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lunedì 28 gennaio 2013

Mandorla & Cranberries


Sono già al riciclo.
Diciamocelo, non è un segreto che io sia una blogger disastrosa.
Del resto arrivo persino ad auto-citarmi, alla Hitchcock, specchiandomi nell'acciaio inox mentre fotografo questi dolcetti. Dilettante.
Avevo realizzato questo stesso impasto celiaco-friendly sotto forma di tartelette, ispirato ad una ricetta tratta, se non ricordo male, dal libro Christmas di Donna Hay.
Questa volta sono risultati quattordici pasticcini in formato muffins, arrivati semi-ignorati in ufficio per festeggiare tardivamente il mio compleanno, con queste proporzioni :

- 150 g. burro

- 100 g. zucchero semolato
- 2 uova + 2 tuorli
- 3 cucchiai farina di farro
- 250 g. farina di mandorle (ho usato mandorle tritate al momento, con poco zucchero)
- 90 g. c.ca mirtilli rossi (cranberries) canditi
- 1 cucchiaino di estratto di vaniglia
- 2 cucchiai zucchero a velo
- pizzico di sale
In progress
Tritare le mandorle con poco zucchero, mescolarle alla farina di farro, mettere da parte.
Montare a neve le due chiare col pizzico di sale, mettere da parte.
Sbattere i tuorli con lo zucchero fino a renderli spumosi, aggiungere il burro e montare.
Unire le mandorle mescolate alla farina di farro, e la vaniglia. Mescolare bene.
In ultimo, con una spatola, incorporare le chiare col collaudato movimento dal basso verso l'alto, ed aggiungere i mirtilli rossi (per una migliore distribuzione nell'impasto in cottura, passarli nello zucchero a velo).
Distribuire nei pirottini, pareggiare col pollice bagnato la superficie, e spolverarla di zucchero a velo.
Informare per c.ca 30 minuti in forno pre-riscaldato a 150° (nel mio caso, ventilato. Con forno statico sara' probabilmente necessario qualche minuto in più).
Ne risultano dei pasticcini burrosi e invernali, ottimi col tè.
Qualsiasi altro tipo di frutta e' ammesso !

*English Version*

I’m already recycling.

Let's face it, it's no secret that I am a disastrous blogger.

Moreover, I arrive even to quote myself, like Hitchcock someway, mirroring myself in stainless steel while taking a picture of these cakes. Amateur.

I already made this same celiac-friendly mixture in a tartelette shape, inspired by a recipe, if I remember correctly, taken from the book Christmas by Donna Hay.
This time, fourteen muffin-size cakes will result; they arrived half-ignored in my office today, for a belated birthday celebration. Here are the ingredients :  


-150 g. butter
-100 g. caster sugar
-2 eggs + 2 yolks
-3 tbsp spelt flour
-250 g almond flour (I used almonds ground with a little sugar, this time)
-90 g cranberries candies
-1 teaspoon of vanilla extract
-2 tbsp icing sugar
-pinch of salt


Grind the almonds with a little sugar, mix it with the spelt flour, set aside.

Whip the two egg whites with pinch of salt, set aside.

Beat the egg yolks with the caster sugar until the texture will be foamy/silky, add the butter and whip-up, then combine to the mixed almonds with spelt flour, and vanilla. Mix well.

Finally, with a spatula, stir the whipped egg whites with the mixture, with a movement from the bottom to the top, and add the cranberries (for a better distribution in the dough, sprinkle them previously into powdered sugar).
Divvy up in to paper cases, flatten the surface with the help of your water wet thumb, and dust it with powdered sugar.
Put in the oven, pre-heated at 150°, for 30 minutes (in my case, ventilated oven. Static oven will likely need a few minutes more).
The result  is a wintry, buttery pastry, excellent with tea.
Any other kind of fruit is allowded !



