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giovedì 7 marzo 2013

Rotolini Tacchino & Erbetta

Giusto un post-it per conservare in questa sorta di ricettario personale di cose ''facili e carine'' anche questi rotolini di tacchino, provati ieri sera.
Ho trovato la ricetta sulla rivista Fior Fiore, pubblicata mensilmente dalla Coop, che è diventata un must tra le fonti di idee per cucinare al quotidiano in modo semplice e gustoso.
Ho sostituito gli spinaci con le erbette (bietole), che personalmente metabolizzo meglio, ed il macinato di manzo col pangrattato (ma ho anche esitato se mettere invece dei ceci).
Servono:

- una confezione da 4 fette di petto di tacchino - 10 fette di pancetta tagliata sottile - un mazzo (una ''botte'', cioè uno stivale, dicono i francesi) di erbette (bietole) - 1 uovo - 100 gr di ricotta - 4/5 cucchiai di pan grattato - rosmarino - pasta di peperoncini - un bicchierino di vino bianco - 2 spicchi d'aglio - olio di oliva, sale e pepe.

Ho frullato le foglie, private delle costole dure, di un mazzo di erbette, insieme ad un vasetto da 100 grammi di ricotta, 1 uovo intero, 4/5 cucchiai di pangrattato, una punta di cucchiaino di pasta di peperoncini, e due prese di sale.
Col batticarne ho battuto le fettine di petto di tacchino, e le ho spalmate con la miscela verde frullata. Ho arrotolato, avvolto nella pancetta, e legato con lo spago da cucina, senza scordare di infilare un rametto di rosmarino tra il rotolino e lo spago. Ho schiacciato col palmo della mano i due spicchi d'aglio, lasciandoli in camicia, e li ho messi in padella insieme a poco olio di oliva.
Ho fatto dorare i rotolini un paio di minuti per parte, poi ho sfumato col vino bianco, ed ho proseguito la cottura a fiamma bassa per altri 15 minuti. Se il tutto comincia ad attaccare, aggiungere poca acqua, arricchita eventualmente con una presina di brodo vegetale in polvere.
Da rifare, sono soddisfatta !

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domenica 18 luglio 2010

Nasello in Crosta di Prosciutto (ricetta svuota-freezer)

Metti un congelatore dall'urgente bisogno di essere sbrinato, ed il cui contenuto risale ancora in buona parte ai mesi invernali.
Aggiungi una tregua dalla canicola, sufficiente a far sembrare la Bocca dell'Inferno un luogo quasi invitante. Ho detto quasi.
Il risultato e' una ricetta carina ispirata da Elle à Table, per la quale servono 100 grammi di prosciutto di Parma (e comunque sei fette grandi, due per ogni coppia di filetti), due zucchine, un limone, un pomodoro cuore di bue, un peperoncino fresco, timo, erba cipollina, sale e pepe, olio di oliva, e nel mio caso una datata confezione di filetti di nasello surgelati da 300 grammi.
La sera prima ho messo a scongelare i filetti nel frigo, ed il giorno dopo li ho sciacquati e tamponati con della carta da cucina.
Preriscaldare il forno a 200°, e nel frattempo lavare ed affettare sottilmente zucchine, pomodoro e limone. disporli su di una placca rivestita di carta da forno, e spolverarli di sale, pepe, zucchero e mezzo peperoncino tritato, terminando con un filo d'olio. Infornare per una quindicina di minuti.
Una volta sfornate le verdure, abbassare la temperatura a 180°. Stendere due fette di prosciutto sovrapponendole leggermente, ed appoggiarvi un filetto di nasello. Aggiungere a strati sovrapposti il limone, le zucchine ed il pomodoro, e terminare con un altro filetto.
Richiudere sul tutto le fette di prosciutto formando un involtino, e fermarlo con due fili di erba cipollina annodati intorno. Cospargere di timo limone, salare poco, macinare pepe fresco, e finire con poco olio di oliva a filo. Infornare per 15/20 minuti.
Semplice ma sorprendente, sapori che si mescolano eppure si distinguono, ed il tutto con neppure un'ora di forno acceso !
P.S. Da provare anche la versione 'saltimbocca di nasello', semplicemente con la salvia al posto delle verdure.

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lunedì 5 luglio 2010

Insalata Estiva di Anguria

L'effetto scenografico e' un po' revival anni '70, come sottofondo vedo bene gli Scissor Sisters.
Ancheggiando a ritmo, recuperare un cocomero baby ben freddo, e tagliargli senza troppi complimenti la calotta (questa e' involontaria).
Con il cucchiaio apposito, scavare la polpa ricavando delle palline, e metterle da parte (euh, ok).
Preparare un trito grossolano di menta, basilico ed erba cipollina.
Tagliare a dadini mezza mattonella di feta, e scolare e sciacquare una confezione di mozzarelline.
Aggiungere un paio di manciate di olive nere, col nocciolo mi raccomando, il sapore e' nettamente migliore.
Mescolare tutti gli ingredienti, condire con olio di oliva, aceto balsamico e sale di Cervia, e trasferire nuovamente nel guscio di anguria.
A scanso di equivoci, chiarisco che sono sobria (Cate, questa e' for you, my veggie friend).

