domenica 5 ottobre 2008

Pomodorini al Forno per Pigri

Mi guardano dal sacchetto di carta dentro allo scomparto verdure del frigo da una settimana, ma il freddo improvviso mi ha tolto l'entusiasmo estivo per i pomodori.

Non ho voglia di tagliarli tutti a meta', di distanziarli uno dall'altro sulla teglia, di ricoprirli uno per uno di erbette tritate.
Quindi, siamo pratici:
forno preriscaldato a 200°, lavare e mettere ad asciugare su di uno strofinaccio da cucina i pomodorini, e nel frattempo fare un trito di erbe aromatiche con quello che c'e' (dalle mie vaschette sul davanzale della finestra ancora trovo basilico, origano, erba cipollina e, naturalmente, prezzemolo. Aggiungo timo e maggiorana del mercatino bio).

Bagnare a strizzare un foglio di cartaforno, ed adattarlo ad una pirofila in ceramica, nella quale si infileranno tutti i pomodorini senza tagliarli, costringendoli senza troppe cerimonie ad una vicinanza forzata.

Bucherellarli ciascuno un paio di volte con uno stuzzicadenti, cospargerli col trito aromatico precedentemente mescolato a sale grosso, irrorare con poco olio all'aglio, e spolverare di zucchero.

Dopo circa 30 min. di forno hanno dato un risultato ben superiore alle aspettative, che li ha fatti assurgere allo status di piatto unico vegetariano, in combinazione con una sostanziosa purée di patate e sedano rapa mescolata al trito aromatico avanzato (Artemisia, che idea ! Le purée del prossimo inverno saranno sempre di patate e qualcos'altro, cavolfiore, zucchini, carote , tanto per cominciare).

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sabato 4 ottobre 2008

Cartoccio Agrumato di Asparagi e Porri

Un mazzo di asparagi. Tre porri non grandi. Un limone, un' arancia. Qualche foglia di timo. Burro. Sale e zucchero. Del vino bianco.
Essenziale : un foglio grande di alluminio.
Preriscaldare il forno a c.ca 160°, e stendere il foglio di alluminio sulla placca.
Fare un letto di arancia a fettine, su di esso distribuire uno strato di porri tagliati non troppo sottili, uno di asparagi tagliati ciascuno in 3-4 parti, spolveratina di zucchero e sale, pochi fiocchetti di burro, e strato finale di fettine di limone (3 bastano). Ripetere la sequenza partendo dai porri, e terminando con qualche foglia di timo e le ultime tre fettine di arancia.
Sigillare accuratamente il cartoccio (fino a tre pieghe ben pressate) su tre lati, e dal lato aperto versare con cautela c.ca 1/2 bicchiere di vino bianco. Sigillare l'ultimo lato, ed infornare per c.ca 35 minuti.
Profumo delizioso. Adoro i cartocci !

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sabato 27 settembre 2008

La Lunga Estate Calda

La Lunga Estate Calda e' il film di Paul Newman che piu' mi e' rimasto impresso dall'infanzia, insieme a La Gatta sul Tetto che Scotta.
Credo che quella storia d'amore conflittuale con Clara Varner - interpretata da Joanne Woodward che e' poi diventata la sua compagna di tutta una vita - abbia condizionato romanticamente l'idea che ho della relazione con un uomo, e che sia probabilmente per questo che sto ancora cercando Ben Quick, sbruffone e vulnerabile, ironico e coraggioso, cane sciolto ed ambizioso, e tuttavia integro ( ... ed io mi sono sempre vista un po' come Clara, in cui cuore, passione ed istinto sono ben nascosti sotto un'apparenza rigida e "coincée", e ben pochi sono gli uomini che sanno intuire).
Come faccio a lasciar andare Paul Newman ... appartiene ad un mondo dove le sceneggiature erano scritte da Faulkner e Tennessee Williams, dove Orson Welles torreggiava dall'alto del suo carisma su tutta una Verner City, dove si salta nel vuoto insieme al Sundance Kid, e si sfida se stessi e Minnesota Fats in una sola partita ...


Paul Newman riassume tutto quello che ho amato del cinema, le belle storie, i dialoghi costruiti con maestria, lo stile, l'ironia, il coraggio, l'autoderisione, l'indipendenza.
L'eleganza, la generosita', il civismo ed il saper vivere che lo accompagnavano anche fuori dal set, quella bellissima puntata di "Iconoclasts" dove Redford gli fa visita a casa sua, quello che rappresentano insieme, che enorme carisma !
... com'e' difficile fare a meno di chi porta luce.


