattere con cautela per pareggiare, cercando di eliminare le bolle d'aria, e completare ogni stampino con i colori opposti.
Disporre nella teglia, riempire fino a 3/4 di acqua bollente, ed infornare per c.ca 35 minuti.
In una nota di ottimismo meteorologico, ho accompagnato i flan con un pesto di fave ed erba cipollina, con poco olio evo non filtrato, e sale affumicato.

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mercoledì 11 marzo 2009

Insalata di Indivia & Carciofi all'Arancia


Io ed i carciofi abbiamo sempre avuto un rapporto difficile, forse perche' tutto sommato ci assomigliamo, con questo esterno spinoso che rende difficile raggiungere un cuore che pure e' grande, con questa facilita' a diventare neri e amari, e col fatto che tutti continuano a scambiarci per ortaggi mentre invece siamo fiori :)
La Cucina Italiana dedica questo mese diverse ricette al mio alter ego vegetale, e questa insalata, semplice e originale, mi ha accompagnata in ufficio per la pausa pranzo, ricca di gusto e promesse salutiste (omega 3 come se piovesse, anticolesterolo, dietetica, vitaminica, coadiuvante della digestione ...); insomma, e' buona.
Provatela, che diamine. Se snobbate i carciofi poi la prendo sul personale.

Per due persone
:
2/3 carciofi - 2 indivie - 1 arancia - una manciata di noci - olio - sale - pepe.

Lavare i carciofi e privarli delle foglie esterne piu' coriacee. Lavare e sfogliare le indivie.
Lavare un'arancia bio, gratuggiarne meta' della scorza, e poi tagliarla in due. Una meta' andra' spremuta, dell'altra andranno tagliati al vivo gli spicchi.
Tagliare a meta' i carciofi, privarli della barbettina interna, e farli a fettine sottili, che andranno al piu' presto cosparse d'olio per evitare che anneriscano.
Emulsionare il succo d'arancia e la scorza gratuggiata con olio, sale e pepe, e versare il tutto sui carciofi. Mescolare bene, coprire con una pellicola per alimenti e lasciare in frigo una mezzoretta.
Aggiungere poi l'indivia tagliata a piacere, le noci spezzettate, e gli spicchi d'arancia, e mescolare bene prima di servire.

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sabato 31 gennaio 2009

Quale Food per il Comfort ?


Allora, eccomi qua di nuovo dopo un'assenza prolungata, durante la quale :
1) Le ferie forzate hanno abbassato la mia riserva di giorni di ferie accumulati ad un livello allarmante, avvicinandomi sempre piu' alla cassa integrazione, che gia' tocca a gran parte dei miei colleghi.
2) La crisi generale ed il crollo dei prezzi mi hanno paradossalmente permesso l'acquisto di un notebook talmente potente da poterlo eventualmente usare come razzo per decollare verso altri universi, cosa che non e' escluso io decida di fare a breve.
Imparare a domarlo ha richiesto non poco tempo, ha scomodato en passant tutti i santi, loro parenti, e 3/4 della loro palazzina, e generato alla fine luminosa soddisfazione infantile.
.... senza parlare delle conseguenze sul mio neurone solitario di una serata non-stop fino alle 3 di mattina di Bones - Criminal Minds - CSI - NCIS - Medium - Grey's e quant'altro, hackerati come un'adolescente pop colture victim, e seguiti con l'occhio semichiuso indotto dal vuoto pneumatico.
L'animo umano e' una strana bestia, la sensazione di inutilita' e' per me difficilissima da sopportare e, come scrivevo ad un amico che ora lavora negli Stati Uniti, mi sento sempre piu' come un grosso coleottero impotente, spillato a questa vita da un qualche collezionista entomologo amatoriale, annoiato, e quindi crudele.
Al momento la prospettiva e' quella di navigare a vista in "ogni fottuto settore" (direbbe Samantha di Sex and the City, che mi e' venuta in mente anche when I turned  "fourty fuckin' five"), e questo richiede - in termini di energia - molto piu' di quanto io possa dare al momento, eppure ...
In questo quadretto, la voglia di cucinare, attivita' peraltro balsamica per lo spirito, e' scesa ad un livello prossimo allo zero, cosi' come la fiducia nei miei mezzi come cuoca, naturalmente !