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domenica 4 luglio 2010

Rillettes di Pollo al Caprino


Non so come mai il principio della rillette non sia diffuso a livello planetario in modo piu' massiccio. In pochi minuti, spesso utilizzando degli avanzi, si ottiene una crema fresca e versatile, da usare spalmata su panini da spiaggia o crostini da semplice cena casalinga, oppure per farcire dei bignè, o dei muffin salati. Si conserva comodamente un paio di giorni in frigo.

Per questa versione ultrarapida, l'ideale sarebbe del pollo arrosto avanzato, ma va bene anche un petto di pollo, o magari del lesso.
Serve poi un caprino fresco, un paio di cucchiai di ricotta, un cipollotto, delle erbe aromatiche come timo ed erba cipollina, ed infine un pizzico di sale grosso, e del pepe nero.
Mettere nel mixer tutti gli ingredienti, tenendo da parte un pezzetto di pollo - da fare a dadini per dare una certa consistenza alla crema che si formera'- e qualche filo di erba cipollina per decorare.
Frullare a piccoli colpetti intermittenti, poi incorporare i pezzetti di pollo tenuti da parte, e riporre in frigo per un'oretta. Decorare in ultimo con l'erba cipollina.
Ricetta rielaborata da una trovata su una rivista francese.

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sabato 3 luglio 2010

Millefoglie di Prosciutto, Melone & Pompelmo Rosa


Niente di piu' semplice e fresco, e carino, no ?

Per due 'millefoglie' :
I piccolo melone - 2 pompelmi rosa - 5 fette di prosciutto crudo - aceto balsamico - miele - pepe nero - misto cinque spezie (oppure un bastoncino di cannella), anice stellato.

Tagliare il melone, togliere i semi, sbucciarlo. Ogni fetta va tagliata a meta', e successivamente in 3 o 4 fettine sottili.
Tagliare al vivo gli spicchi dei pompelmi, ed ogni spicchio a meta'.
Fare una riduzione di 5 cucchiai di aceto balsamico, uno di miele, pizzico di cinque spezie, anice stellato e generosa macinata di pepe nero.
Comporre i millefoglie con un coppapasta, alternando strati disposti a fiore di pompelmo rosa, prosciutto a straccetti, melone, ripetendo la serie una seconda volta.
Decorare con l'anice stellato, e far colare un paio di cucchiai di riduzione pepata di balsamico e miele.
Ricetta vista su rivista francese, of course.

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domenica 18 aprile 2010

Clafoutis agli Asparagi


Il clafoutis e' talmente comodo e veloce che si fa prima a farlo che a scriverne la ricetta, ed il risultato puo' essere talmente scenografico e gustoso da risolvere, insieme a un'insalata, una cena improvvisata.
Questo al solito e' di ispirazione francese, e viene da un numero di Elle dell'inizio di aprile.

Per 4 persone :
Una confezione di asparagi verdi freschi (eventualmente anche alcuni bianchi) - 4 uova - 200 ml di latte - 1 caprino fresco - 2 c. prezzemolo tritato (o cerfoglio) - sale&pepe, noce moscata, burro.

Lavare e pelare la parte da sotto la punta in giu' degli asparagi, tagliarne la parte dura, e metterli a sbollentare in acqua salata per un paio di minuti.
Scolarli su della carta da cucina per far perdere loro piu' acqua possibile.
Nel frattempo preriscaldare il forno a 180°. Sbattere nel mixer le uova col latte ed il caprino. Salare, pepare e grattugiare noce moscata secondo il proprio gusto.
Lavare e tritare il prezzemolo. Imburrare due ceramiche da forno, ripartirvi il composto di latte e uova con caprino, spolverare di prezzemolo, ed adagiarvi gli asparagi.
Infornare per circa 20 minuti, finche' il clafoutis rapprende, ed acquisisce un colore dorato. Servire subito.

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sabato 3 aprile 2010

Tartare di Avocado, Granchio & Riso Venere

Ingredienti per 4 persone :

2 avocado maturi - 1 scatola polpa di granchio - 200 gr riso Venere lessato - 1 cipollotto - 1 mazzetto di erba cipollina - 2 c. capperi dissalati - 1 limone - olio di oliva prima spremitura, sale, pepe bianco.

Cuocere al vapore (o lessare) il riso Venere. Una volta scolato, salarlo e condirlo con poco olio d'oliva. Mescolare e mettere da parte. Sminuzzare il cipollotto, l'erba cipollina, i capperi dissalati ed asciugati, e la polpa di granchio. Sbucciare gli avocado, e tagliarli a dadini piccoli.
Trasferire i dadini di avocado in un'insalatiera, gratuggiarvi sopra finemente la scorza del limone e ricoprirli col suo succo, e con 2 c. di olio di oliva prima spremitura. Mescolare delicatamente per ricoprire bene l'avocado, ed evitare cosi' che si ossidi. Incorporare quindi tutti gli altri ingredienti, aggiungere un'abbondante macinata di pepe bianco, e con l'aiuo di un coppapasta dare la forma di un tortino.