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domenica 31 ottobre 2010

Cake ai Pistacchi ed Acqua di Fiori d'Arancio, Profumo, Respiro


Un unico post su ottobre, e per di più nell'ultimissimo giorno del mese, non sarebbe una cosa da fare per una blogger che si rispetti. Ho letto ultimamente addirittura dei decaloghi con le regole per il 'blog di successo', su come acquisire e mantenere lettori, su come farsi notare dagli inserzionisti. Io testardamente continuo a vedere questa pagina come un'isola alla quale approdo ogni tanto, condivido ricette e pensieri sparsi, rivedo alcune amiche e, così come mi capita anche fuori dal virtuale, chiudo gentilmente fuori di casa pubblicità e piccoli profitti per ritrovare un posticino dove le uniche regole siano l'assenza di regole, lo humour, e la gentilezza, in un contesto positivamente internettiano.
Finisco infatti per tornare soprattutto quando intorno a me l'eccessiva presenza di personaggi laidi ed atmosfera da Sodoma e Gomorra de noàtri diventa soffocante, piu' che quando sono serena. Quando sono serena, credo di vivere di piu' nel reale, questa è la verità. Respiro.
Eccomi quindi di ritorno mentre infuria lo squallore 'bunga-bunga', e nello stesso tempo mentre vivo e respiro, dopo aver preso un pò più di un mese fa la decisione di lasciare il lavoro che negli ultimi tredici anni aveva finito per costringermi alla mera sopravvivenza, spegnendo progressivamente quello che sono, ogni lucina negli occhi (eh, Maria ??), ogni sonno ristoratore, ogni curiosità, ogni gioia. Vorrei poter essere meno sensibile al contesto in cui vivo (bunga-bunga) e lavoro, essere capace di schermi e di adattamento ai personaggi tronfi e/o stupidi che abusano al quotidiano del loro piccolo potere provinciale, ma purtroppo no, sono solita sentire ed ascoltare, elaborare e ragionare, pensare e proporre, e quindi non sono adatta al concetto 'l'azienda non e' una democrazia' (tanto piu' se è oramai evidente che esso porti direttamente contro un muro), ne' posso subire senza reazioni la convivenza con la stupidità volgare, compiaciuta e grassa, eppure instabile e insicura. Non mi sento migliore, ma sono sicuramente diversa. E ne sono felice. Je pilote ma vie à nouveau (n'est-ce pas, François ? :)).

Venerdì scorso cena a casa di Luisa, con Anna. Quanto mi e' piaciuta questa serata, di risate e scrollate reciproche e commozione !
Antipasto di splendide tigelle 'stampate' e mortadella, nella migliore tradizione romagnola, evidenziata fin da subito dalla tovaglia tipica, nella versione blu che e' la mia preferita. Piatto principale originale, di patate farcite ai funghi ed avvolte in una copertina di prosciutto croccante, con misticanza condita da olio buono. Tutto gustosissimo, malgrado i timori della padrona di casa, che sperimenta sempre cose nuove il giorno della cena, per poi spaventarsi in corso d'opera delle incognite.
Ho portato il cake che dà il titolo a questo post, la cui ricetta ho letto nel penultimo numero di Saveurs, e che si esprime al suo meglio con un tè, o ancora meglio con una quenelle di gelato alla vaniglia.

Occorrono :
100 gr pistacchi non salati - 150 gr zucchero semolato, piu' un cucchiaio - 110 gr burro fuso raffreddato (io ne ho messi 90 gr) - 2 uova - 125 gr yogurt naturale intero - 2 cucchiai di acqua di fiori d'arancio - 150 gr farina 00 - 1 bustina di lievito per dolci - semi di papavero (facoltativi).

Preriscaldare il forno a 180°, far fondere dolcemente il burro nel microonde, tritare i pistacchi insieme al cucchiaio di zucchero (più o meno finemente a seconda che si desideri che i pezzetti si sentano oppure no).
Con una frusta sbattere insieme uova, zucchero e yogurt. aggiungere l'acqua di fiori d'arancio, e a seguire la farina setacciata col lievito. In ultimo unire il burro fuso, ed i pistacchi tritati.
Mescolare bene, e versare l'impasto in uno stampo da cake imburrato e foderato di semi di papavero. Cottura in circa 45 minuti, gli ultimi dieci coprendo con della carta da forno per non rischiare che la superficie si colorisca troppo. Aspettare 10 minuti prima di togliere dallo stampo, e poi lasciare raffreddare su una gratella. Spolverare di zucchero a velo come tocco finale.

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mercoledì 15 settembre 2010

Tarte aux Prunes

Le Stanley color inchiostro dell'albero del mio giardino, e le rosse varieta' Fortuna, sono le mie prugne preferite. Oramai l'albero del giardino ha dato i suoi frutti, molti dei quali rubacchiati dai merli e dalle ghiandaie che sbecchettano e poi, sdegnose, abbandonano il frutto caduto anche se praticamente perfetto, per la gioia di Nico che non si formalizza, e banchetta allegramente.

Su Elle à Table della rentrée ci sono diverse ricette con la prugne come ingrediente principale, questa e' una classica Tarte, facilissima e sempre riuscita, e le prugne rosse che si trovano ora al supermercato ci stanno benissimo.

Base:
250 gr farina - 40 gr zucchero - 125 gr burro appena ammorbidito - i semi di una bacca di vaniglia - 1 uovo - 2 c. di latte
Crema:
40 gr farina di mandorle (o nocciole) - 40 gr. burro (o crème fraiche) - 20 gr zucchero - 1 uovo
Copertura:
500 gr c.ca di prugne - 10 foglie di menta - 1 c. zucchero - 1/2 cc. cannella

Setacciare la farina, e mescolarla a zucchero e vaniglia. Aggiungere progressivamente il burro e 'sabler' il tutto (perfetta una macchina impastatrice). Unire poi l'uovo ed il latte, formare una palla impastando ancora un po' a mano, appiattirla, avvolgera nella pellicola per alimenti e lasciarla in frigo una mezz'oretta.
Preparare la crema frullando le mandorle con lo zucchero per ridurle in polvere, ed aggiungendo il burro fuso e l'uovo.
Lavare le prugne, snocciolarle e tagliarle in quattro.
Preriscaldare il forno a 180°, riprendere la pasta e stenderla. Foderare uno stampo imburrato (coi ritagli si fanno ottimi biscotti, a meta' cottura spennellati di miele e spolverati appena di zucchero di canna), bucherellare con una forchetta, e distribuire la crema sull'impasto.