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domenica 21 settembre 2008

Muffin alla Zucca di Jamie Oliver (... e un po' miei)

Anche la piccola citta' della Romagna in cui vivo ha un Farmer's Market "de noatri", e venerdi' scorso ho fatto la mia bio-spesa di prodotti - rigorosamente - del - territorio - e - di - stagione.

Ci sono gia' tantissime zucche, dalla Violina Buccia Liscia (tipica delle nostre parti), a quelle piu' esotiche ed appariscenti, tipo la Hokkaido Rossa, fino a quelle piccoline, variegate e coloratissime, che fanno venir voglia di fare uno "zukkebana" da far invidia a Papavero.
Sara' la strega che e' in me ad essere talmente attirata dalle zucche ?
Inconsapevole dei rischi a cui si esponeva, il farmer de noatri mi ha gentilmente consigliato la Hokkaido per un contorno salato, e la Violina per i dolci.
Sono ripartita nel tramonto piovigginoso sulla mia scopa, ed in men che non si dica ero a casa a scorrere la rete in cerca d'ispirazione.


Il "Butternut Squash Muffin with a Frosty Top" di Jamie Oliver e' quello che mi e' piaciuto di piu' (oltretutto la puntata di Jamie at Home II in cui cucinava questa ricetta e' stata replicata da poco dal Gambero Rosso), e l'ho riprodotto con qualche variante minima.
Da preparare preventivamente la sera prima, la Panna Acida. Nella landa in cui vivo non si trova, ma sulla rete e' pieno di ricette per prepararla in casa, ed io l'ho fatta secondo quanto illustrato su Cookaround.

Per 12 Muffin
200 gr. di zucca privata dei semi - 175 gr. di zucchero di canna grezzo (secondo me 150 gr bastano) - 2 uova - sale - 150 gr di farina 00 - 1 cc. 1/2 di bicarbonato - 1 c. di succo di limone - 1 cc. scarso di cannella - 1 manciata di noci - 80 gr. di olio (40 di oliva + 40 di semi)
Per la Glassa
Scorza e succo di 1 limone bio - 80 gr. di panna acida - 2 c. di zucchero a velo - 1 baccello di vaniglia

Preriscladare il forno a 180°.
Frullare la zucca cruda, senza sbucciarla se la buccia e' sottile - nel robot da cucina (la Violina frullata sviluppa un profumo delizioso che sta tra il melone e la carota). Aggiungere zucchero e uova, e mescolare ancora. Poi limone, pizzico di sale, farina setacciata insieme al bicarbonato, la manciata di noci, il cucchiaino scarso di cannella, ed infine l'olio.
Dare un altro giro di robot per amalgamare, senza esagerare.
Versare l'impasto nei pirottini, gia' inseriti nella teglia da muffin, ed infornare a 180° per c.ca 15/20 minuti.
Tutto qua !
Mentre cuociono, preparare la glassa unendo poco succo di limone, e piu' o meno la meta' della sua scorza gratuggiata, alla panna acida. Tagliare in due il baccello di vaniglia e col dorso della lama di un coltello grattarne i semi, ed aggiungerli alla panna insieme allo zucchero a velo.
Mescolare per amalgamare bene zucchero e vaniglia, e lasciare riposare in frigo.
Sfornare i muffin e lasciarli raffreddare su di una gratella. Una volta freddi, cospargerli con cucchiaiate di glassa, e grattugiarvi sopra il resto della scorzetta di limone.
Sono buonissimi !

N.B. Aggiunta del 01/10/08
Con questa ricetta partecipo anch'io alla raccolta di Soleluna di Ricette con la Zucca.
Lodevole iniziativa ! :)


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domenica 14 settembre 2008

Sformatini di Couscous


In preda all'insonnia da caldo, mi e' capitato in agosto di guardare il canale del Gambero Rosso a notte fonda, e questa ricetta, che oggi appare come nostalgica della bella stagione, l'ho vista fare da Laura Ravaioli. In realta' le melanzane andrebbero fritte, nella versione originale, ma io le ho fatte alla piastra, e trovo che anche esteticamente il risultato sia addirittura piu' gradevole.