Questa ricetta era su Elle francese della scorsa settimana, il numero con l'elogio delle taglie "rondes" dalla 52 in su, e mi e' sembrata una buona opportunita' per nutrirsi con gusto senza tuttavia rischiare di raggiungere la 52, se possibile. Le modelle selezionate per questo servizio sono bellissime, e rafforzano la convinzione che non c'e' un corpo femminile standard, il fascino non ha un riferimento unico, ed in ogni caso non dovrebbero essere i giornali e gli 'stilisti' a dettarcelo.
Io ci sto ancora lavorando, sui danni che hanno fatto su di me nell'adolescenza ...
Approfitto per mandare a chi legge gli auguri di Pasqua, Rinascita, Festa di Primavera o della Fioritura dei Ciliegi, whatever, purche' sia qualcosa di gentile e positivo.

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domenica 6 dicembre 2009

Sformati di Patate Dolci & Pancetta


La patata dolce mi ricorda mia nonna Angelina, che cucinava un ragu' favoloso, e che quando in questa stagione usciva in bicicletta per andare allo "spaccio", portava a casa sacchetti di lupini, e deliziose patate americane gia' pronte cotte al forno, vendute insieme alla zucca.
Le ricette con le patate dolci sono diffusissime sui blog francesi, forse anche causa delle contaminazioni della cucina della Réunion, e ho trovato diverse fonti di ispirazione, tra cui questa, che ho poi riadattato realizzando questi sformati.

Per 6 sformatini:
270 gr di patate dolci lessate (3 di media grandezza) - 220 ml latte di cocco (fatto in casa, quindi molto liquido) - 1 uovo - 60 gr ricotta - 1/2 cc paprika affumicata - 1 vaschetta di pancetta a dadini - sale&pepe

Non trovando il latte di cocco, ho lasciato c.ca 50 gr di cocco essiccato grattugiato a mollo in c.ca 400 ml di latte di soja, per tutta la notte. La mattina ho filtrato strizzando con un telo, ed ottenuto c.ca 300 ml di "latte di cocco", profumato ma totalmente liquido. E' possibile quindi che se voi troverete il latte di cocco in lattina il quantitativo necessario sia inferiore, ed il composto vada un poco diluito col latte.
Pulire e lessare le patate dolci per 30 minuti, e sbucciarle e frullarle con la meta' del latte di cocco, piuttosto a lungo, in modo da ottenere una crema liscia.
In una padella antiaderente far saltare la pancetta fino a renderla croccante, e scolarla su della carta da cucina.
Si puo' gia' preriscaldare il forno a 180°, e mettere a bollire dell'acqua per il bagnomaria.
A parte sbattere l'uovo con la paprika affumicata, la ricotta, il resto del latte di cocco, due bei pizzichi di sale e un paio di macinate di pepe. Unire i due composti mescolando bene, incorporare i 2/3 della pancetta, e aggiustare di sale solo se necessario.
Spennellare di olio di oliva una teglia preformata in silicone, distribuire sul fondo di ogni formina qualche pezzetto di pancetta, e versare il composto fino a riempire.
Cuocere a bagnomaria per c.ca 30 minuti, controllando che non coloriscano troppo.

Ho servito con una insalata vagamente Henriette-inspired di carote, sedano rapa, scagliette di mandorle tostate ed uvetta rinvenuta nel karkadé (grazie Piergiorgio Parini). Il tutto ha preso forma grazie ad un coppapasta, ed ha acquisito aroma supplementare con una emulsione montata col minipimer, fatta di latte di cocco, olio evo, poco sale ed un pizzico di "4 épices" (pepe, cannella chiodi di garofano e noce moscata).

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domenica 8 novembre 2009

Flan di Zuppa ('Flanez' vos Soupes !)

Quando cucino una zuppa, ne faccio sempre di piu' per poi congelarla, e trovarla pronta solo da riscaldare, in quelle serate in cui non si ha l'energia per fare nient'altro che infilare un piatto nel microonde.

La sfida dietetica e' di solito evitare le patate, e ancor piu' la panna in stile vellutata, giocando sulla quantita' di brodo vegetale da aggiungere per avere comunque la giusta cremosita'.
Le verdure di stagione, nella tabella delle disponibilita' della Radisa, sono quanto di piu' adatto si possa trovare per mettere insieme un piatto confortante, e allo stesso tempo originale.
La zuppa preparata ieri sera ha una base di porro e carota, appassiti qualche minuto a fuoco basso in poco olio e burro. Ho aggiunto in seguito mezza rapa bianca, di quelle allungate, e mezzo cavolo rapa, mondati e tagliati a tocchetti. Ho coperto di brodo di verdure e funghi secchi bollente, ed ho coperchiato lasciando sobbollire per una mezz'ora. In seguito ho frullato col minipimer, ed aggiunto poco sale, una spolverata di pepe nero, poca salsa di soia Shoyu, ed ho rimesso sul fuoco per altri 15 minuti.
Ecco, questa era la mia base, ma ho scoperto che qualsiasi zuppa si puo' trasformare in un delizioso piccolo flan. Ecco cosa occorre.

Per 5 piccoli flan :
450 gr zuppa di media densita', raffreddata - 2 uova - 90 gr ricotta - 60 gr Parmigiano - 2 c. colmi di maizena - 1 cc di curcuma - poco latte di soja - sale&pepe, pellicola per alimenti.