Disporre poi le prugne sulla torta, ed aggiungere qua e la qualche fogliolina di menta.
Terminare con una spoleverata di zucchero mescolato alla cannella.
La ricetta parlava di 40 minuti di cottura, io ho sfornato la tarte dopo 30 min.

PS : Nico e Paco se portent bien, per i loro numerosi fan ecco due ritratti aggiornati.





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lunedì 13 settembre 2010

Flan di Zucca e Mela, e il Rientro


Rieccomi qui, dopo un'estate salutista, i cui benefici effetti sono evaporati in una settimana, non appena rientrata al lavoro. Ogni anno provo a ridurre questo trauma seguendo i consigli di cui sono piene le varie riviste che mi capitano sotto tiro : mantenere 6-8 ore di sano riposo notturno (insonnia e sonno frammentato), riprendere un'attivita' fisica regolare (Daniela, l'anno prossimo non far terminare le tue vacanze solo il 6 di settembre !), meditare quotidianamente in un piccolo, costante spazio per se' (il tutto si e' ridotto alla sola parola-mantra 'RESPIRA', a cui mi attacco come una naufraga).
Cosi', quest'anno ho provato ad intervenire anche sul fronte alimentazione, integrandola con gli elementi consigliati come antistress- antifatica, e cioe' cereali integrali (Weetabix, di ritorno nella mia colazione), lievito alimentare in scaglie (la rivista francese garantisce che e' ricco di vitamina B9, che boosta le cellule come razzi, inducendole a produrre un'energia tale che potrei alimentare un quartiere sovrapopolato), e poi la vitamina C dei kiwi, l'effetto antisettico del timo (spolverato anch'esso sulle insalate con il lievito in scaglie) e del miele (sul Weetabix la mattina). Ho abbracciato il criceto che e' in me, distribuendo semi tostati misti su tutto cio' che porto in tavola (omega 3 e 6, benefici cardiocircolatori ... mi sono fatta una cultura qui) bref, sono stata la capricorna ligia che posso essere, ed il risultato e' stato sia quello descritto all'inizio di questo post sia, dulcis in fundo, avere intercettato un virus settembrino latore di mal di gola e tosse.
RESPIRA ... cough cough cough (propoli, antisettico). Persevero, SO di essere sulla buona strada, il problema non e' l'alimentazione, e' il lavoro, e tutti noi sappiamo che meta' del problema e' superato una volta che se ne e' individuata la causa.

La Bocca dell'Inferno, che i fedelissimi sanno essere il nomignolo del mio forno, lavora di nuovo a pieno regime, ed ha sfornato gia' diverse cosette, tra cui i Petits Beurres autocelebrativi realizzati con la ricetta di Clotilde, la cui foto avete visto nel post precedente.
Oggi, si produce flan, dolce con una di quelle consistenze geniali francesi che sta a meta' tra il budino e la torta, un budino affettabile, ecco. Flan di zucca, Autunnale Arancione Amatissima.
Elle à Table ha pubblicato un articolo molto efficace, che condivide diverse idee su come si possano rendere verdure e frutta piacevoli anche per i bimbi e gli adulti piu' restii, cammuffandoli da dolci o da preparazioni golose, ma sempre sane. Questa e' una delle ricette proposte, con qualche mia variante, ed ha pochissimi zucchero e farina, ed e' addirittura priva di grassi :

Circa 450 gr di polpa di zucca cotta al vapore - 100 gr farina - 1 bustina di lievito - un pizzico di sale - uno di cannella - i semi di una bacca di vaniglia - 70+20 gr di zucchero - 3 uova - 150 ml latte - 1 mela Golden

Pulire e tagliare a dadini una zucca da circa un chilo, e cuocerla al vapore per 20 minuti. Scolarla, pressandola se necessario dell'eventuale liquido in eccesso, e frullarla.
Preriscaldare il forno a 150°.
Con la frusta mescolare insieme farina, lievito, 70 gr di zucchero, vaniglia, e pizzichi di sale e di cannella. Aggiungere le uova ed il latte, sempre sbattendo/mescolando con la frusta.
Incorporare bene la polpa di zucca frullata, e versare in uno stampo. Sbucciare la mela e tagliarla a fettine (io ho fatto cosi') oppure a dadini, a seconda delle preferenza o meno verso i pezzetti che rimangono percepibili. Io ho fatto anche uno strato di mela intermedio, dopo aver versato solo meta' dell'impasto, ma la ricetta prevede che le mele vengano aggiunte solo in superficie.
Spolverare con lo zucchero rimasto, ed infornare per 35/40 minuti, anche in funzione del tipo di stampo usato (col mio stampo da cake 22 cm, sono stati necessari 45 minuti).
Lasciare raffreddare, spolverare di zucchero a velo, divorare (zuccofili, so che mi sentite). (Manuela, ce la puoi fare tranquillamente, FALLO).