Per 4 sformatini :
2 melanzane lunghe - 10/15 pomodori ciliegini - 200 gr. couscous - brodo vegetale - erbette miste - 1 limone - olio evo - sale


Lavare le melanzane, affettarle sottilmente per il lungo, cospargerle di sale e mettere da parte a "perdere l'amaro".
Nel frattempo preparare i pomodorini, che vanno fatti confits ; 10/15 ne serviranno per questa ricetta, ma conviene farne una teglia intera, fanno sempre comodo ! Il procedimento per la loro preparazione l'avevo gia' descritto nel mio post sul Taboulé di Pollo, vi ci rimando, consigliandovi pero' quello che ho appreso con l'esperienza, e cioe' meglio forno a max. 100° per un'oretta.
La preparazione del couscous e' la solita oramai brevettata, pari quantita' di cous cous ed acqua bollente, nella quale si puo' sciogliere - se piace - del brodo vegetale, e magari un cucchiaino scarso di curcuma, che da' un bel colore giallo-dorato. Coprire con un foglio di alluminio, e lasciar riposare almeno 15 minuti. Fare un battuto di erbette miste (ho messo origano fresco, basilico, prezzemolo ed erba cipollina), ed unirlo al couscous dopo averlo sgranato con una forchetta, aggiungendo il succo di limone, ed un po' d'olio.
Scaldare la piastra almeno 5 minuti prima dell'utilizzo, e cospargerla di sale grosso. Nel frattempo sciaquare ed asciugare le melanzane, e cominciare con pazienza la cottura alla piastra.


Come formini ho utilizzato gli stampi da crème caramel della Cuki; li ho leggermente unti, ed ho disposto le fette di melanzana in modo che almeno 1/3 sporgesse dal bordo. Ho riempito con un paio di cucchiai di couscous, ho pressato, aggiunto 4 mezzi pomodorini confits, altro strato di couscous, ed infine ho ripiegato i lembi delle melanzane a chiudere, pressando ancora gentilmente. Per compattare l'insieme, meglio avvolgerli strettamente nella pellicola, ribaltarli, e lasciarli un'oretta in frigo.

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sabato 13 settembre 2008

Muffin alla Crema di Mais


Dopo due mesi di siccita', oggi pioviggina dolcemente, e fa un po' piu' fresco.
E' stata un'estate lunga e calda, molto umida, che ha messo alla prova un po' tutti, natura, animali ed umani.
Il bello di questa giornata grigia e' poter finalmente accendere il forno senza sofferenza, addirittura Nico, nonostante la sua folta, rustica pelliccia, ci si e' sdraiato davanti durante la cottura.
Sfogliando le pagine web dei tanti blog di cucina, ho trovato una ricetta cilena postata dalla Cuoca Avvenente. Viene utilizzato il Choclo, una crema di mais che non viene ne' salata ne' dolcificata, e fa le veci di una sorta di besciamella nel piatto che viene presentato dall'autrice.
Mi e' piaciuta l'idea, ed ho pensato di farne una variante dolce da utilizzare in un muffin, peccato dolce della mattina.
Una nota tecnica : in questo periodo ho fatto ripetuti test per evitare il lievito per dolci industriale, seguendo i consigli trovati in alcune ricette di Anilina. Ecco perche' troverete bicarbonato e limone, la combinazione giusta per fare lievitare e rendere soffici i dolci anche senza lievito industriale in bustina.

Dosi per 12 Muffin

Per la Crema di Mais
Due scatolette da 140 gr. sgocciolati di Mais - 2 c. burro - 2 c. zucchero alla cannella (se non lo si trova va benissimo quello di canna, con un cc di cannella) - 300ml latte (io di soja) - 1 baccello di vaniglia

Per i Muffin
2 uova - 60 gr. olio di semi (io di arachidi) - 1 cc. estratto di vaniglia - 1 c. succo di limone - 6 grossi c. di Crema di Mais - 300 gr. farina - 80 gr. zucchero - 1cc. 1/2bicarbonato - 10 c. latte (soja)

Sciogliere a fuoco dolce i 2 c. di burro, aggiungere il mais sgocciolato e i 2 c. di zucchero alla cannella. Mescolare, aggiungere i 300ml di latte. ed il baccello di vaniglia inciso a meta' e grattato con un coltello dei suoi semini. Portare a bollore, e lasciare sobbollire a fuoco dolce per c.ca 30 minuti. Togliere dal fuoco quando il latte sara' stato quasi tutto assorbito, e frullare a crema nel robot da cucina. Mettere da parte e lasciare raffreddare (la crema puo' essere preparata anche il giorno prima e conservata in frigo).