E' in questo stato d'animo che ti incontro, da Eataly a Bologna, il volume n. 1 dei Classici Moderni di Donna Hay, bibbia moderna di cui gia' possedevo il piu' recente n. 2 - piu' orientato sui dolci.
Il n. 1 e' una perla.
Donna Hay e', come certamente saprete, la piu' celebre food-writer australiana, e non piu' tardi di due sere fa ho sentito Anthony Bourdain definire Melbourne una sorta di mecca del buon cibo, un luogo magico per l'ispirazione dei giovani chef; un altro buon motivo per scappare in Australia (o per assumere le stesse sostanze che assume Tony).
Gli accessori ripresi nelle foto - ceramica bianca, metallo segnato dal tempo, canovacci della nonna -, le immagini luminose ed essenziali, sono talmente vicini al mio gusto che mi ritrovo ad averne molti di simili in cucina, ed a fotografare istintivamente - nel mio piccolo e con tutti i limiti del caso - "vedendo" il soggetto in un modo che mi pare somigliante al suo stile.
Le ricette - ovviamente il cuore di questo libro - sono tutte o utili o tentanti, o rivelatrici, o tutte e tre le cose insieme.

Ho preparato questa Zuppa di Pomodori & Aglio Arrostiti e credetemi, e' una panacea per tutti i mali, dalla tristezza all'influenza.
E' una sorta di versione migliorativa della zuppa di pomodoro Campbell coi crackers, cibo consoltario americano per eccellenza.

Donna Hay la prepara in questo modo :

12 pomodori tagliati a meta' - una testa d'aglio, intera e con la buccia - 2 c. c.ca di olio evo - sale&pepe - 750 ml di brodo vegetale* - 2/3 cc.di zucchero - (io ho aggiunto 10 pomodori secchi ammollati per una decina di minuti e poi sgocciolati)

Preriscaldare il forno a 180°, rivestire una teglia rettangolare capiente di cartaforno, e deporvi i pomodori tagliati a meta', spolverati di sale&pepe, e spruzzati con un filo d'olio evo. Separare gli spicchi dalla testa d'aglio, lasciandoli con la buccia, e sistemarli tra i pomodori. Infornare per 45 min.
Sfornare e lasciare intiepidire. Sbucciare l'aglio, privare i pomodori della pelle, e frullarli insieme ai pomodori secchi (un'iniezione di sapore per me necessaria, i pomodori di serra invernali sono anemici) ed a meta' del brodo.
Versare la crema ottenuta in una pentola, aggiungere il resto del brodo e lo zucchero, e cuocere mescolando per c.ca 6 minuti.

L'aroma e' delizioso, la massiccia presenza d'aglio (antisettico !) e' resa digeribile dalla cottura al forno in camicia, che rende gli spicchietti cremosi e gustosissimi (anche Jamie Oliver e' un fan di questa maniera di trattare l'aglio), lasciando solo il buono, senza la pesantezza, ne' l'alito allarmante.
La zuppa si puo' gustare naturalmente col pane tostato, e Donna Hay consiglia il pesto di menta**, che in effetti amplia la gamma degli aromi in modo magico.

* Brodo Vegetale : 4 lt. di acqua - una cipolla tagliata a meta', un porro tagliato a meta', una carota ed un gambo di sedano tagliati a pezzi, un bouquet-garni di prezzemolo ed alloro, 10 grani di pepe, sale q.b.
Portare ad ebollizione a fuoco vivace e lasciar sobbollire per c.ca 1 ora e 1/2. L'eccedenza si puo' congelare nei sacchetti del ghiaccio.

** Pesto alla Menta : 35 gr. menta, 20 gr. prezzemolo, 20 gr. di pinoli tostati, 25 gr. parmigiano, c.ca 60 gr. di olio evo. Frullare il tutto in modalita' "pulse" (a scatti accendi/spegni) per non scaldare troppo le lame e rischiare quindi di fare ossidare menta e prezzemolo, che perderebbero il bel colore verde.