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domenica 11 luglio 2010

Clafoutis di Pesche alla Lavanda

Ho sbucciato due pesche gialle un tempo belle, ed ora sul punto di rendere l'anima, le ho tagliate in quarti, ed ho poi diviso ogni quarto in tre fettine.
Ho irrorato con il succo di un limone, e riposto al fresco, nel mio mini-frigo appena sbrinato (operazione che odio ma il cui risultato finale mi da sempre molta soddisfazione).
Si puo' subito preriscaldare a 180 gradi il forno, perche' da ora le cose si faranno rapide, e ricordiamo che la bocca dell'inferno deve stare accesa il minor tempo possibile.
Si setacciano 80 grammi di farina in una terrina, insieme ad un pizzico di sale e 60 grammi di zucchero. Si grattano i semi da un baccello di vaniglia, e si aggiungono insieme alle uova, due, incorporate una alla volta. Si versano poi a filo, con calma, 150 ml di latte e 150 ml di panna, mescolando finche' la pastella sara' omogenea e priva di grumi. Aggiungere infine due cucchiaini di fiori di lavanda, ed un cucchiaio di rhum.
Imburrare una ceramica da forno, o dei ramequins monoporzione, spolverarli di zucchero semolato, disporre le pesche sul fondo, e ricoprire con la pastella.
Infornare per circa 20 minuti, servire tiepido spolverando di zucchero a velo.
Profumo di lavanda celestiale, si e' diffuso dalla bocca dell'inferno. Angeli e Demoni.



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domenica 7 febbraio 2010

Muffin Aromatico Telegrafico

Solo poche righe per condividere questo muffin della colazione di oggi. L'ispirazione, che come al solito e' stata considerevolmente modificata in fase pratica, venne mi pare da Cookaround, me l'ero appuntato tempo fa e solo oggi e' venuta l'occasione di provarlo. Magari non sara' tanto originale, ma intreccia in modo sorprendente l'aroma di arancia, vaniglia e mirtilli, dando luogo insieme al caffe' del mattino ad una specie di risveglio dei sensi domenicale, che ha fatto cominciare dolcemente la giornata.

Per 12 muffins :
200 gr farina 00 - 85 gr zucchero - 2 cc. cremor tartaro - 1/2 cc bicarbonato - 1 presa di sale - 1 uovo - 200 gr latticello - succo e scorza di un'arancia biologica - 80 gr burro - 1 bacca di vaniglia - una vaschetta di mirtilli freschi - mandorle a scaglie.

Preriscaldare il forno a 180°, grattugiare la scorza dell'arancia bio e spremerne il succo.
Mescolare in una ciotola gli ingredienti secchi, e in un'altra sbattere uovo e latticello, ed aggiungere succo e scorza dell'arancia, il burro fuso, e i semi estratti dalla bacca di vaniglia.
Mescolare i due preparati con una spatola, giusto il tempo di incorporare bene la farina, ed in ultimo aggiungere i mirtilli. Decorare con qualche scaglietta di mandorla, e infornare per c.ca 15 minuti.

Sara' l'abbraccio tra il latticello ed il succo d'arancia a farli risultare cosi' soffici e leggeri ?
Mi direte, se darete loro una chance il prossimo fine settimana e ... oh, come Nigella consiglia, anche loro finiranno come spesso accade congelati in sacchettini da 4 pezzi, e porteranno una briciola di senso mattutino in questo mondo di bruti, quando il microonde li riportera' in vita durante la settimana.

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domenica 13 dicembre 2009

Moelleux di Patate Dolci

Questo moelleux e' il risultato di un incrocio tra ricette di torte alle patate dolci antillesi e cubane, e le proporzioni degli ingredienti di questo esperimento subiranno di certo varianti in futuro (cominciando con un uovo in piu' e un po' di latte di cocco in meno).
Tuttavia come primo tentativo non e' male, ed ho pensato di pubblicarlo nell'ambito del mio trip da Grinch della patata dolce, che rifugge il ricettario classico di Natale, spaventando mamme e bambini.

Proporzioni per uno stampo da cake da 30 cm :
250 gr patate dolci lessate e sbucciate - 100 gr burro - 200 gr latte di cocco - 100 gr zucchero di canna - 2 tuorli + 2 albumi - 100 gr farina 00 - una bacca di vaniglia - 30 gr uvetta sultanina - rum, acqua, pizzico di sale.

