domenica 8 febbraio 2009

Liberta' e Giustizia ?


Sono senza parole.
Quindi, cito l'inizio del commento di Ezio Mauro su Repubblica di sabato 7 febbraio e, finche' ancora posso farlo, invito da questo piccolo blog di "parole e ricette" a firmare l'appello pubblicato da Liberta' e Giustizia perche', come lo scrisse Norberto Bobbio, "noi siamo, dobbiamo essere, democratici sempre in allarme".

"UNA questione di vita e di morte, una tragedia familiare, un caso di amore e di disperazione tra genitori e figlia che cercava di sciogliersi nella legalità dopo un tormento di 17 anni, è stato trasformato ieri da Silvio Berlusconi in un conflitto istituzionale senza precedenti tra il governo e il Quirinale, con il Capo dello Stato che non ha firmato il decreto d'urgenza del governo sul caso Englaro, dopo aver inutilmente invitato il Premier a riflettere sulla sua incostituzionalità, e con Berlusconi che ha contestato le prerogative del Presidente della Repubblica, annunciando la volontà di governare a colpi di decreti legge senza il controllo del Quirinale. Pronto in caso contrario a "rivolgersi al popolo" per cambiare la Costituzione. [...]"

8 commenti:

Henriette ha detto...

Bonjour Fedeccino,
J'ai lu avec intérêt la presse française qui parle beaucoup du calvaire de cette jeune fille.
C'est une honte de faire souffrir ainsi des gens pour une sombre histoire d'intérêt politique... Mais certains dirigeants ne reculent devant rien pour essayer de conquérir ou reconquérir le pouvoir ou pour affaiblir un gouvernement existant.
Nous vivons un monde d'égoïsme parfait.
Amitiés
Henriette

fedeccino ha detto...

Henriette, cette histoire me laisse sans mots, dans ce pays qui semble ne jammais connaitre de limites au pire, eternellement partagé en deux, justement sur l'equilibre d'un egoisme parfait.
Merci de tes mots :)
Federica

Esmé ha detto...

Ho firmato.
Non mi faccio illusioni: il popolo italiano è deciso ad avere questo, esattamente questo sistema politico, e della democrazia non sa cosa farsene. Tropo faticosa. Meglio il Paese dei Balocchi, e qualcuno che decida per tutti quanti, cosa non importa.
La lezione della storia del nostro - e non solo del nostro - paese non è servita a niente.

fedeccino ha detto...

Esme', la frustrazione mi paralizza da venerdi'scorso, quindi capisco perfettamente il tuo scoraggiamento.
Questo w/e avrebbe dovuto ricaricarmi, invece sono uno straccio triste.

Mammazan ha detto...

ti ho risposto con una mail
baci

papavero di campo ha detto...

la pietas dov'è finita?
la politica, la televisione sono ingranaggi di avvoltoi, pagliacciate di inciviltà,
non è così che si parla della morte non è così che si parla della vita,


ti lascio questa ballata dell'angelo ferito, di Ceronetti,


Una ballata di Ceronetti per “il coraggio di Eluana Englaro”
_______

Urlate urlate urlate urlate.
Non voglio lacrime. Urlate.
Idolo e vittima di opachi riti
Nutrita a forza in corpo che giace
Io Eluana grido per non darvi pace

Diciassette di coma che m’impietra
Gli anni di stupro mio che non ha fine.
Una marea di sangue repentina
Angelica mi venne e fu menzogna
Resto attaccata alla loro vergogna

Ero troppo felice? Mi ha ghermita
Triste fato una notte e non finita.
Gloria a te Medicina che mi hai rinata
Da naso a stomaco una sonda ficcata
Priva di morte e orfana di vita

Ho bussato alla porta del Gran Prete
Benedetto: Santità fammi morire!
Il papa è immerso in teologica fumata
Mi ha detto da una finestra un Cardinale
Bevi il tuo calice finché sia secco
Ti saluta Sua Santità con tanto affetto

Ho bussato alla porta del Dalai Lama.
Tu il Riverito dai gioghi tibetani
Tu che il male conosci e l’oppressura
Accendimi Nirvana e i tubi oscura
Ma gli occhi abbassa muto il Dalai Lama

Ho bussato alla porta del Tribunale
E il Giudice mi ha detto sei prosciolta
La legge oggi ti libera ma tu domani
Andrai tra di altri giudici le mani.
Iniquità che predichi io gemo senza gola
Bandiera persa qui nel gelo sola

Ho bussato alla porta del Signore
Se tu ci sei e vedi non mi abbandonare
Chiamami in cielo o dove mai ti pare
Soffia questa candela d’innocente
Ma il Signore non dice e non fa niente

Ho bussato alla porta del padre mio
Lui sì risponde! Figlia ti so capire
Dolcissimo io vorrei darti morire
Ma c’è una bieca Italia di congiura
Che mi sentenzia che non è natura

E il mio papà piangeva da fontana
Me tra ganasce di sorte puttana.
Cittadini, di tanta inferta offesa
Venga alla vostra bocca il sale amaro.
Pensate a me Eluana Englaro



Guido Ceronetti

la frenk ha detto...

sì anch'io mi sono indignata, arrabbiata, intristita e poi di nuovo arrabbiata, nauseata... poi finalmente ho tirato un respiro di sollievo e sorriso alla vita che ha fatto il suo corso e a un desiderio lungo tanti anni che si è esaudito finalmente.
sì anch'io ho firmato l'appello...

Artemisia Comina ha detto...

federica, un saluto.

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