mercoledì 1 aprile 2009

Uscire dalla Crisi Valorizzando il Territorio, o il Rigetto della Fava Tonka

Da un po' di tempo sono scontenta delle ricette che trovo in giro.
Ho riflettuto su questa cosa: possibile che, trascorso poco piu' di un anno dall'apertura di questo blog, reso quasi necessario dalla nascita del mio interesse per la cucino-terapia, mi si stia smorzando l'interesse per quello che leggo in giro, tanto spesso elegante, elaborato, sorprendente, esotico, ricercato ?
Non e' proprio cosi'. Seguo ogni giorno gli aggiornamenti dei food-blog che mi piacciono, guardo le foto, apprezzo l'opera d'arte culinaria amatoriale (a volte quasi professionale, a dire il vero), ma la distanza si acuisce, non ho voglia di cucinare i tre quarti delle cose di cui leggo, delle quali vedo le immagini. E' come se assistessi ad un esercizio di stile che non mi commuove.
Perche' ho questa sensazione frustrante di distanza da tutto, dalla politica, dalla chiesa, dal sindacato, ed ora persino dai food-blog ??
Ho perso l'interesse per la fava tonka (ho pure scoperto che e' uno dei componenti del mio profumo !), leggere la parola matcha mi fa venire spasmi nervosi, trovo Pierre Hermé un tortello presuntuoso e manierista - anche se per l'uscita di un suo nuovo macaron gli fanno un servizio al tg francese, non sono in adorazione di Ferran Adrià, trovo criminale la diffusione capillare del sushi.
Quello che mi serve, soprattutto in questo contesto storico-economico, e' cucinare quello che si produce nel territorio intorno a me, o comunque sul territorio italiano. Non e' questione di autarchia, ma di ricerca della semplicita', e della massima possibile genuinita'. Vorrei verdure arrivate sulla mia tavola senza inquinare i cieli di mezzo mondo. Vorrei prodotti che abbiano gusto e freschezza, perche' chi li coltiva / confeziona non si e' preoccupato della loro resistenza ai disagi di un trasporto. Vorrei ricette semplici e gustose, magari un pizzico originali, che valorizzino questi prodotti. Vorrei impegnarmi in questa direzione :)

12 commenti:

papavero di campo ha detto...

quanto mi piace la sincerità che traspare da tutti i pori di questo post!
capisco e condivido anche!
è stancante questa messa cantata che si canta in giro..una nuova restaurazione seguita alla rivoluzione..la stessa solfa modaiola e pure sto ferran adria che delusione l'ho visto da fazio e m'incuriosiva un sacco invece nessuna scintilla poetica è scaturita da quell'uomo molto intento ad un ruolo manageriale e preso in un ingranaggio lucrativo più che un folle geniale rimescolatore di schemi,
e infine vorrei dire di una sensazione che ho: ce la meniamo un po' tanto! tutti grandi esperti, spacciatori di un gran mestiere, sperimentare è bellissimo, creativo innovativo ma zelo del neofita a parte, c'è overdose di propopopea e nessun pizzico di umiltà!

cannella ha detto...

Cara la mia Fede, se tu fossi arrivata con la mia "generazione" di bloggers, di sicuro ti saresti schierata col gruppo di "comari" il cui motto era (ed è, per alcune che ancora resistono): "SEMO RUSPANTI"!
Un abbraccio!

Henriette ha detto...

Juste un petit bisou, Federica, j'aime toujours autant ton blog.
Avec toute mon amitié,
Henriette.

lefrancbuveur ha detto...

sono d'accordissimo con te. Quando pubblico ricette sul blog le idee non mi vengono certo da altri blog (salvo eccezioni) ma solo da quello che mi passa per la testa, con spunti che mi vengono da tutt'altre parti...
C'è in giro una fighettitudine veramente poco piacevole

O.d.C. ha detto...

Mi hai scippato un post sul quale andavo meditando da tempo. È che sono di meditazione troppo lenta, come le marmotte.
Uffa!

Artemisia Comina ha detto...

non so se sono in tema, ma medito che il territorio è davvero cultura più che confine territoriale. in questo momento sono presa dalla scoperta della cucina medio orientale e africa del nord, e mi sorprende (anche se dovrei saperlo) come molta parte dell'Italia ci sia dentro fino al collo. certe cose che mi sono venute in mente nel passato, per esempio carne e frutta, scopro che sono irachene, oppure porri e zucchero e limone, turche! cavolo! mi sa che se riformulassi io il tuo appello, direi: più rispetto per le culture; mescolanza, ma anche meno confusione. da dove viene un piatto, che storia racconta.

Marie-France ha detto...