Preriscladare il forno a 180°, mettendovi gia' una teglia da lasagne con due dita di acqua bollente.
Nel mixer frullare le uova con la ricotta, il parmigiano, 2 cucchiai colmi di maizena, ed un cucchiaino di curcuma sciolta in poco latte di soja (la mia zuppa di base non aveva un colore affascinante, cosi' ho pensato di spingerla verso una sfumatura oro proprio con l'aiuto di un po' di curcuma). Aggiungere poco sale ed una spolverata di pepe.
Mescolare bene questo composto con la zuppa, e distribuirlo negli stampini - o cocottes - foderati di pellicola per alimenti. Ho ripiegato l'eccesso di pellicola sulla superficie di ogni stampino, ed infornato a bagno maria per circa 35 minuti.
Ho servito con un coulis di zucca con timo e rosmarino (realizzato frullando della polpa di zucca cotta al vapore - grazie Liliana ! - con un trito di rosmarino e timo, poco olio evo e poco brodo vegetale), cospargendo con qualche petalo di Salade de Fleurs.
Ricordate, tutto fa flan : nobilitare sotto questa forma ogni avanzo di zuppa che si abbia a disposizione, mescolandola con la preparazione che ho sperimentato, e' d'ora in avanti assolutamente possibile :)

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venerdì 14 agosto 2009

Il Panino da Spiaggia, con Bicicletta


Come i piu' attenti hanno potuto leggere nei Tweets, "sono viva abbastanza".
Arrivata alle vacanze dal tardo pomeriggio del 31 luglio scorso, sono stata presa da una forma acuta di rigetto da computer, e catalizzata dal far niente e dalla spiaggia, nel tentativo di recuperare una parvenza di equilibrio. Il lavoro fa male.
Sono qui in provincia di Ravenna, in quest'estate senza viaggi, e la spiaggia scelta quest'anno e' quella di Porto Corsini, tra Marina Romea e l'estremita' del porto di Ravenna, a poco piu' di mezz'ora da casa.
Per arrivare si passa dietro la vecchia zona industriale di Ravenna, con tanto di colossi pieni di ciminiere tipo la Marcegaglia, e malgrado i fenicotteri appollaiati pigramente nelle acque salmastre, o i coraggiosi padelloni da pesca anch'essi situati sull'altro versante della strada rispetto a questa vista scoraggiante, non si penserebbe mai di arrivare in breve ad un posto tanto carino.
Meta di kite-surfers a causa delle continue correnti ed intrecci ventosi, questa spiaggia trovo abbia un nonsoche' di Costa Azzurra d'altri tempi, con il suo accesso tramite un vialetto sabbioso appena transitabile, dove lasciare la macchina all'ombra di uno dei tanti ulivi carichi di frutti, avamposti della spiaggia, pineta alle spalle.
Il personale del Bagno Tarifa e' sorridente, la fauna umana pare fuori dal becero e dalla fighettitudine, piacevolmente tranquilla.
Le dune e la macchia mediterranea accompagnano per un po' le ciabattine di gomma sulla passerella, fino ad un accesso al mare con pochi ombrelloni : la mia vacanza.
In spiaggia, a Ferragosto poi, serve IL panino perfetto. E' il periodo d'oro del mio giardino, che offre pomodori, fichi ed erbe aromatiche, quindi e' facile combinare qualcosa di fresco.

Mi era stato chiesto da Clamilla di partecipare ad una raccolta di ricette da ombrellone, mi scuso per non essere riuscita a spedire qualcosa in tempo, e provo a rimediare con questa Baguette alla Feta, Fichi & Salmone.

Per due persone :
1 baguette grande (o 2 piccole) - 100 gr feta - mezza scatoletta di filetto di salmone al limone - 8 fichi piccoli - 1 pomodoro cuore di bue - il succo di 1/2 limone - una manciatina di cipolla essiccata (Ikea Bottega Svedese) - timo limone - origano - sale di Cervia - olio evo - pepe

Privare la baguette delle estremita' arrotondate, tagliarla a meta' e svuotarla della mollica. Prendere la meta' piu' concava, dividerla in due, cospargerla di poca cipolla essiccata, mettere da parte. Tagliare i fichi a spicchietti, affettare piuttosto sottilmente il pomodoro e spolverarlo di sale grosso di Cervia.

In una ciotola, sbriciolare la feta ed il salmone, aggiungere i 3/4 dei fichi, il succo di limone, timo ed origano, poco olio. Amalgamare delicatamente, e distribuire il composto nella baguette, sopra le cipolle. Completare con le fette di pomodoro, e qualche altro spicchio di fico, disposto in modo che sporga dalle estremita' del panino.
Da accompagnare con la "Bicicletta", qui nella versione realizzata con birra Tennent's e gazzosa Lurisia.
Buon Ferragosto, io da buona misantropa in questa ricorrenza evito la spiaggia, che gusto ci sarebbe a passeggiare per sei km in ciabattine sulla passerella che dal porto si addentra verso il largo, guardando le navi come fa Susanna, con lo stesso stupore felliniano di coloro che guardavano passare il Rex, se si deve farsi largo a gomitate nella folla ?