Preriscaldare il forno a 180°. Ammollare le uvette in 3 cucchiai di rum ed uno di acqua.
Frullare le patate dolci lessate insieme al burro ammorbidito e al latte di cocco. Sempre nel mixer, aggiungere lo zucchero, i tuorli, e la farina setacciata. Frullare finche' l'impasto risultera' liscio e setoso. A parte montare a neve i due albumi, insieme ad un pizzico di sale.
Unire all'impasto i semi grattati dalla bacca di vaniglia, e le uvette insieme a circa la meta' del rum+acqua in cui erano immerse.
Con una spatola incorporare un buon terzo degli albumi montati, mescolando con fermezza dal basso verso l'alto. Unire il resto degli albumi, sempre incorporando aria con lo stesso movimento della spatola (il moelleux non ha lievito, ma non per questo vogliamo che sia un mattone, vero ?).
Imburrare ed infarinare uno stampo da cake, e riempirlo con l'impasto.
Cottura in circa un'ora, calando eventualmente a 150° nell'ultimo quarto d'ora.
Lasciare raffreddare pazientemente, il moelleux e' troppo cremoso da caldo, deve lentamente acquisire la sua consistenza definitiva. Servire spolverato di zucchero a velo.

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sabato 14 novembre 2009

Piccolo Crumble Banana & Toffee


Ho preparato queste tartellette riadattando la ricetta di un crumble visto durante lo show Sweet Baby James, nel quale lo chef inglese James Martin cucina dolci talmente ricchi che, anche a luci spente, illuminerebbero la casa di chiunque, anche quella di Nigella.
L'insieme di ingredienti coinvolto mi e' parso raggiungere vette di golosita' cosi' irresistibili da farmi chiudere un occhio sull'apporto calorico, e poi volete mettere il trucco del latte condensato trasformato in toffee con il minimo sforzo ?
Ecco cosa occorre per confezionare otto Crumble-Tortini.

Per il 'toffee' :
La sera prima, mettere sul fuoco una pentola con una lattina di latte condensato da 397 gr. (chiusa !), ricoprirla d'acqua e lasciarla sobbollire dolcemente per un paio d'ore. Lasciare raffreddare, e poi mettere in frigo fino all'indomani.

Preparare l'impasto per una frolla di base, tenendo da parte circa un terzo di pasta, che va lavorata a crumble pizzicandola con l'aggiunta di un altro po' di farina.
Per la frolla :
100 gr zucchero - 2 tuorli - 125 gr burro - 1 cc concentrato di vaniglia - pizzico di sale - 250gr farina 00 (piu' due o tre grossi pizzichi in aggiunta per il crumble) - puntina di cucchiaino di cremor tartaro .

Procurarsi quindi una banana, ed una teglia da muffins.
Preriscaldare il forno a 180°, e stendere la frolla piuttosto sottile, ma pur sempre consistente. Ricavare con un taglia biscotti dei dischi di diametro superiore a quello di ogni singolo stampo della teglia - stampi che andranno precedentemente spennellati di burro - e adattare i dischi all'interno, premendo per eliminare le pieghe, e aggiungendo piccole briciole di pasta per pareggiare eventuali buchetti che dovessero formarsi.
Mescolare energicamente il latte-toffee dentro la lattina, in modo da renderlo un po' piu' fluido, e resistere alla tentazione di tuffarcisi dentro. Prelevare due o tre cucchiaini di toffee e riempire ogni stampino circa a 3/4. Tagliare a fettine la banana, e spingerne dolcemente giu' nel toffee una fettina per ogni porzione. Ricoprire infine di crumble fino a pareggiare il livello dei tortini.
In 20 minuti i miei erano pronti.
Mi fate sapere se ci provate ? :)

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domenica 25 ottobre 2009

Tortine di Barbabietola & Mandorle


E' triste non poter postare piu' spesso, visto che il mio notebook - vittima di un incomprensibile blackout (e' svenuto dopo un episodio di House) - continua ad essere dal dottore. Questo malore potrebbe essere l'occasione per liberarsi di Vista, peraltro (dita incrociate).
Sul vecchio pc di casa, detto "il muletto", ad ogni sferragliante avvio la ventola fa un tale frastuono da coprire persino il rumorosissimo passaggio dell'ultimo camion della spazzatura della sera (qui passano, e prelevano, e li paghiamo cari, anche con IVA indebita, pare), e ad ogni elaborazione di immagini sono mio malgrado dolorosamente partecipe degli arrancamenti del microprocessore. Il piacere di postare viene meno, in mezzo a tanta sofferenza, e cosi' nel calduccio di casa, mentre fuori la saccatura fredda di provenienza orientale ci congela il basilico rimasto ed il naso, cucino cucino cucino, leggo libri di cucina, guardo cucinare, ma non scrivo piu' nulla di cucina. Almeno queste tortine, pero', vanno onorate.