Per la preparazione del Muffin procedere al solito incorporando solo alla fine gli ingredienti secchi a quelli umidi, precedentemente mescolati.
Setacciare quindi farina e bicarbonato, aggiungere lo zucchero, e mescolare.
A parte sbattere le uova con l'olio, l'estratto di vaniglia, la Crema di Mais, meta' del latte, ed il succo di limone.
Unire i due composti, mescolare brevemente ed energicamente, ed aggiungere il resto nel latte solo nel caso che il composto dovesse risultare insufficientemente cremoso.
Disporre una dose di composto in ogni pirottino (io uso il porzionatore da gelato, come Nigella insegna), e col pollice inumidito di latte scavare dolcemente in ogni Muffin lo spazio necessario per accogliere un cucchiaino di Crema di Mais.
Decorare con la granella di zucchero, ed infornare per 15 min. in forno preriscaldato a 180°.
Una volta sfornati, lasciarli raffreddare su una gratella, e conservarli in una scatola da biscotti a chiusura ermetica.

Questi Muffin li dedico all'Arcicuoca Barbara, che e' stata talmente gentile da assegnarmi nientemeno che un Oscar :). Grazie Barbara !

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lunedì 1 settembre 2008

(Ultimo ?) Clafoutis Estivo, e un Compleanno Importante


Il Clafoutis protagonista di questo post e' uscito dal forno pochi minuti fa, diventando nello stesso tempo la mia prima ricetta di questo settembre 2008, e probabilmente anche l'ultimo piatto veramente estivo di quest'anno.
Vi traduco quanto scrive Clea, giovane francese che pubblica (letteralmente !) ricette bio, fresche, provenzali e vegetariane. Il suo "Clafoutis de l'été au basilic" mi e' sembrato subito delizioso, anche se implica l'accensione del forno per 20 piccoli minuti, nel caldo meno aggressivo di questi giorni.
Tra gli ingredienti c'e' una Purée de Basilic che ho riadattato al momento, come si vedra'.

Per due/tre persone :
50 g. formaggio caprino fresco - 2 c. Purée de Basilic (2 grosse manciate di basilico, 1 spicchio d'aglio, sale grosso, olio evo) - 2 uova - 1 dl. di latte (soja per me) - 1 c. olio evo* - 80 gr farina - c.ca 12 pomodorini - sale - basilico fresco per decorare

Preriscaldare il forno a 200°. Tritare finemente il basilico, spremere uno spicchio d'aglio, e mescolare con olio di oliva e poco sale grosso. Questa e' la mia Purée de Basilic, che va subito battuta insieme al formaggio, alle uova e al latte. Io non ho aggiunto altro *olio evo come consiglia l'autrice, perche' la mia mistura di basilico lo comprendeva gia'.
Aggiungere per ultima la farina, salare appena, e mescolare bene questa pastella, in modo da renderla omogenea e senza grumi.

Versare a scelta in 3/4 stampini piccoli, oppure due medi, preventivamente unti con poco olio, ed immergere in ogni piccola teglia i pomodorini.
Infornare per 20 minuti, magari calando a 180° per gli ultimi 5.

Il 1° settembre di 18 anni fa e' nato Adrian, mio nipote.
Lo so che e' banale dirlo, ma mi sembra pazzesco che sia passato cosi' tanto tempo, e che adesso ci ritroviamo con questo soggetto alto oltre 1,90 !
Adrian non vive in Italia, quidi ricevera' come ogni anno dei biglietti elettronici di auguri, e dei messaggi. Pero' questo e' un compleanno speciale, e visto che da febbraio tengo questo blog, dove oltre alle Ricette spendo anche Parole su cose che mi riguardano, e a cui tengo, ho pensato di scriverlo anche qui.
Auguri Adrian, 1.000 di questi giorni !