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lunedì 6 luglio 2009

Wimbledon e la Galletta Multitasking, con DisSimil-Guacamole & Gamberi Speziati


Roger Federer mi ha rovinato la domenica.
Il tennis mi riporta all'infanzia e all'adolescenza, alle maratone su terra rossa mai noiose, al silenzio concentrato scandito dai palleggi e dalle corse felpate e non dai gemiti, ai personaggi, i singoli, i soggetti, il doppio buffone Nastase-Ramirez, il braccio di Vilas, Borg che gioca cinque set e non suda, McEnroe "ARE YOU SERIOUS ?!", Becker a rete che si tuffa, Connors e la Evert, i capelli di zucchero filato della Duchessa di Kent, Noah à Roland, la Coppa Davis e Panatta.
Sto invecchiando ... ma del resto anche la Seles va per i quaranta, ed e' con lei che inizio' l'era del gemito, e in qualche modo un po' il declino di tutto. Con qualche eccezione.
Non sono una giocatrice, ma ho sempre amato e seguito il tennis, particolarmente quando e' commentato dalla versione italica di Statler & Waldorf dei Muppet's, e cioe' il duo Clerici - Tommasi, persino in versione ipertecnologica HD. Sono perfetti nel rendere l'atmosfera di uno sport e di un evento che parlano di storia, di stile, di tecnica, qualche volta di intelligenza, ma anche di birichinaggine e di gossip. La volgarita' e' bandita (per quanto sia possibile di questi tempi, papi). Sono decisamente sul pezzo mille volte piu' di tanti "gggiovani", e domenica scorsa condividevano con me la frustrazione e lo stupore di vedere Roger Federer portare la sua "manina benedetta" fino al quinto set, pur senza veramente essere li'. Diavolo di un Roddick, incredibilmente progredito, tignosissimo avversario dal serivizio odiosamente efficace, e mannaggia Federer, tutto un pomeriggio di sole mi hai costretto in casa, e quando finalmente e' finita naturalmente il tempo e' cambiato.
Durante la frustrazione massima tra il quarto ed il quinto set, la mia mente turbata ha assemblato vari spunti, e prodotto quanto segue.

Questa Galletta compariva, un po' defilata, nella Cucina Italiana dello scorso maggio, presentata diversamente. Mi e' subito piaciuta, ci ho intravisto un potenziale come base di diverse creazioni - da cui il "Multitasking" - fuoriuscite in strati colorati dal coppapasta, sempre molto attivo in estate.
Quindi eccola qua nella sua versione base, migliorabile per esempio con la semplice aggiunta di erbette profumate, a fare da fondamenta ad una piccola costruzione di DisSimil-Guacamole e di gamberoni speziati.

Per la Galletta:
120 gr parmigiano grattugiato - 120 gr patate grattugiate - 80 gr pastina tipo "risone"

Per il DisSimil-Guacamole:
1 avocado maturo - 1 cipolla Tropea di taglia media - 1/2 peperoncino privato dei semi - il succo di un lime - sale - olio evo

Per i Gamberi:
1 confezione di Gamberi pronti (ebbene si', si trovano per esempio alla pescheria dell'IperCoop, comodissimi, gia puliti, in vaschetta sigillata) - 1/2 cipolla Tropea - 1 cc pasta di curry piccante - 1 cc curcuma - 1/2 cc di zenzero fresco - 1/2 bicchiere di aceto di vino bianco - sale

Cuocere al dente per 5 minuti la pastina tipo "risone", scolarla e mescolarla alle patate crude grattugiate ed al parmigiano. Velare, con l'aiuto di un foglio di carta da cucina intriso di olio evo, una padella antiaderente, versarvi il composto e pressarlo con delicatezza (ho usato un batticarne), in modo da compattare il tutto dando forma ad una galletta spessa circa 1 cm.
Lasciar cuocere alcuni minuti finche' il parmigiano inizia a sciogliersi amalgamando l'insieme, e poi girare con l'aiuto di un coperchio. Terminare la cottura fino a doratura, e mettere da parte a raffreddare su carta da cucina.

Tagliare a meta' l'avocado, denocciolarlo e svuotarlo della polpa. Affettare sottilmente la cipolla, tritare finemente il peperoncino, e mescolare insieme alla polpa di avocado schiacciata grossolanamente con una forchetta, al succo di lime, e a poco sale ed olio evo.
Se si dispone di gamberi freschi, lessarli in acqua e limone, scolarli e sgusciarli.
I miei gamberi pronti li ho irrorati di poco succo di limone, mescolati un po' con le mani, e messi a scolare su carta da cucina. Nel frattempo in una padella con poco olio ho messo la cipolla affettata sottilmente insieme alle spezie e allo zenzero, ho saltato un pochino, aggiunto l'aceto e salato. Ho lasciato insaporire ed evaporare leggermente mescolando, per un paio di minuti, poi ho spento il fuoco, ed aggiunto i gamberi, saltandoli velocemente in questa salsa.
Tagliare con un coppapasta - della dimensione che si preferisce - dei dischi di galletta, e costruire il piatto sovrapponendo alla galletta uno strato di guacamole, e completando infine con i gamberi.
Guacamole e galletta si sposano perfettamente, il piccante agrodolce del gambero caratterizza e stuzzica.
Malgrado tutto, quindi, grazie Roger :)

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domenica 28 giugno 2009

Spiedini in Marinata Agrodolce

Ottima marinata proposta nella pagina delle ricette del supplemento del sabato di Repubblica, "D".
Vigliaccamente sostituisco il previsto agnello col pollo, ed il risultato e' davvero ottimo, lo consiglio.