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domenica 19 ottobre 2008

Insalata di Spinaci & Taboulé di Cavolfiore

E' stata una settimana difficile.
La pressione sul lavoro, che cresce in maniera direttamente proporzionale alle difficolta' di questo momento economico (e storico), sta diventando difficile da sopportare al quotidiano.
Perdo la memoria per tutto cio' che non e' lavoro, arrivata a casa ho un tale bisogno di silenzio che non riesco piu' ad ascoltare musica, e leggo pochissimo.
Bref, terreno ideale per un super-raffreddore, che nella miglior tradizione ha dato i primi segni di se' domenica scorsa, rendendo ancor piu' complicata la settimana.
Sabato, infine, ho incontrato Paco.
Paco e' un "senior" cat di 12 anni, grigio e massiccio, che ha perso la sua padrona ed e' rimasto solo. La sua eta' ne rende difficile l'adozione, e cosi' ho pensato di provare a portarlo a casa con me e Nico, il mio cane Lagotto.

Sono passate poco piu' di 24 ore e Paco e' sempre li' con l'occhio sbarrato, senza dormire neppure un secondo, ancorato al mio letto, e soffia come un varano di Comòdo ogni volta che vede il cane (che resta gioiosamente indifferente a questi suoni inquietanti). A parte questa sorta di sindrome di Macondo che lo tiene sveglio, mangia appena, ma soprattutto non ha toccato la sua cassettina, cosa che mi preoccupa parecchio.
Vediamo questa seconda notte, ma comincio a pensare che forse e' vero che le buone azioni non restano mai impunite ...

In questo contesto di difese immunitarie sotto attacco, le due insalate che seguono sono un toccasana, sia prese singolarmente che mescolate.

Per l'Insalata di Spinaci :
Spinaci freschi con la foglia ancora piccola - 12 pomodorini - 1/2 mela Steiman - 6 prugne secche - 1 cipollotto fresco - menta essicata - parmigiano a scaglie - 2 limoni - sale e pepe - olio di sesamo

Lavare ed asciugare gli spinaci, e tagliarli a striscioline. Tagliare a meta' i pomodorini, ed in quattro le prugne secche. Affettare il cipollotto, e sbucciare la 1/2 mela e tagliarla a fettine sottili, che andranno subito cosparse del succo di 1/2 limone, per tentare di evitare che si ossidino.
Unire tutti gli ingredienti, ed aggiungere due generosi pizzichi di menta essicata, e due cucchiai di olio di sesamo. Salare e pepare, ed infine spremere il succo di un limone.
Mescolare con cura con le mani, e servire in subito.

Per il Taboulé di Cavolfiore, l'ispirazione viene da questa ricetta di Cavoletto, che ho modificato come segue:
1/2 cavolfiore - 1 manciata di pinoli - 1 manciata di semi di zucca - 1 manciata di uvette - 1 limone - menta fresca - erba cipollina - 1 c. colatura di alici - olio di oliva - pepe

In una padella antiaderente tostare pinoli e semi di zucca, e poi metterli da parte a raffreddare.
Lavare ed asciugare il cavolfiore, ridurlo a cimette private della parte dura, e frullarlo a crudo nel robot da cucina. Ne uscira' un composto granuloso del tutto simile al couscous.
Aggiungere pinoli e semi di zucca, l'uvetta, il succo di un limone, tagliuzzare erba cipollina e tritare menta in quantita' variabile a seconda del gusto, e distribuire il cucchiaio di colatura di alici (facoltativo, potete eventualmente frullare due filetti di alici con un po' di olio di oliva e limone). Terminare con l'olio di oliva.
Mescolare bene, e tenere al fresco fino al momento di servire.

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domenica 5 ottobre 2008

Pomodorini al Forno per Pigri

Mi guardano dal sacchetto di carta dentro allo scomparto verdure del frigo da una settimana, ma il freddo improvviso mi ha tolto l'entusiasmo estivo per i pomodori.

Non ho voglia di tagliarli tutti a meta', di distanziarli uno dall'altro sulla teglia, di ricoprirli uno per uno di erbette tritate.
Quindi, siamo pratici:
forno preriscaldato a 200°, lavare e mettere ad asciugare su di uno strofinaccio da cucina i pomodorini, e nel frattempo fare un trito di erbe aromatiche con quello che c'e' (dalle mie vaschette sul davanzale della finestra ancora trovo basilico, origano, erba cipollina e, naturalmente, prezzemolo. Aggiungo timo e maggiorana del mercatino bio).