Jamie Oliver sostiene che la barbabietola puo' essere trattata come la zucca, o la carota, per cucinare dolci. I Muffin alla Zucca di Jamie continuano ad essere una delle ricette piu' gettonate del mio blog, ed in questo caso si tratta solo di fare qualche aggiustamento, scoprendo nel contempo che le mandorle e la barbabietola si amano molto, e meraviglia delle meraviglie producono queste tortine buonissime, che pero', con mio grande sconforto, perdono in cottura il magnifico colore purpureo, che le avrebbe rese delle perfette bloody-tortine di Halloween.

Per 12 tortine :

2 uova - 120 gr zucchero (di cui c.ca 20 da usare per tritare le mandorle) - pizzico di sale - 200 gr polpa di barbabietola cruda frullata - succo di 1/2 limone - 1 cucchiaio di sciroppo Fabbri al latte di mandorle - 100 gr mandorle spellate macinate - 150 gr farina 00 - 1 cc cremor tartaro + 1/2 cc bicarbonato - 60 gr olio di semi. (Per la glassa zucchero a velo, poco succo di limone, ed il succo di 1/2 melagrana; per il topping in stile cupcake formaggio light tipo philadelphia, zucchero a velo e succo di melagrana e/o sciroppo di granatina)

Preriscaldare il forno a 180°. Tritare grossolanamente le mandorle nel frullatore insieme ad un po' di zucchero; non devono essere ridotte in polvere, ci sta bene qualche pezzettino. Mettere da parte.
Frullare nel frullatore la barbabietola cruda sbucciata, tagliata a tocchetti . Mettere da parte.
Sbattere uova e zucchero, ed aggiungere progressivamente tutti gli ingredienti cosi' come li ho elencati in sequenza sopra, con la farina setacciata insieme al lievito+bicarbonato.
L'impasto e' molto liquido, ed e' cosi' che deve essere. Distribuirne nei pirottini di carta una sola dose (io uso il porzionatore da gelato che fa le palline, Nigella style).
Infornare per c.ca 20 minuti. Una volta raffreddati su una gratella, si puo' spolverarli con lo zucchero a velo, oppure fare una glassa con zucchero a velo, poco succo di limone e del succo di melagrana (basta strizzare uno spicchio trattenendo i semini in un colino a maglia stretta), e quando la glassa e' ancora fresca, colorare con qualche granellino di zucchero colorato. Ancora, si puo' fare un topping montando del formaggio tipo philadelphia con poco zucchero a velo, un po' di succo di melagrana o di sciroppo di granatina, e disporlo con un sac à poche sul tortino, decorandolo poi, come nella mia versione, di semi di melagrana.

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domenica 20 settembre 2009

Tarte Sablée alla Frutta, con Crema al Burro

Se si deve manipolare del burro, tanto vale non essere avari.
La sablée e' quella solita che mi riesce sempre bene (con l'Artisan ancora meglio), la crema al burro e' scippata alla Ravaioli, la frutta e' quella avanzata (da qui l'impossibilita' di usarne un solo tipo).

Proporzioni per due torte (una dose di pasta ed un vasetto di crema al burro si possono congelare per la prossima occasione ...) :

Sablée
125 gr burro a temperatura ambiente - 125 gr zucchero semolato - 1 pizzico di sale - 250 gr farina 00 - 1 uovo.

Crema al burro
100 gr farina di mandorle - 100 gr zucchero semolato - 100 gr burro - 1 uovo - 2 c. farina, 2 c. di Sherry.

Lavorare in punta di dita farina e burro, ed aggiungere progressivamente zucchero, pizzico di sale, e uovo. Impastare lo stretto necessario, formare un panetto, avvolgerlo nella pellicola e metterlo in frigo per un'oretta.
Nel frattempo preparare la crema lavorando il burro morbido con la farina di mandorle, lo zucchero, l'uovo, la farina e lo Sherry.

Preriscaldare il forno a 180°, stendere delicatamente la pasta (usando poca farina per quest'operazione), arrotolarla sul mattarello e dispiegarla poi sullo stampo, precedentemente imburrato e infarinato.

Bucherellare coi rebbi della forchetta, e poi spalmare un generoso strato di crema.
Disporre infine la frutta tagliata in modo decorativo, io ho usato uva, kiwi gold e prugne.
Si e' dorata in 16 minuti, e l'ho spolverata di zucchero a velo dopo averla fatta raffreddare su una gratella.

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martedì 25 agosto 2009

Gelato di Marzapane alla Nettarina Bianca


Ancora gelato, le folgorazioni su possibili abbinamenti di aromi in questi giorni mi si presentano come miraggi. Questa ricetta e' del tutto simile nelle proporzioni a quella pubblicata qui da me alcuni giorni fa.
Se avete la fortuna di abitare in Sicilia, o di trovare fornitori locali meno tristi dei miei, naturalmente e' tassativo usare del vero latte di mandorle.
Nella calura agostana della provincia di Ravenna non sono riuscita a trovarlo, e ho dovuto ripiegare su di uno sciroppo Fabbri al latte di mandorle, diluito nel latte. Il risultato e' un sapore esattamente come lo immaginavo, una sorta di marzapane alla pesca, ma chissa' che delizia con l'originale !