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sabato 16 agosto 2008

Di Caldo, Acqua, Caviglie a Pezzi, Suskind e Stendhal

Non ero mai stata a Roma.
Chiunque venisse messo al corrente di questa tremenda realta' rimaneva choccato, e mi guardava incredulo, segnali di disapprovazione percepibili come un'aura.
Ora e' fatta, sia pure soltanto per qualche misero giorno, ed in superficie, ho visto Roma.
Una volta riuscita a sfuggire al meccanismo turistico infernale del vediamo - tutto - il - possibile - perche' - il - tempo - e'- poco - e - soprattutto - spostiamoci - SOLO - a - piedi - niente - mezzi - , meccanismo che ha contribuito a distruggermi rapidamente le caviglie ma anche a farmi vedere le attrazioni turistiche principali, mi sono spostata da sola, lasciandomi trasportare, come unica traccia uno dei capitoletti a caso del libro "101 cose da fare a Roma almeno una volta nella vita" (Ilaria Beltramme, Newton Compton), che dava un inizio alla giornata.
E' cosi' che ho bevuto uno dei - si dice - migliori tre caffè di Roma al Gran Caffè di Piazza Sant'Eustachio, ho lungamente comunicato con un gatto romano guerriero nell'Antico Ghetto, ho bevuto alla Fontana dei Libri accanto alla Sapienza, ho gustato la cucina romana contaminata dalla tradizione giudaica a San Lorenzo, mi sono commossa a San Luigi dei Francesi non solo per la vista di tre Caravaggio le cui pugnalate di luce trovano anche ora un'eco nelle mie cornee, ma anche per le lapidi a memoria dei diplomatici e cittadini comuni francesi morti fuori dalla loro Patria per aver lottato contro il fascismo.
Nell'Antico Ghetto ho condiviso L'Elogio della Lentezza della Fontana delle Tartarughe, sono poi caduta per caso su di un Cristo Redentore di Michelangelo, che pudicamente e strategicamente "rivestito" fa la guardia al sepolcro di Santa Caterina da Siena in Santa Maria sopra Minerva, dove sono entrata seguendo le tracce di Stendhal.
Sopra ogni cosa l'ocra mediterraneo, distillato dal calore asciutto in varie sfumature, unito allo splendido abbandono di molti edifici del centro storico, mi ha commossa. I rampicanti che abbelliscono anche i muri piu' sciupati, i vicoli.
Il fresco dell'ombra anche nell'apice della calura del dopo pranzo. L'acqua.
L'acqua monumentale udita e percepita durante un aperitivo subito dopo il tramonto al Gianicolo, proveniente dalla Fontana Paola, quella delle fontanelle umili e provvidenziali ricoperte di muschio, quella dall'eco "Marcelloooo ! Come here !" della Fontana di Trevi, perso nella puzza caotica della varia umanita' sudata e stanca ed accalcata (mai come in questo viaggio ho pensato al senso del libro Il Profumo di Suskind, e mi sono spaventata da sola per le affinita' - olfattive e non - di repulsione per la volgarita' umana, che mi hanno accomunato al protagonista ...).
Qualche traccia di questo, e di altro, l'ho fotografata e si trova qui.
... ma ecco, all fine di tutto c'e' un grave problema : Roma non e' una citta' da vivere da soli. Ho sentito acuto, e sofferente, il senso di solitudine. Le vibrazioni nell'aria mi pervenivano cosi', e' una citta' che non ti "vuole", se sei solo.
Ho gettato anch'io una monetina, facendo il voto silenzioso di non ritornare a Roma cosi' sola, per placare cosi' gli Dei e fare si' che mi lasciassero in pace.

Ha funzionato in parte.

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sabato 9 agosto 2008

Fresco di Avocado & Salmone

In spiaggia mi porto sempre acqua e succhi di frutta, quest'anno in particolare quelli nuovi fatti di mix cosiddetti antiossidanti. Malgrado l'idratazione continua, i bagni, e la protezione 30, sono riuscita a scottarmi le spalle anche quest'anno, ed ora scrivo "tartinata" da un cremone israeliano ultraidratante doposole.
Al ritorno dal mare, ma anche alla fine di una giornata di lavoro di questa estate fin qui caldissima ed afosa, un piatto come questo mi da' l'impressione di soddisfare il palato, ma anche di "fare bene" e di rinfrescare.