Bagnare a strizzare un foglio di cartaforno, ed adattarlo ad una pirofila in ceramica, nella quale si infileranno tutti i pomodorini senza tagliarli, costringendoli senza troppe cerimonie ad una vicinanza forzata.

Bucherellarli ciascuno un paio di volte con uno stuzzicadenti, cospargerli col trito aromatico precedentemente mescolato a sale grosso, irrorare con poco olio all'aglio, e spolverare di zucchero.

Dopo circa 30 min. di forno hanno dato un risultato ben superiore alle aspettative, che li ha fatti assurgere allo status di piatto unico vegetariano, in combinazione con una sostanziosa purée di patate e sedano rapa mescolata al trito aromatico avanzato (Artemisia, che idea ! Le purée del prossimo inverno saranno sempre di patate e qualcos'altro, cavolfiore, zucchini, carote , tanto per cominciare).

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sabato 4 ottobre 2008

Cartoccio Agrumato di Asparagi e Porri

Un mazzo di asparagi. Tre porri non grandi. Un limone, un' arancia. Qualche foglia di timo. Burro. Sale e zucchero. Del vino bianco.
Essenziale : un foglio grande di alluminio.
Preriscaldare il forno a c.ca 160°, e stendere il foglio di alluminio sulla placca.
Fare un letto di arancia a fettine, su di esso distribuire uno strato di porri tagliati non troppo sottili, uno di asparagi tagliati ciascuno in 3-4 parti, spolveratina di zucchero e sale, pochi fiocchetti di burro, e strato finale di fettine di limone (3 bastano). Ripetere la sequenza partendo dai porri, e terminando con qualche foglia di timo e le ultime tre fettine di arancia.
Sigillare accuratamente il cartoccio (fino a tre pieghe ben pressate) su tre lati, e dal lato aperto versare con cautela c.ca 1/2 bicchiere di vino bianco. Sigillare l'ultimo lato, ed infornare per c.ca 35 minuti.
Profumo delizioso. Adoro i cartocci !

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domenica 14 settembre 2008

Sformatini di Couscous


In preda all'insonnia da caldo, mi e' capitato in agosto di guardare il canale del Gambero Rosso a notte fonda, e questa ricetta, che oggi appare come nostalgica della bella stagione, l'ho vista fare da Laura Ravaioli. In realta' le melanzane andrebbero fritte, nella versione originale, ma io le ho fatte alla piastra, e trovo che anche esteticamente il risultato sia addirittura piu' gradevole.

Per 4 sformatini :
2 melanzane lunghe - 10/15 pomodori ciliegini - 200 gr. couscous - brodo vegetale - erbette miste - 1 limone - olio evo - sale


Lavare le melanzane, affettarle sottilmente per il lungo, cospargerle di sale e mettere da parte a "perdere l'amaro".
Nel frattempo preparare i pomodorini, che vanno fatti confits ; 10/15 ne serviranno per questa ricetta, ma conviene farne una teglia intera, fanno sempre comodo ! Il procedimento per la loro preparazione l'avevo gia' descritto nel mio post sul Taboulé di Pollo, vi ci rimando, consigliandovi pero' quello che ho appreso con l'esperienza, e cioe' meglio forno a max. 100° per un'oretta.
La preparazione del couscous e' la solita oramai brevettata, pari quantita' di cous cous ed acqua bollente, nella quale si puo' sciogliere - se piace - del brodo vegetale, e magari un cucchiaino scarso di curcuma, che da' un bel colore giallo-dorato. Coprire con un foglio di alluminio, e lasciar riposare almeno 15 minuti. Fare un battuto di erbette miste (ho messo origano fresco, basilico, prezzemolo ed erba cipollina), ed unirlo al couscous dopo averlo sgranato con una forchetta, aggiungendo il succo di limone, ed un po' d'olio.
Scaldare la piastra almeno 5 minuti prima dell'utilizzo, e cospargerla di sale grosso. Nel frattempo sciaquare ed asciugare le melanzane, e cominciare con pazienza la cottura alla piastra.