Joyeuses fêtes de Pâques Fedeccino et une petite pensée pour tous ces malheureux qui souffrent tant en ce moment en Italie. Nous sommes malheureusement impuissants et ne pouvons que le regarder devant notre poste de télévision,
Amitiés,

papavero di campo ha detto...

auguri!

lefrancbuveur ha detto...

a quando il tuo prossimo post? :)

Gunther ha detto...

come darti torto, il problema è che abbiamo perso la cultura del territorio non sappiamo nemmeno cosa produciamo a 500 metri da casa, sappiamo che entrando in un super troviamo tutto e sempre. Poi siccome sono un gourmand se trovo un ingrediente strano la tentazione è forte di caderci come una pera cotta, è sbaglio he

maricler ha detto...

O pofferbacco, mi sa che ricado nella tua casistica... Ricette con la fava tonka? Ce l'ho. Con il matcha? Idem. Con la lecitina di soia? Pure :)
Mi sono divertita molto leggendo il tuo post, e condivido una parte delle critiche ai foodblogger e il tuo senso di stanchezza rispetto a certe direzioni poco amichevoli. Per quel che mi riguarda, conosco poco il mio territorio, che è mio da soli 3 anni perché prima abitavo altrove e ancora prima in un altro posto eccetera. Faccio meno fatica a colloquiare con un filippino e comprare le perle di tapioca che trovare un contadino milanese che produca del formaggio, per dirla brutalmente. E costa di meno andare a Parigi che muoversi tra una regione e l'altra dell'Italia. Cerco di conoscere quello che leggo magari più di quello che mi circonda fisicamente, può essere pigrizia, oppure che certi stimoli sono più forti di altri, non so. Però penso che la mia sia una scelta personale, frutto di un'evoluzione, e non di essermi rimbambita sniffando fava tonka :), quindi non mi preoccupo per ora.

fedeccino ha detto...

Sono un disastro nei tempi di risposta, lo so, abbiate pazienza.
- Papavero, non avevo dubbi che tu intendessi cio' che ho scritto nel senso giusto :) ... ed anch'io ho visto Ferran Adria' da Fazio, quella sera, e la mia soglia di interesse e' durata quei 3/4 minuti, prima di usare la mia "stele di Rosetta" telecomando per spostarmi altrove. Sono anche d'accordo sulla mancanza generale di umilta', e di humour, anche :)
- Cannella, che bello leggerti qui ! Non so se sono ruspante, forse si', devo ragionarci :)
- Henriette, merci, je suis toujours tout aussi contente de te lire ici, et de visiter ton blog de cuisine litteraire :) Un bisou a toi !
- Enrico, il tuo riferimento alla fighettitudine mi ha fatto ripensare ad Albanese-Frengo, e sorridere al ricordo della sua giacca paillettata nera. Mi manca quello humour, ed in effetti non credo che a Frengo piacerebbe la fava tonka :)
- O.d.C., cara marmotta, scrivi quel dannato post che non vedo l'ora di leggere cosa ne pensi. Le tue anticipazioni su FB mi hanno ingolosita, sviluppa il soggetto !
- Artemisia, credo tu abbia ragione. Il mio interesse al "confine territoriale" deriva principalmente dalla mia inesperienza : sono una neofita della cucina, ho da poco scoperto i suoi poteri, e per il momento l'ingrediente esotico, che pure -com'e' vero ! - vede l'Italia "dentro fino al collo" a causa delle molteplici influenze ed invasioni - l'ingrediente esotico dicevo mi fa troppo spesso un effetto moda del momento, cosa che, da buona bastian contraria, rigetto quasi per principio :). Infine sono ancora d'accordo sulla mescolanza - si' - ma non sul condizionamento modaiolo del gusto.
Marie France e Papavero2 : grazie per gli auguri, merci pour les voeux et l'amitié, je suis desolée pour le retard de ma réponse :(
- Gunther, ecco !, la gourmandise, ça c'est bien :) Anch'io sono pronta a cascarci e a sperimentare, non temere. Sicuramente ad assaggiare, forse meno a voler cucinare. Quanto al territorio, ecco, forse sono in una zona fortunata dove si lavora per rafforzare questo legame, estendere la conoscenza e sensibilizzare, oppure sono io che ho l'orecchio particolarmente attento a questi argomenti, non so. Sta di fatto che se entro in un Ipermercato non trovo di tutto, sono a Ravenna, non a Milano :) Questo mi ha spinto a cercare, e trovare il biologico locale e' stato facile, si fanno sentire. Da li' ho continuato a cercare, e sto ancora imparando, tutto qua :).
- Maricler, benvenuta :) Si' la perversione della rete di trasporti italiana e' diabolica, capisco cosa intendi. Le tue influenze culinarie derivano dalla tua esperienza di vita, e' chiaro che il tuo caso e' complesso :D, e non credo neppure io al tuo rimbambimento, la povera fava tonka non credo abbia ancora fatto impazzire nessuno, non e' della famiglia della belladonna :).
Il mio post ribadisce la mia liberta' e indipendenza gastronomica, vuoi proprio che impedisca la tua ?? Non sia mai :)
... pero' sono contenta di averti insinuato un ragionevole dubbio.

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