Quindi :
320 gr netti di nettarine bianche - 110 gr zucchero semolato - 120 ml latte (io di soya) - 30 ml sciroppo di latte di mandorle - 1 c. latte condensato - il succo di un limone - scagliette di mandorla per decorare.

Sbucciare le nettarine, tagliarle a tocchetti, frullarle insieme al succo del limone. A parte mescolare il latte con lo sciroppo, lo zucchero ed il latte condensato. Unire il tutto mescolando bene. Versare nella gelatiera, gelato mantecato in 35 minuti.
Si puo' decorare con delle scagliette di mandorla leggermente tostate.

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domenica 23 agosto 2009

Crostata di Fichi Neri

I fichi neri sono meravigliosi, e questo e' il clou della loro stagione. In competizione coi merli, devo essere rapida ad appropriarmene, o tutto quello che mi restera' saranno mozziconi di fico sbecchettati qua e la', il suono di uno svolazzo frenetico, e l'eco di un richiamo simile ad una risata.

La bozza della ricetta che segue era su "D" di questa settimana, ma le proporzioni di farina indicate mi sembravano sbagliate, quindi correggendo ho finito per modificare diverse cose, come segue :

Per l'impasto destinato ad una tortiera del diametro di 22 cm :
360 gr farina 00 - 3 c zucchero a velo - 1 pizzico di sale - 100 gr burro freddo - 1 c olio di semi di girasole - 1 uovo + 1 tuorlo - 1 c limoncello - 1 c acqua fredda.

Setacciare insieme farina, zucchero a velo e sale, ed unire le scagliette di burro freddo, lavorando in punta di dita. A parte sbattere leggermente l'uovo ed il tuorlo con l'olio di girasaole, il limoncello e l'acqua. Lavorare fino ad assemblare un impasto omogeneo, avvolgere nella pellicola e lasciare riposare in frigo per una mezz'ora.
In seguito stendere cautamente l'impasto ( il mio ha fatto di tutto per separarsi e tornare a far parte del caos) e trasferirlo in una tortiera col fondo rimovibile. Punzecchiare il fondo con una forchetta, ricoprire di pellicola e lasciare in frigo una decina di minuti, il tempo di preriscaldare il forno a 200°. In seguito infornare per 10 minuti, e lasciare raffreddare.

Per il ripieno :
12 fichi - 2 tuorli - 125 ml di panna (io di soja) - 2 c miele - 1 c brandy - zucchero a velo.

Preriscaldare il forno a 180°. Sciogliere i due cucchiai di miele per 10 secondi al microonde, e lasciareli raffreddare. Sbattere i tuorli con la panna, ed unirli al brandy ed al miele.
Praticare un taglio a croce profondo sui fichi, disporli sulla torta, e cospargerli con la "crema".
Infornare per circa 15 minuti, poi estrarre giusto il tempo di cospargere la crostata di zucchero a velo, cuocere ancora per altri 8 minuti, ed infine sfornare e lasciare raffreddare su una gratella.

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mercoledì 19 agosto 2009

Gelato alle Pesche Bianche & Zenzero, con Biscottini all'Anice

Abbinamento profumato, delizioso e digestivo (altro che Grand Soleil ...).
Per il gelato ho elaborato un'idea di mia sorella, mentre i biscottini sono ispirati da Cléa, che a sua volta aveva trovato la ricetta sulla rivista di una catena di negozi bio francesi. Gelato davvero fresco, perfetto dopo una cena piccante, e biscottino sorprendente, senza grassi e con la consistenza un po' rustica della farina fioretto di mais, nobilitata pero' dall'aroma multisfaccettato dello zucchero muscovado.

Gelato alle pesche Bianche & Zenzero
280 gr netti di pesche bianche - 140 gr zucchero semolato - 150 ml latte (io di soya) - 1 c. latte condensato - c.ca 1 cm zenzero grattugiato - il succo di 1/2 limone.

Sbucciare le pesche e tagliarle a tocchetti. Frullarle insieme allo zenzero grattugiato ed al succo di limone. A parte mescolare il latte con lo zucchero ed il latte condensato. Unire i due composti mescolando bene. Versare nella gelatiera, con la mia questo gelato rosa tenue e' montato in 38 minuti. Si puo' decorare con qualche petalo di Salade de Fleurs (ancora grazie per la dritta di questo sito, Fabien).
Quello del latte condensato e' un trucco per mantenere il gelato cremoso anche dopo che ha soggiornato nel congelatore, e l'ho imparato in una delle puntate sui dolci di Maurizio Santin. Funziona, mannaggia.

Biscottini all'anice (dose per c.ca 25 pz)
2 uova - 80 gr zucchero muscovado - 100 gr farina fioretto di mais - 1 cc semi di anice verde.

Preriscaldare il forno a 160°. Nell'impastatrice, mescolare con la foglia le uova e lo zucchero, aggiungere progressivamente la farina, lavorando pochissimo. Infine, alla velocita' minima, spolverare il cc di semi di anice e spegnere non appena si e' bene amalgamato al composto.