Come formini ho utilizzato gli stampi da crème caramel della Cuki; li ho leggermente unti, ed ho disposto le fette di melanzana in modo che almeno 1/3 sporgesse dal bordo. Ho riempito con un paio di cucchiai di couscous, ho pressato, aggiunto 4 mezzi pomodorini confits, altro strato di couscous, ed infine ho ripiegato i lembi delle melanzane a chiudere, pressando ancora gentilmente. Per compattare l'insieme, meglio avvolgerli strettamente nella pellicola, ribaltarli, e lasciarli un'oretta in frigo.

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lunedì 1 settembre 2008

(Ultimo ?) Clafoutis Estivo, e un Compleanno Importante


Il Clafoutis protagonista di questo post e' uscito dal forno pochi minuti fa, diventando nello stesso tempo la mia prima ricetta di questo settembre 2008, e probabilmente anche l'ultimo piatto veramente estivo di quest'anno.
Vi traduco quanto scrive Clea, giovane francese che pubblica (letteralmente !) ricette bio, fresche, provenzali e vegetariane. Il suo "Clafoutis de l'été au basilic" mi e' sembrato subito delizioso, anche se implica l'accensione del forno per 20 piccoli minuti, nel caldo meno aggressivo di questi giorni.
Tra gli ingredienti c'e' una Purée de Basilic che ho riadattato al momento, come si vedra'.

Per due/tre persone :
50 g. formaggio caprino fresco - 2 c. Purée de Basilic (2 grosse manciate di basilico, 1 spicchio d'aglio, sale grosso, olio evo) - 2 uova - 1 dl. di latte (soja per me) - 1 c. olio evo* - 80 gr farina - c.ca 12 pomodorini - sale - basilico fresco per decorare

Preriscaldare il forno a 200°. Tritare finemente il basilico, spremere uno spicchio d'aglio, e mescolare con olio di oliva e poco sale grosso. Questa e' la mia Purée de Basilic, che va subito battuta insieme al formaggio, alle uova e al latte. Io non ho aggiunto altro *olio evo come consiglia l'autrice, perche' la mia mistura di basilico lo comprendeva gia'.
Aggiungere per ultima la farina, salare appena, e mescolare bene questa pastella, in modo da renderla omogenea e senza grumi.

Versare a scelta in 3/4 stampini piccoli, oppure due medi, preventivamente unti con poco olio, ed immergere in ogni piccola teglia i pomodorini.
Infornare per 20 minuti, magari calando a 180° per gli ultimi 5.

Il 1° settembre di 18 anni fa e' nato Adrian, mio nipote.
Lo so che e' banale dirlo, ma mi sembra pazzesco che sia passato cosi' tanto tempo, e che adesso ci ritroviamo con questo soggetto alto oltre 1,90 !
Adrian non vive in Italia, quidi ricevera' come ogni anno dei biglietti elettronici di auguri, e dei messaggi. Pero' questo e' un compleanno speciale, e visto che da febbraio tengo questo blog, dove oltre alle Ricette spendo anche Parole su cose che mi riguardano, e a cui tengo, ho pensato di scriverlo anche qui.
Auguri Adrian, 1.000 di questi giorni !

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sabato 9 agosto 2008

Fresco di Avocado & Salmone

In spiaggia mi porto sempre acqua e succhi di frutta, quest'anno in particolare quelli nuovi fatti di mix cosiddetti antiossidanti. Malgrado l'idratazione continua, i bagni, e la protezione 30, sono riuscita a scottarmi le spalle anche quest'anno, ed ora scrivo "tartinata" da un cremone israeliano ultraidratante doposole.
Al ritorno dal mare, ma anche alla fine di una giornata di lavoro di questa estate fin qui caldissima ed afosa, un piatto come questo mi da' l'impressione di soddisfare il palato, ma anche di "fare bene" e di rinfrescare.