Per quattro persone :
500 gr pollo tagliato a tocchetti - 100 gr pancetta a cubetti - 100 gr albicocche secche (io anche pomodorini, un po' di colore) - 2 cipolle.
Per la marinata :
1 bicchiere di aceto di vino bianco - olio evo - succo di 1 limone - 2 c marmellata di albicocche - 2 spicchi d'aglio a fettine - 2 c di curry piccante in polvere (io solo uno + 1 cc. curry in pasta) - 1 c pepe nero pestato al mortaio.

La sera prima, sciogliere il cucchiaino di pasta di curry in poco aceto, e versarlo in una terrina insieme agli altri ingredienti della marinata - tranne le albicocche secche ed i pomodorini -, unendo il pollo a tocchetti e la cipolla tagliata in fette spesse. Mescolare bene con le mani per distribuire al meglio le spezie, coprire con la pellicola trasparente e scordarsi il tutto in frigo fino all'indomani.

Ammollare le albicocche secche per ammorbidirle, e dopo qualche minuto cominciare a confezionare gli spiedini alternando il pollo scolato dalla marinata, la pancetta, la cipolla, i pomodorini e le albicocche. Cuocere alla griglia rigirando spesso, e servire insieme alla marinata fatta restringere velocemente in un pentolino.
Ho servito con un millefoglie di pomodoro cuore di bue e cetriolo, giro di olio evo e fiocchi di sale affumicato.

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sabato 13 giugno 2009

Pizza Soffice al Salame Piccante, Caprino & Salvia


L'impasto di questa pizza casalinga somiglia un po' a quella che si comprava dal fornaio, quando ero piccola.

Per una placca da forno di pizza (nel caso si preferisca una pizza meno alta e sofficiosa 300 gr di farina basteranno, altri ingredienti in proporzione):
500 gr di farina (350 gr farina per pizza + 150 gr farina 0) - 15/20 gr di lievito di birra fresco (c.ca 3/4 di un cubetto) - 300 ml d'acqua tiepida - 1 cc raso di zucchero - 2 c di olio d'oliva (secondo me 1c basta) - 1 cc colmo di sale

Preriscaldare il forno a 50 gradi, e spegnere poco prima della fine della preparazione dell'impasto.
Sciogliere il lievito e lo zucchero in c.ca meta' dell'acqua, unirli alla farina iniziando ad impastare, ed incorporare gradualmente il resto delll'acqua. Aggiungere l'olio ed il sale, e continuare a lavorare l'impasto giusto il tempo necessario per amalgamare gli ingredienti, lasciando che l'insieme risulti umido e appiccicoso (resistere alla tentazione di aggiungere farina, varra' la pena essersi gravemente impiastricciarti, vedendo il risultato).
Ungere con poco olio una ciotola capiente, e con le dita ancora unte manipolare l'impasto formando una palla, e porlo nella ciotola, coperta da un tovagliolo, nel forno precedentemente intiepidito. Dovra' perlomeno raddoppiare di volume, quindi l'ideale sarebbe lasciarlo lavorare in pace per un paio d'ore.
Ricoprire la placca del forno di cartaforno, e versarvi sopra l'impasto, senza manipolarlo ulteriormente.
Tirare con una certa delicatezza l'impasto verso i bordi, dandogli la forma della placca mentre lo si sgonfia appena coi polpastrelli, e lasciare riposare un'altra mezz'oretta prima di passare alla farcitura.
Nel frattempo preriscaldare il forno a temperatura massima, tipo fusione nucleare (l'effetto sauna in questi giorni e' garantito).

La farcitura di oggi :
3 mozzarelle a dadini - 1 caprino fresco a rondelline - salame calabrese al peperoncino rosso - pomodori pelati frullati - salvia - olio evo - peperoncino

Frullare una confezione di pelati con un pizzico di sale, uno di zucchero, 1/2 cc di peperoncino, e poco olio.
Lavare ed asciugare una decina di foglie di salvia, e metterle da parte in una ciotolina con poco olio, sminuzzandone un paio.
Tagliare a dadini le mozzarelle, e a rondelline il caprino.

Adriano consiglia un metodo di cottura che, pur suggerito per un altro tipo di impasto, ho trovato adatto anche a questo, e cioe' distribuire prima alcune cucchiaiate di pomodoro frullato, per poi cuocere nella parte bassa del forno per c.ca 10 minuti.
Solo in seguito si aggiungera' il resto della farcitura (mozzarella, caprino, salvia strizzata dall'olio in eccesso, salame piccante, olio profumato alla salvia), e si completera' la cottura per c.ca 5 minuti, posizionando la placca nella seconda tacca piu' alta del forno.

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domenica 24 maggio 2009

Terrina Verde & Rape Rosse

La terrina e' questa di Artemisia, con lattuga e borraggine invece di spinaci.
La rapa rossa e' splendida e deliziosa solo lessata, qui con sale affumicato, pepe e citronette.