Per due persone : 1 avocado maturo - il succo di 1/2 lime - 2 fette di pan carré - aceto (io ho usato quello di mele) - 1 confezione di filetti di salmone cotti al naturale (ho usato quelli Coop) - 150 gr. di ricotta - 2/3 cucchiaiate di yogurt naturale (io di soja) - 1 cipollotto - una grossa manciata di menta - erba cipollina - sale pepe olio -

Tagliare in 4 spicchi l'avocado, e con un coltellino, partendo da un'estremita', togliergli delicatamente la buccia, che si "sfilera'" senza difficolta'.
Questo trucco, praticato da uno chef italiano visto sul canale del Gambero Rosso, consente di preservare la parte di polpa intensamente verde a contatto con la buccia, cosa che si perderebbe togliendo la polpa con un cucchiaio, come solitamente si fa.
Tagliare a dadini l'avocado, metterlo in una terrina, cospargerlo del succo di 1/2 lime, e di un piccolo giro di olio evo.
Privare della crosta le fette di pan carré, e metterle a bagno in 2 c. di aceto di mele mescolati con 2 c. di acqua. Strizzare poi il poco eccesso di liquido, e metterli in un'altra terrina, insieme a salmone, ricotta, yogurt e cipollotto tritato. Salare, macinare abbondante pepe bianco, e mescolare bene per rendere cremoso il composto.
Tritare la menta, tagliuzzare abbondanti sforbiciatine di erba cipollina, e finalmente unire queste erbe ai due composti, mescolando delicatamente perche' si fondano senza schiacciare troppo l'avocado.

Io ho usato un coppapasta per impiattare in un modo carino, mi piaceva dare una forma al tutto, ma va benissimo metterlo in un bicchierino, oppure servirlo con dei crostini tostati.

A presto, mi assento per qualche giorno :)

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giovedì 7 agosto 2008

Oddioddioddioddio !!

Torno da Ravenna dopo la palestra, preparo la scodella crocchette-carota-integratore di Nico (e mi scanso velocemente dopo avergliela allungata, o aspirera' anche me nella furia), divoro pane, verdure lessate e macedonia, accendo il pc per scaricare la posta e ... scopro che Cookie mi ha dato un premio.
Oddioddioddio ! C'e' un errore senz'altro (prima reazione). Sono lusingata e imbarazzata (mix di sensazioni in seconda battuta). Grazie Cookie, sono davvero contenta ! ... un premio "Brillante" proprio da te, che sei una delle mie fonti di ispirazione principali :)
Da questo pomeriggio sono in vacanza, domani vado al mare in santa pace da sola, domani sera vedo degli ex compagni di liceo "pochi ma buoni" per cena, sabato ho intenzione di postare sul blog una ricetta fresca da dopo-mare, e lunedi' parto per Roma.

Si', e' una bella giornata.
"Brillante weblog è un premio assegnato ai siti ed ai blog che risaltano per la loro brillantezza sia per quanto riguarda i temi, che per il design. Lo scopo è quello di promuovere tutti nella blogosfera mondiale".
Per ricambiare posso citare alcuni di quelli che Papavero chiamerebbe degli "approdi", piccole baie in cui getto l'ancora sovente, non necessariamente esclusivamente food-blog, e girare a loro questo premio "Brillante".

- Quali icone musicali gay, o video anni '80, avra' postato il misterioso blogger di "La Diva" ? Non resisto alla curiosita' almeno un paio di volte alla settimana, ora sto canticchiando Dusty Springfield.
- Papavero di Campo avra' creato anche oggi un haiku folgorante ?
- Sostituiro' sul mio desktop la libellula ramata fotografata da Artemisia con una coccinella, o eseguiro' una delle sue tatin salate ? Dilemma.
- Soufflé di Percorsi Diversi avra' senz'altro visto questo film, vediamo cosa ne scrive.
- Mariluna e' in vacanza, ma in Via delle Rose continuano a comparire ricette creative, gustose, originali, e non passa giorno che non ci faccia un salto, ci si sente a proprio agio in questo clima italo-francese :), e nei giorni scorsi ho riprodotto ben tre delle sue creazioni !
- "Raffinata e semplice", questo e' quello che ricordo di averle scritto in un commento, e credo descriva perfettamente "La Belle Auberge".
- Infine, devo saperlo : avra' questo signore svizzero-tedesco trovato oggi casualmente sul suo cammino dei chiodi e/o viti e/o bulloni da fotografare splendidamente ? Vado a togliermi il dubbio su "Not Lost but Found".

Blogosfera di eccentrici, di semplici, di insospettabili, di istrioni, commovente, sorprendente, divertente, interessante serie di approdi. Spesso e' attraverso queste persone, quello che scrivono, l'occhio dietro la loro macchina fotografica, che non perdo fiducia nel genere umano.


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