Per due persone : 1 avocado maturo - il succo di 1/2 lime - 2 fette di pan carré - aceto (io ho usato quello di mele) - 1 confezione di filetti di salmone cotti al naturale (ho usato quelli Coop) - 150 gr. di ricotta - 2/3 cucchiaiate di yogurt naturale (io di soja) - 1 cipollotto - una grossa manciata di menta - erba cipollina - sale pepe olio -

Tagliare in 4 spicchi l'avocado, e con un coltellino, partendo da un'estremita', togliergli delicatamente la buccia, che si "sfilera'" senza difficolta'.
Questo trucco, praticato da uno chef italiano visto sul canale del Gambero Rosso, consente di preservare la parte di polpa intensamente verde a contatto con la buccia, cosa che si perderebbe togliendo la polpa con un cucchiaio, come solitamente si fa.
Tagliare a dadini l'avocado, metterlo in una terrina, cospargerlo del succo di 1/2 lime, e di un piccolo giro di olio evo.
Privare della crosta le fette di pan carré, e metterle a bagno in 2 c. di aceto di mele mescolati con 2 c. di acqua. Strizzare poi il poco eccesso di liquido, e metterli in un'altra terrina, insieme a salmone, ricotta, yogurt e cipollotto tritato. Salare, macinare abbondante pepe bianco, e mescolare bene per rendere cremoso il composto.
Tritare la menta, tagliuzzare abbondanti sforbiciatine di erba cipollina, e finalmente unire queste erbe ai due composti, mescolando delicatamente perche' si fondano senza schiacciare troppo l'avocado.

Io ho usato un coppapasta per impiattare in un modo carino, mi piaceva dare una forma al tutto, ma va benissimo metterlo in un bicchierino, oppure servirlo con dei crostini tostati.

A presto, mi assento per qualche giorno :)

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domenica 6 luglio 2008

Fa 'ccaldo

Accendere forno o gas, oggi, era improponibile. La soluzione migliore, la piu' fresca, facile ed estiva, per un piatto che non necessita cottura, per me e' senz'altro il cous cous.
Direttamente dall'orto vengono i pomodori, il cetriolo, la menta e l'origano. Ho aggiunto peperone giallo a listarelle, uvette, mandorle tritate, cipollotti ed un po' di zenzero.
Si prepara il cous cous nel modo indicato sulla confezione (io di solito lo mescolo a crudo con un cucchiaio di olio di semi, e poi aggiungo poco meno del doppio di acqua calda - dove ho sciolto un po' di brodo solubile - rispetto al peso del cous cous),e si aggiungono ingredienti a piacere.
Ho condito il tutto con olio d'oliva, salsa di soya e pepe bianco.

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domenica 15 giugno 2008

L'Apparenza & la Sostanza

Quando, nel mio errare per blog di cucina in cerca di ispirazione, sono capitata qui, sono stata immediatamente conquistata.

La triste realta' e' che, dopo aver passato passato una tarda serata di venerdi' a confezionarla, questa Terrina di Melanzane al Timo e' risultata esteticamente carinissima, ma sostanzialmente deludente. Il timo rende tutto delicatamente aromatico, si', ma il sapore della melanzana paradossalmente si perde, ed il fatto che abbia scelto di alleggerirlo mettendo meta' panna e meta' latte di cottura dello spicchio d'aglio - invece di tutta panna - non ha probabilmente aiutato.
Forse vale la pena di riprovare aggiungendo del parmigiano ?
Valutero' questa possibilita', sempre che il clima di questi giorni si decida a volgere al bello/soleggiato/estivo/stagione-favorevole-alla-melanzana, invece di intirizzire ed intristire come in questi giorni (ieri sera 12°, stamane 14° ...).
La foto scattata e' certo aiutata dal flash, ma quel che si vede e' il riflesso di un autentico, raro, malaticcio raggio di sole.

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lunedì 24 marzo 2008

Giorni e Nuvole


In questo lunedi' di Pasqua, ho cambiato nome al blog - che in origine si chiamava come questo post - seguito buffissima conversazione con l'amica Serena di Bologna, a proposito delle sorelle Simili e di tutta l'odissea della Pasta Madre (P... Madre ... convertibile in bestemmia ispanica, visti i riusltati al momento).
Dunque, ecco la Sorella Dissimile, che cucina oggi l'insalata che vedete, la cui ricetta ho trovato qui da FrancescaV. E' fresca, saporita e vitaminica, spero faccia da sirena e canti attirando coi suoi colori la bella stagione (del resto ieri Mike ha avvistato il primo rondone, in arrivo dall'Africa ... qualcosa vorra' ancora dire ?).

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La Sorella DisSimile non è una testata giornalistica ma un semplice blog privato e amatoriale, senza alcuna pretesa giornalistica. Non può pertanto considerarsi prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07/03/2001.