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mercoledì 25 febbraio 2009

Kibbe di Zucca

Wikipedia e' al solito di una semplicita' disarmante : il Kibbe e' un piatto mediorientale a base di burghul, che viene cucinato nelle piu' svariate maniere, mescolandolo alla carne macinata oppure alle verdure, sempre molto speziato.
Puo' essere cucinato col principio di un arancino di riso, oppure passato al forno, o servito semplicemente come una sorta di frittata.
Le attese dal dentista possono essere produttive, se si trovano vecchi numeri autunnali di settimanali "femminili", e si sottraggono le pagine delle ricette con la complicita' dell'assistente.
Solo oggi, al termine di un'altra due giorni di ferie forzate, ricca di eventi extra-lavorativi (alcuni difficili e provanti  come la temuta, e poi attesa come una liberazione, testimonianza al processo contro la persona che mi ha aggredita) che ora come ora, sommati insieme, mi fanno sentire piu' leggera, solo oggi dicevo questa ricetta mi e' tornata in mente, e l'ho recuperata.

Ecco quindi il Kibbe alla Zucca, per due persone :
100 gr burghul - 1 cipolla bianca - 300 gr di zucca cruda - 1 cc di hot curry - olio evo, sale.

Preriscaldare il forno a 200°, e mettere il burghul in una ciotola, ricoprendolo d'acqua bollente.
Sminuzzare la zucca nel mixer, tritare la cipolla, e mettere entrambe in padella con poco olio, e col cucchiaino di curry.
Saltare qualche minuto a fiamma vivace, aggiungere il burghul, una spolverata di sale, mescolare bene, coperchiare e togliere dal fuoco, lasciando intiepidire.
Ungere una pirofila rettangolare e riempirla col composto, compattandolo bene con una spatola. La ricetta originale prevede di "versare qualche cucchiaio d'olio" sulla superficie, io mi sono limitata ad un giro d'olio evo, per poi passare in forno c.ca 20 minuti.
Si puo' servire intero, o tagliato a quadretti come un fingerfood, insieme a pomodorini e radicchio, o insalata.
Io ho scelto il radicchio di Marcello, e pomodorini, con un filo d'olio ed una spolverata di sale affumicato.
In alternativa alla zucca, si possono utilizzare le patate dolci.

Bene, come al solito sono negata per le date, anche quelle delle ricorrenze che mi riguardano, ed a questa tendenza non e' sfuggito il primo anniversario di questo blog.
Ho pubblicato la prima ricetta il 23 febbraio 2008, e da allora ho imparato un sacco di cose, di cucina, di informatica, persino un po' di di fotografia !, ma soprattutto sulla ricchezza degli incontri, e su quello che posso fare, se solo mi convinco che posso.
Quindi archivio l'anniversario, e mi preparo per la prossima ricetta, come direbbe Amy Winehouse, "back to basics".

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venerdì 2 gennaio 2009

Spezzatino di Tofu alle Olive & Birra - Redux


Vorrei cominciare a cucinare con meno carne possibile - gia' ne mangio poca, ma vorrei tentare di migliorarmi - e cosi' ho comprato un bel panetto di tofu da 300 gr (ottimo, marca Sun Soy Food, prodotto nelle colline vicino a Bologna, a Pianoro) in un negozio carinissimo bolognese che vende alimenti naturali, Molto Buono.
La Cate e' assolutamente vegetariana, Antonio no, ma e' un cuoco versatile, che riesce a combinare con le verdure cose gustose.
La ricetta che segue me l'ha passata lui.

Per due persone (poco golose) :
150 gr. di Tofu tipo naturale - 50 gr di olive taggiasche private del nocciolo - 1/2 peperoncino - uno spicchio d'aglio - 2 pomodori secchi - 1/2 birra da 33 cl. - passata di pomodoro - 1 cc. dado vegetale in polvere - olio evo, sale, zucchero, una manciata di prezzemolo.

Soffriggere in poco olio evo (io ho aggiunto anche un po' di olio all'aglio, il tofu va insaporito con cio' che lo circonda) uno spicchio d'aglio in camicia schiacciato, con il peperoncino ed i pomodori secchi sminuzzati.
Far fondere tra loro i profumi per qualche minuto, poi aggiungere il tofu e le olive.
Lasciar soffriggere, saltando a fiamma vivace.
Aggiungere poi birra, in quantita' sufficiente a bagnare decisamente il tutto, senza tuttavia ricoprirlo.
Lasciar evaporare, mescolando delicatamente di tanto in tanto. Togliere l'aglio.
Aggiungere infine qualche c. di passata di pomodoro, il cc. di dado vegetale in polvere, poco sale, ed un deciso pizzico di zucchero.
Far riprendere calore, coprire, e lasciare andare per 5 minuti a fuoco medio.
Infine scoperchiare, e cospargere di prezzemolo tritato (da non omettere assolutamente, e' decisivo).
Il risultato e' delizioso, amarognolo e sapido, ma forse la prossima volta, per evitare che l'amaro di olive e birra (pur stemperato dal fresco/verde del prezzemolo) abbia il sopravvento, pensavo di aggiungere qualche uvetta sultanina.
Chissa' che ne pensera' Antonio ? :)