Su una placca ricoperta di cartaforno disporre piccoli cucchiaini di impasto, aiutandosi col dito leggermente unto di olio per farli scendere prendendo una forma piu' o meno circolare (in cottura si appiattiranno, occorre distanziare bene tra di loro i biscottini).
Cuocere per c.ca 10 minuti, e lasciare raffreddare su una gratella. Spolverare di zucchero a velo prima di servire.

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domenica 19 luglio 2009

Tarte alle Pesche & Prugne Ciliegia

La Tarte aux fruits francese, à l'ancienne, ha regole precise; la crosta dev'essere sottile ma non troppo, croccante al punto giusto, la frutta succosa e tenera senza pero' rischiare di squagliarsi.
C'e' un magnifico post su Du miel et du Sel, a questo proposito, una specie di vademecum della Tarte perfetta, le cui indicazioni ho seguito per questa versione con Prugne Ciliegia romagnole.
E poi del resto, "le seul dessert digne de terminer un repas est la tarte aux fruits", noblesse de campagne oblige ...

Ecco la ricetta, proporzioni per due torte (un panetto di pasta potra' essere congelato, pronto all'uso alla prima occasione) :

150 gr burro morbido - 100 gr zucchero a velo - 30 gr farina di mandorle, piu' altri 3 c. come base per la frutta - 1 uovo - un bel pizzico di sale - 250 gr farina 00 setacciata - 2/3 c. zucchero semolato.

Lavorare gli ingredienti nella sequenza indicata, poi formare due panetti ed avvolgerli nella pellicola per alimenti. Uno andra' messo in frigo per un paio d'ore, mentre l'altro potra' essere congelato.
Nel frattempo pulire e tagliare la frutta, e tenerla al fresco.
Trascorse le due ore, accendere il forno a 180°, e stendere la pasta sul tagliere infarinato.
Aiutandosi con il mattarello trasferire la pasta nello stampo, precedentemente imburrato ed infarinato. Niente paura se si rompe, la pasta e' lavorabile, con un po' di pazienza e' possibile saldare di nuovo i pezzi tra di loro.

Bucherellare con una forchetta, e cospargere di farina di mandorle.
Adagiare la frutta sulla pasta ottenendo il motivo che si preferisce, cospargere di un paio di cucchiai di zucchero semolato, ed infornare per c.ca 25 minuti.
Toglierla dallo stampo dopo c.ca un quarto d'ora, quando i bordi si saranno un po' ritirati.


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sabato 20 giugno 2009

Tortini Neoromantici Glassati alla Lavanda

Anna ha dei cespugli bellissimi di lavanda davanti al negozio.
Sono una donna refrattaria alle sedute dalla parrucchiera, andro' al massimo due o tre volte l'anno, quando il taglio proprio non ha piu' alcun senso umano.
Ecco quindi che mi ritrovo con una lunghezza di quattro dita di capelli in meno, una conversazione come sempre interessante in piu' - che ha spaziato dall'economia al rifiuto doloroso di lasciare andare cose, persone e vecchie regole - ed infine un regalo, il permesso di cogliere un mazzolino di fiori di lavanda, ingaggiando una lotta ninja con uno sciame di api e calabroni nervosissimi per il temporale imminente.
Le mie "lavandine" appena trapiantate ancora sono troppo esili, quindi sono stata contenta di sperimentare comunque quello che avevo in mente, una semplice glassa ai fiori di lavanda.

Per 10 tortini :
140 gr zucchero semolato - 80 gr burro - 80 gr ricotta - 1 uovo + 2 tuorli - 200 gr farina 00 - 2 cc cremor tartaro - 100 gr farina di riso - 1 c Cointreau - marmellata di arance - zucchero a velo q.b. - 1 c fiori di lavanda.

Preriscaldare il forno a 180°, e montare lo zucchero con burro e ricotta. Aggiungere le uova, e setacciare le farine col lievito, aggiungendole piano piano all'impasto. In ultimo aggiungere il Cointreau.
In ogni pirottino inserito nello stampo da muffin aggiungere un cucchiaio di impasto, e con il pollice inumidito con un po' di latte pareggiare e ricavare una piccola nicchia centrale, in cui andra' sistemato un cucchiaino di marmellata. Ricoprire con un altro cucchiaio di impasto, e sempre con le dita inumidite di latte saldare il contorno delicatamente, e livellare la superficie.

Infornare per c.ca 15 minuti.
Nel frattempo sfogliare i fiori di lavanda e tamponarli delicatamente con un panno umido. In una scodella versare zucchero a velo ed acqua q.b. ad ottenere la glassa nella densita' desiderata, e mescolare coi fiori di lavanda.
Una volta sfornati i tortini, e raffreddati su una gratella, cospargerli di glassa profumata ed attendere giusto il tempo che si rapprenda lo zucchero prima di addentarli.

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