Redux del 7 gennaio
Rilancio con una variante cucinata con il restante mezzo panetto di tofu, che mi e' sembrata quasi migliore.Ho realizzato un pesto di pomodori secchi con :
5 pomodori secchi ammollati qualche minuto in acqua tiepida, e poi asciugati - un generoso cc. di confettura calabrese di peperoncini (che ha portato da sola la nota piccante e quella dolce che cercavo) - 2 acciughe scolate dall'olio, sciacquate ed asciugate - 10 olive taggiasche private del nocciolo - olio all'aglio.
Ho frullato il tutto, ed ho usato un paio di cucchiai di questo pesto come se fosse concentrato di pomodoro, insieme al sugo, diluendolo con un po' d'acqua.
Il resto della ricetta resta invariato.
... grazie all'amica calabrese di Fabrizio che lo ha consigliato bene, dicendogli di portarmi questa confettura di peperoncini invece di una cosa piu' scontata :)
Scettici del tofu, provate :)

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martedì 18 novembre 2008

Flan al Cavolfiore & Broccoli con Scamorza Affumicata

A parte la cottura di mezz'ora, la trovo una ricetta veloce e d'effetto, anche per una cenetta improvvisata.


Ingredienti per 6 piccoli flan :
4 uova - 250ml di panna - 200 gr di cavolfiore - 200 gr. di broccoli - 100 gr. scamorza affumicata - sale - pepe - noce moscata - poco burro - zucca a scagliette e prezzemolo per decorare

Preriscaldare il forno a 200°.
Sbollentare cavolfiore e broccoli per c.ca 5 minuti in acqua salata (oppure cuocerli al vapore per una decina di minuti).
Tagliare a dadini la scamorza.
Frullare il cavolfiore scolato e raffreddato insieme alla scamorza, e dividere i broccoli in piccole cimette.
In una ciotola sbattere le uova con sale e pepe bianco, aggiungere la panna, un'abbondante grattata di noce moscata, e amalgamare.
Unire il cavolfiore frullato con la scamorza, e le cimette di broccoli, mescolare delicatamente.
Aggiustare di sale e pepe (io ho abbondato col pepe), e versare il composto negli stampini imburrati.
Infornare a bagnomaria per c.ca 30 minuti.
Ho servito decorando con scagliette di zucca cruda, prezzemolo, ed un'altra macinata di pepe bianco.


Ho rivisitato una ricetta di Cucinare Bene di novembre, aggiungendo il cavolfiore e la scamorza al loro flan, che mi sembrava carino ma insipido :)
Sono quasi convinta che venga bene anche col latte di soja al posto della panna
...

Modifica del 27/11/08 :



Con questi piccoli Flan partecipo alla raccolta di Antonella, che ha gia' riunito un numero impressionante di ricette che utilizzano il cavolo, qualsiasi cavolo, tutti i possibili cavoli :)

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domenica 14 settembre 2008

Sformatini di Couscous


In preda all'insonnia da caldo, mi e' capitato in agosto di guardare il canale del Gambero Rosso a notte fonda, e questa ricetta, che oggi appare come nostalgica della bella stagione, l'ho vista fare da Laura Ravaioli. In realta' le melanzane andrebbero fritte, nella versione originale, ma io le ho fatte alla piastra, e trovo che anche esteticamente il risultato sia addirittura piu' gradevole.

Per 4 sformatini :
2 melanzane lunghe - 10/15 pomodori ciliegini - 200 gr. couscous - brodo vegetale - erbette miste - 1 limone - olio evo - sale


Lavare le melanzane, affettarle sottilmente per il lungo, cospargerle di sale e mettere da parte a "perdere l'amaro".
Nel frattempo preparare i pomodorini, che vanno fatti confits ; 10/15 ne serviranno per questa ricetta, ma conviene farne una teglia intera, fanno sempre comodo ! Il procedimento per la loro preparazione l'avevo gia' descritto nel mio post sul Taboulé di Pollo, vi ci rimando, consigliandovi pero' quello che ho appreso con l'esperienza, e cioe' meglio forno a max. 100° per un'oretta.
La preparazione del couscous e' la solita oramai brevettata, pari quantita' di cous cous ed acqua bollente, nella quale si puo' sciogliere - se piace - del brodo vegetale, e magari un cucchiaino scarso di curcuma, che da' un bel colore giallo-dorato. Coprire con un foglio di alluminio, e lasciar riposare almeno 15 minuti. Fare un battuto di erbette miste (ho messo origano fresco, basilico, prezzemolo ed erba cipollina), ed unirlo al couscous dopo averlo sgranato con una forchetta, aggiungendo il succo di limone, ed un po' d'olio.
Scaldare la piastra almeno 5 minuti prima dell'utilizzo, e cospargerla di sale grosso. Nel frattempo sciaquare ed asciugare le melanzane, e cominciare con pazienza la cottura alla piastra.


Come formini ho utilizzato gli stampi da crème caramel della Cuki; li ho leggermente unti, ed ho disposto le fette di melanzana in modo che almeno 1/3 sporgesse dal bordo. Ho riempito con un paio di cucchiai di couscous, ho pressato, aggiunto 4 mezzi pomodorini confits, altro strato di couscous, ed infine ho ripiegato i lembi delle melanzane a chiudere, pressando ancora gentilmente. Per compattare l'insieme, meglio avvolgerli strettamente nella pellicola, ribaltarli, e lasciarli un'oretta in frigo.

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